Una
soluzione per la boa segna-sub
Dopo anni
passati trainando plancette varie, gonfiabili o rigide,
affardellate con tutto quanto era possibile, da qualche tempo ho
riscoperto la semplicità minimalista nell’attrezzatura. Non
voglio certo dire che uso materiale scadente, anzi ! Cerco di
portarmi al seguito il minimo indispensabile, che mi consenta di
godere appieno delle poche ore rubate alla quotidianità e
regalate al mare ed al piacere di immergermi. La
necessità maggiore che avverto è quella di essere ben visibile
ai mezzi nautici di passaggio e, confrontando le mie impressioni
con quelle di altri pescatori in apnea, sono giunto alla
conclusione che il galleggiante immediatamente identificabile da
parte dei “cafonauti” è senz’altro la classica boa tonda,
possibilmente di generose dimensioni.

Una boa
tonda si gonfia e si sgonfia in un attimo, occupa poco spazio
nella sacca dell’attrezzatura, costa poco ed in caso di foratura
viene sostituita con poca spesa e senza patemi d’animo. Esistono
tuttavia dei difetti immediatamente percepibili per questo tipo
di boe:
1. tendono a ribaltarsi con estrema facilità;
2. i
piccoli oggetti di uso comune nella pescata non hanno posto
per essere riposti o agganciati;
3. oppongono una fastidiosa resistenza all’avanzamento.
Cominciai
così a pensare a una soluzione facile e pratica per ottenere un
dispositivo segna-sub adeguato. Delineai
le mie personalissime specifiche tecniche per la boa da adottare
nelle pescate da riva, nei soliti posti, che doveva:
-essere
visibile e facilmente identificabile sia dai natanti che da chi
rimane a riva ad aspettarmi
-avere la
minima resistenza possibile al traino in acqua
-consentire
il trasporto di tutti i piccoli oggetti utili durante un’uscita
in mare
-permettere
di poter riporre le ciabatte
-eventualmente consentire di riporre le chiavi dell’auto, la
patente e magari il cellulare
-avere un
basso costo di acquisto.
Il primo
passo è per ottenere il risultato voluto è quello di creare una
sorta di imbracatura alla boa, utilizzando un buon elastico da
vela.

Questa
sorta di gabbia verrà montata a boa non completamente gonfia in
modo che, una volta gonfiata del tutto la boa, l’imbracatura si
tenderà come voluto. Si sfrutterà poi l’imbracatura come punto
di aggancio di tutti gli “optionals” di cui vogliamo dotare il
galleggiante. La
bandiera è ottenuta sfruttando l’astina originale opportunamente
fresata e poi infilata a forza in un normale tubo da
elettricista su cui poi viene fissata la bandiera ed un cavetto
di sicurezza.

Ho poi
applicato alcuni moschettoni per l’aggancio degli o-ring di
ricambio per l’aletta, il salvapunte, il cavetto di sicurezza
della bandiera. Nell’anello inferiore ho fissato un grosso
moschettone per usi gravosi.

Inserisco
le ciabatte inferiormente così disposte tengono la boa (e la
bandiera) sempre verticale, il traino avviene dalla parte
anteriore, agganciando il moschettone del sagolone
all’imbracatura.


Posso,
grazie ad un contenitore stagno, portare al seguito le chiavi
dell’auto ed altri oggetti. Questa
semplice soluzione è applicabile anche a boe con la bandiera
gonfiabile.

Devo dire
che ho riscontrato una maggiore attenzione da parte dei
naviganti quando mi passano vicino, inoltre pur non portando al
seguito il secondo fucile , ho tutto quello che mi serve nelle
mie uscite, ma la cosa più importante è che sono sempre ben
visibile a chi mi accompagna , a tutto vantaggio del relax in
una giornata di mare.

Teo Ciucarilli