

Visivamente si differenziano dalla consueta produzione per un bel colore oro lucido del puntale che lungo l’asta diventa smorto e particolarmente discreto anche da oggetto nuovo.

Un particolare interessante è che escono dalla fabbrica con una modifica in voga fra gli utilizzatori maggiormente tecnici:
l’aletta è leggermente ribattuta in modo da rendere difficoltoso che si richiuda accidentalmente una volta aperta.

Alla bilancia denunciano un peso di 340 grammi, identico alla precedente produzione con tacche.
Mi consulto a lungo con Simone e con gli amici dello staff, ho diversi dubbi principalmente sull’utilità di una prova distruttiva, poi sui pernetti che temo compromettano il puntamento con il mr.carbon, insomma dopo pochi giorni entro in acqua piuttosto mogio, col fucile armato con una delle nuove aste, nel tentativo di metterle a dura prova se non di distruggerle.
Per diverse pescate ho tirato senza alcun riguardo per la punta, che devo dire ha resistito piuttosto bene, in particolare durante un’azione molto dinamica verso un sarago ho effettuato un tiro a piena potenza a non più di due metri, lisciano lo sparide e colpendo duramente un grosso masso granitico alle sue spalle, ho impugnato l’asta convinto di averla letteralmente spaccata invece ne era uscita soltanto lievemente “sbeccata” su un lato della cuspide.
Per il mio paranoico scrupolo rientrato a casa la ho riaffilata , comunque la perdita di materiale è stata minima come si evince dall’immagine.

La riaffilatura ha evidenziato che il materiale è molto più duro del precedente, la lima scivola, quasi non fa presa e l’operazione richiede una certa dose di pazienza e concentrazione.
Veniamo poi ad affrontare l’aspetto legato alle prestazioni balistiche e alla precisione di questi dardi.
Devo dire che diversi cefali e saraghi sparati con tiri al limite dei tre - quattro metri si sono rivelati un banco di prova grazie al quale mi sento di affermare che, almeno per me, non ci sono sostanziali differenze di puntamento rispetto alle tradizionali aste con tacche.
Un cefalo tirato più per disperazione che per certezza della cattura è rimasto trapassato a un paio di dita dell’aletta. In quella occasione avevo montato una singola passata di nylon e fatto fare alla sagola del mulinello un tragitto a cavallo dello sganciasagola per guadagnare una spanna di tiro utile.

Mi sono preso la briga di misurare con il metro la distanza, si parla di circa 4,30 metri dal naso del fucile, niente male direi!!!!!!!
Nella stessa giornata di pesca ho poi avuto la fortuna di ingaggiare, colpire e mettere in carniere un bel dentice di oltre quattro chili, che è stato trapassato quasi per intero dall’asta dopo un tiro a due metri e mezzo abbondanti dalla punta.
Avrei scommesso di insagolarlo , ma consultandomi con chi di dentici ne ha ben più all’attivo di me sono arrivato alla conclusione che con pesci del genere non è così scontato, squame grosse come una moneta offrono una resistenza alla penetrazione straordinaria.

Ho fatto una sorta di verifica empirica della flessibilità dell’asta confrontandola con un’altra “old model” ed una devoto.
Le ho fissate in coda su un piano con un morsetto e ho poi controllato la flessione della punta, il risultato è inequivocabile, sono decisamente più rigide e meno flessibili.
Non posso quantificare con certezza l’eventuale incremento di prestazioni, mi limiterò quindi a verificare la differenza di penetrazione su bersaglio a distanza fissa e misurata
Così il 22 maggio dell’anno del signore 2009 sono in acqua con l’ineffabile Persiko in veste di operatore foto-video.
Ho effettuato alcuni tiri su una tanica da cinque litri riempita di sabbia.
La distanza di tiro è stata di tre metri effettivi dalla punta della freccia.
Ho avuto risultati discordanti rispetto a quello che mi aspettavo, probabilmente per il tipo di bersaglio (ovviamente ad ogni tiro si svuotava parzialmente della sabbia contenuta) e per le condizioni di leggera risacca che non consentivano un corretto posizionamento del tiratore.
Il primo tiro è avvenuto montando l’asta Sigal in acciaio “tradizionale, 135 centimetri di lunghezza, monoaletta con tacche.

poi sono passato all’asta Sigal evolution, 135 centimetri, monoaletta con pernetti in luogo delle normali tacche:

Riassumo brevemente le mie impressione sulle nuove aste Sigal Evolution:
Rigidità ottima, flettono meno rispetto alle concorrenti
Materiale ottimo, estremamente duro, se usate correttamente sono aste che possono durare moltissimo, con un minimo di accortezza è difficile spuntarle.
Aletta eccellente, la modifica che consente il blocco in apertura fatta direttamente in fabbrica è un valore aggiunto
in conclusione, si tratta di oggetti che si pongono al vertice dell’attuale produzione, sono disponibili con tacche o pernetti (veramente microscopici) , nella versione Pro spicca la bellissima punta tricuspide, indirizzata per tiri al libero su grandi prede.
Il prezzo è in linea con la qualità generale degli oggetti.
Teobaldo Ciucarilli
teosub63@alice.it