I DATI TECNICI PER LA PREPARAZIONE DEI FUCILI AD ARIA COMPRESSA
Così come per i fucili ad elastico, anche per i fucili ad aria compressa ci sono tre variabili fondamentali che devono essere ottimizzate per ottenere le migliori prestazioni: tipo di asta-lunghezza del serbatoio (e quindi peso del modello di fucile) e pressione di precarica.
Assieme a queste grandezze fondamentali, ce ne sono numerose altre (per così dire secondarie) ma che possono far variare il successo o meno di un tiro (pensiamo ad esempio al solo scorrisagola, che se non studiato correttamente porta a significative perdite di rendimento), ma le stesse non possono essere analizzate in forma sintetica in questo articolo.
In linea generale il fucile pneumatico da un punto di vista della balistica è influenzato da un numero minore di variabili rispetto all’arbalete e quindi il suo comportamento è più costante, prevedibile e si può studiare meglio mediante un modello matematico, per i seguenti motivi:
Non ci sono corpi in rapido movimento che portano a momenti, rotazioni o squilibri dinamici (elastici);
Il moto dell’asta è perfettamente rettilineo e omogeneo, la stessa è guidata in una sede cilindrica (canna) e scorre su due punti di appoggio;
Il codolo dell’asta ha un profilo idrodinamico ed è vincolato al pistone in un ambiente (canna) che, seppur in contatto con l’esterno (caso del fucile non sottovuoto), è chiuso. Ne consegue che l’asta non cavita, anche ad alte velocità e con alte pressioni;
Nel caso del fucile sottovuoto l’asta durante la fase di accelerazione (sparo) non è in contatto con l’acqua, per cui le resistenze idrodinamiche sono dovute solo all’attrito della sezione frontale e non anche a quello di tutta la superficie esterna dell’asta;
Non c’è la variabilità dovuta al motore: la molla d’aria ha sempre le stesse caratteristiche, non si usura, non si deteriora, non cambia con il modello e non va sostituita. Ne consegue che anche lo sforzo di caricamento a parità di modello (a parte lievissime differenze) è praticamente uguale per tutte le marche, una volta definita la pressione di precarica ed il diametro della canna.
Con buona pace di tutti i costruttori mondiali di fucili ad elastico, il fucile ad aria compressa per tutti questi motivi ha un rendimento enormemente superiore (ai quali si aggiunge che lo sforzo per caricarlo al massimo arriva a 30-35 kg contro i 60 ed anche i 120 kg degli arbalete a doppio elastico).
Infine, in virtù di tutti questi fattori, le velocità di uscita del sistema ad aria compressa sono irraggiungibili con il sistema ad elastici.
Nell’eterno confronto (che però ultimamente proprio in virtù della oggettività di alcuni risultati, sta diventando più costruttivo) aria-elastico se proprio si vogliono paragonare i due sistemi da un punto di vista balistico, si devono comparare due fucili che sparano aste uguali: quindi ad esempio per un’asta lunga 125 cm il fucile ad aria compressa è il 110, l’arbalete è il 90 (ma si dovrebbe caricare con 30-35 kg e cioè con gli elastici della fionda…).
Tralascio per cui ogni ulteriore commento, essendo evidente che non esiste alcuna possibilità di comparare le prestazioni di un 90 ad elastico con un pneumatico da 110….!
Non nascondo di essere un grande estimatore dei fucili a doppio elastico nelle misure lunghe e di tutti gli altri arbalete nelle misure medie per l’agguato, però nell’aspetto piazzato un bel 110 ad aria con 30 atmosfere, asta da 7 mm (Mambizzato o no) se la gioca bene con i cuginoni plurigommati che sparano pesanti aste lunghe 150 cm.
Adesso vediamo come vanno preparati i principali fucili in commercio: ci concentreremo sulle misure 90 e 110 (con canna da 11, essendo la canna da 13 molto difficile da caricare ed utilizzare ad alte pressioni, sebbene il suo rendimento sia eccezionale).
In realtà dovremmo per prima cosa parlare del pneumatico che ha fatto la storia della pesca subacquea (così si chiamava) degli anni ’70, il medisten e del suo grande inventore Ludovico Mares, il padre di tutti i progettisti. Preparare un medisten 70 per la pesca in tana è semplice: basta una buona asta da 8 mm filettata, una bella fiocina e 20 atmosfere. E’ un fucile che non manca mai sui gommoni dei pescatori pugliesi perché imbattibile per la pesca nei meandri del coralligeno, con il quale sono state prese anche cernie di 10-15 kg.
