Metto il fucile nella morsa da legno e lo vincolo per poterne misurare le forze con il dinamometro: Marco Bonfanti sicuramente non si preoccuperà (è il suo fucile personale) ed infatti il fusto è robustissimo e non presenta il minimo problema, anche serrandolo forte nella morsa. Per romperlo occorre passarci sopra con un fuoristrada! (non è una battuta ma un fatto realmente avvenuto ai fortissimi pescatori campani Salvatore Pacifico e Massimo Maddaloni....)



Con gli elastici da 28 cm il rapporto di allungamento è (NB l’ogiva è lunga 5 cm):
(117-5) / 28 = 4 -à 400%
La forza sviluppata è di circa 58 Kg
Con gli elastici da 26,5 cm il rapporto di allungamento è (NB l’ogiva è lunga 5 cm):
(117-5) / 26,5 = 4,22 -à 422%
La Forza sviluppata è di 61 Kg circa.
Prima di andare a pesca occorre provare in acqua il bilanciamento della punta: a questo proposito però già il fucile era perfettamente equilibrato.
PRIMA PROVA IN ACQUA
Per il debutto approfitto di un sabato mattina di inizio settembre. L’acqua è ancora calda e sono bene allenato, quindi senza indugi mi preparo a scendere sul coralligeno pugliese, rompendo il fiato a -20m su delle belle formazioni alte circa 1,5 metri ideali per nascondersi e fare aspetti piazzati.
Provo a piazzare il Mr.C 119 e a brandeggiarlo: si sposta benissimo ed è equilibrato.
Sparo un sarago di prova, anche se abbastanza vicino ed il tiro è senza storia, ma la cosa che mi impressiona favorevolmente è il rinculo perfettamente rettilineo e debole, per cui sebbene la configurazione di asta + carico degli elastici sia abbastanza impegnativa in virtù delle forze e dei pesi in gioco e nonostante il fucile non sia poi particolarmente pesante, il risultato finale è comunque molto apprezzabile.
Sparo alcune ricciolette sempre a distanze accessibili (intorno ai 3 metri dalla punta) e tutte perfettamente centrate.
Quindi la condizione di pesca al pesce bianco con acqua limpida è la ideale per questo bel fucile, ma i dentici?
Io non sono Molteni e quindi ..... li sparo da lontano ... vediamo di andare a cercarne qualcuno.
Mi sposto e su un fondale di circa -25 metri, ecco che incontro un bel branco di dentici.
Subito i pesci mi circondano, vedo grossi testoni ma lontani ed ovviamente i più giovani sono a tiro... devo provare il fucile e sono alla fine dell’apnea, quindi sparo ad un esemplare di circa 1,5 kg che stimo a 4 metri o poco meno dalla punta e lo prendo, ma basso, riuscendo comunque a concludere la cattura.
Preciso che sono abituato a sparare da molto lontano, in genere sui 4 metri perchè conosco perfettamente le prestazioni dei miei MAMBA 110 e del fido URUKAY 106, che mi consentono catture sicure e precise in quel range di azione.
La giornata si conclude con queste prede e poca altra roba.

SECONDA PROVA IN ACQUA
Stavolta sono a Brindisi sul grotto, in acqua un pò più bassa ed è già fine Ottobre. Cerco gli ultimi dentici. Al primo aspetto mi viene una bella orata che stimo sul kg e mezzo, la inquadro centrale e sparo da lontano..... come se avessi il doppio elastico ed infatti il pesce preso basso si strappa dopo poco.
Mi sposto, altro aspetto e arrivano due barracuda panciuti, sparo al primo dietro l’occhio, perfettamente immobile e già morto.... ma lo padello. L’acqua limpida ed il pesce grosso e lontano mi hanno tratto in inganno.
Intendiamoci, sto provando il limite del fucile che oltre i 4 metri dalla punta in virtù di un’asta pesante e con aletta posta in alto ha inevitabilmente una traiettoria a parabola, per cui poverino non ha colpa....!
L’importante (sopratutto per chi come me viene dai cannoni a doppio elastico o ad aria compressa) è sapere di poter sfruttare l’attrezzo nel suo campo di azione, che in questo caso è appunto al massimo 4 metri (che sono già una grande distanza).
Alla fine rimedio questo bel padellone di 1,1 kg con un tiro alla “giusta” distanza di circa 3,5 metri.


Il fucile secondo le mie impressioni copre un’ampia possibilità di utilizzo, dall’aspetto ad una pesca più dinamica come l’agguato (in virtù della eccezionale brandeggiabilità) in acqua medio profonda e limpida su pesce bianco, quando non si superano i 4 metri di gittata dalla punta, sebbene di potenza ce ne sia a sufficienza per stirare anche una ulteriore passata di sagola dal mulinello (anzi a riguardo è bene utilizzare la doppia passata).
Conoscendo campioni che lo utilizzano con grande soddisfazione su altri tipi di prede non ho difficoltà ad ammettere che sia altrettanto valido su pesci più grandi, ma a riguardo ho una personale convinzione che occorrano armi più potenti.
Il Mr. Carbon 119 in definitiva si colloca al top della fascia dei fucili lunghi mono elastico, avendo sicuramente rispetto a quelli di legno ed agli assemblati una maggiore rigidezza, dispersioni di energia minori e tolleranze di lavorazione bassissime, che gli permettono prestazioni e rendimento superiori.
Potenza |
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Adeguata al mono elastico anzi superiore alla media |
Gittata |
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4 metri dalla punta del fucile |
Brandeggio |
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Ottimo in relazione a forme e lunghezza |
Precisione |
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Ottima sino ai 3,5 - 4 metri massimo, oltre cala |
Gestione Rinculo |
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Lo assorbe benissimo |
Rapporto Qualità/Prezzo |
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Costa parecchio ma è un investimento valido |