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_Dall'Alba al Tramonto
Teobaldo Ciucarilli: nato a Roma nel 1963, Altezza 189cm  Peso 87kg.  Sport praticati a livello agonistico: karate, pallavolo, nuoto. Sport praticati a livello amatoriale: trekking, tiro dinamico e di precisione, pesca in apnea. Appassionato di arbalete e di personalizzazione di attrezzature subacquee. Pesca prevalentemente all'aspetto ed all'agguato nei dintorni di Civitavecchia
Una soluzione per la boa segna-sub

 

Dopo anni passati trainando plancette varie, gonfiabili o rigide, affardellate con tutto quanto era possibile, da qualche tempo ho riscoperto la semplicità minimalista nell’attrezzatura. Non voglio certo dire che uso materiale scadente, anzi ! Cerco di portarmi al seguito il minimo indispensabile, che mi consenta di godere appieno delle poche ore rubate alla quotidianità e regalate al mare ed al piacere di immergermi. La necessità maggiore che avverto è quella di essere ben visibile ai mezzi nautici di passaggio e, confrontando le mie impressioni con quelle di altri pescatori in apnea, sono giunto alla conclusione che il galleggiante immediatamente identificabile da parte dei “cafonauti” è senz’altro la classica boa tonda, possibilmente di generose dimensioni.

 

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Una boa tonda si gonfia e si sgonfia in un attimo, occupa poco spazio nella sacca dell’attrezzatura, costa poco ed in caso di foratura viene sostituita con poca spesa e senza patemi d’animo.   Esistono tuttavia dei difetti immediatamente percepibili per questo tipo di boe:  

1. tendono a ribaltarsi con estrema facilità;

2. i piccoli oggetti di uso comune nella pescata non hanno posto per essere riposti o agganciati;

3. oppongono una fastidiosa resistenza all’avanzamento.

Cominciai così a pensare a una soluzione facile e pratica per ottenere un dispositivo segna-sub adeguato. Delineai le mie personalissime specifiche tecniche per la boa da adottare nelle pescate da riva, nei soliti posti, che doveva:

-essere visibile e facilmente identificabile sia dai natanti che da chi rimane a riva ad aspettarmi

-avere la minima resistenza possibile al traino in acqua

-consentire il trasporto  di tutti i piccoli oggetti utili durante un’uscita in mare

-permettere di poter riporre le ciabatte

-eventualmente consentire di riporre le chiavi dell’auto, la patente e magari il cellulare

-avere un basso costo di acquisto. 

Il primo passo è per ottenere il risultato voluto è quello di creare una sorta di imbracatura alla boa, utilizzando un buon elastico da vela.

 

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Questa sorta di gabbia verrà montata a boa non completamente gonfia in modo che, una volta gonfiata del tutto la boa, l’imbracatura si tenderà come voluto. Si sfrutterà poi l’imbracatura come punto di aggancio di tutti gli “optionals” di cui vogliamo dotare il galleggiante. La bandiera è ottenuta sfruttando l’astina originale opportunamente fresata e poi infilata a forza in un normale tubo da elettricista su cui poi viene fissata la bandiera ed  un cavetto di sicurezza.

 

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Ho poi applicato alcuni moschettoni per l’aggancio degli o-ring di ricambio per l’aletta, il salvapunte, il cavetto di sicurezza della bandiera. Nell’anello inferiore ho fissato un grosso moschettone per  usi gravosi.

 

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Inserisco le ciabatte inferiormente così disposte tengono la boa (e la bandiera) sempre verticale, il traino avviene dalla parte anteriore, agganciando il moschettone del sagolone all’imbracatura.

 

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Posso, grazie ad un contenitore stagno, portare al seguito le chiavi dell’auto ed altri oggetti. Questa semplice soluzione è applicabile anche a boe con la bandiera gonfiabile.

 

 

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Devo dire che ho riscontrato una maggiore attenzione da parte dei naviganti quando mi passano vicino, inoltre pur non portando al seguito il secondo fucile , ho tutto quello che mi serve nelle mie uscite, ma la cosa più importante è che sono sempre ben visibile a chi mi accompagna , a tutto vantaggio del relax in una giornata di mare.

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Teo Ciucarilli

                        

 

 

Di Teo Ciucarilli abbiamo pubblicato
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