Dobbiamo essere riconoscenti a questo semplice fucile con il quale abbiamo tutti imparato a pescare!
Ma ritorniamo ai modelli più moderni; anche in questo caso l’analisi serve solo a stabilire il migliore allestimento e quindi la proporzione fra tipo di asta-pressione di precarica in relazione al peso del fucile, che ottimizza le variabili: potenza, precisione, assorbimento del rinculo, gittata.
PNEUMATICO 90
E’ un fucile adatto alla pesca invernale e all’agguato in genere con media-buona visibilità. Con lo stesso fucile se si cambia l’asta (passando da 6,5 a 7 mm di diametro, lunghezza 100 cm) e si aumenta proporzionalmente la pressione di precarica, si può tentare anche qualche aspetto con acqua mediamente torbida.
Così come per gli arbaletes, esiste una relazione precisa fra le tre variabili, nota come formula dell’equilibrio del pneumatico:
TABELLA 1P
Anche qui il rapporto fra peso dell’asta e peso del fucile (completo di mulinello ma senz’asta) non deve superare il valore di 0,35. Inoltre questo rapporto moltiplicato la pressione di precarica, non deve superare il valore 10 (canna da 11 mm). Tale valore ottimizza contemporaneamente la potenza (e quindi la gittata), il rendimento del sistema, la gestione del rinculo e quindi la precisione.
Volendo spingere un po’ il fucile pompandolo di più si avrebbe:
TABELLA 2P
Quindi ancora tutto perfettamente in equilibrio.
Volendo passare ad un’asta da 7 mm si avrebbe:
TABELLA 3P
Quindi siamo al limite ma va tutto bene.
Vediamo adesso i risultati in termini di velocità di uscita e velocità alla distanza prefissata (4 metri), utilizzando il foglio di calcolo modificato anche questo in base alle esperienze fatte in piscina con prove di tiro su bersaglio di legno:
TABELLA 4P
Vediamo l’asta da 7 mm come si comporta:
TABELLA 5P
Come prevedibile l’asta da 7 mm all’uscita è leggermente meno veloce, ma a 4 metri recupera bene ed è più performante.
Quindi usiamo l’asta da 6,5 mm per tiri davvero brucianti in condizioni di acqua medio torbida, quando la distanza utile per la cattura non superi i 3 – 3,5 metri.
Avete visto che valori di velocità in uscita? Il sistema pneumatico ha un rendimento maggiore; inoltre l’unico oggetto che l’asta nel suo moto deve “portarsi dietro” (in realtà la spinge) è un pistoncino che pesa 10 grammi, al contrario degli elastici che arrivano a pesare anche 400 grammi: il conto è presto fatto!
PNEUMATICO 110
E’ il pneumatico per eccellenza, il fucile che ha fatto convertire molti arbaletisti o che ha fatto affezionare ancora di più i già devoti all’aria compressa.
Capace di performance straordinarie, se elaborato accuratamente è in grado di andare anche oltre le prestazioni riportate nel presente articolo.
Scaglia aste lunghe 125 cm da 6,5 e 7 mm di diametro; il fucile se pompato ad oltre 30 bar (ma per motivi di sicurezza non è consigliabile tale pratica) ha un potere di offesa che si avvicina ai doppio elastico lunghi.
Vediamo l’equilibrio nella versione asta da 6,5 e asta da 7:
TABELLA 6P
TABELLA 7P
Quindi tutto OK. Come si vede questo fucile è meno sensibile dell’arbalete al fenomeno del rinculo ed è più facile equilibrarlo.
Vediamone la balistica:
TABELLA 8P
Quindi non arriva ai doppio elastico, ma se la gioca bene in virtù di un ingombro decisamente inferiore ed una velocità in uscita davvero esuberante, che rende anche l’esperienza del tiro molto piacevole per un appassionato.
Questa è la versione con asta da 6,5 mm di diametro: TABELLA 9P
Per dovere scientifico ho provato a caricare un 110 a 35 atmosfere, anche se la pratica non è consigliata dai costruttori. Questo perchè la proporzione fra peso dell’asta e velocità di uscita ha un limite proprio intorno ai 35 bar, (cioè aumentare ancora la pressione non serve a nulla, si raggiunge la velocità limite dovuta al peso dell’asta e per superarla si dovrebbe aumentarne il diametro).
Il risultato è il seguente:
TABELLA 10P
sarebbe interessante poter provare aste da 7,2 mm di diametro sui fucili 100 di ultimissima generazione.
Concludo questa breve carrellata con un fucile che ha mostrato questa performance in vasca con documentazione di un video clip che ha lasciato i ricercatori senza parole (me compreso):