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_Dall'Alba al Tramonto
Teobaldo Ciucarilli: nato a Roma nel 1963, Altezza 189cm  Peso 87kg.  Sport praticati a livello agonistico: karate, pallavolo, nuoto. Sport praticati a livello amatoriale: trekking, tiro dinamico e di precisione, pesca in apnea. Appassionato di arbalete e di personalizzazione di attrezzature subacquee. Pesca prevalentemente all'aspetto ed all'agguato nei dintorni di Civitavecchia

Gli arbalete a doppio elastico
In una fase in cui la tendenza generale della pesca in apnea sembra privilegiare sempre più arbalete dal fusto con un profilo snello, muniti d’elastici non esasperati ed armati con aste sottili, può sembrare anacronistico parlare di arbalete a doppio elastico per quanto attiene alle tecniche di pesca mediterranea.

Tuttavia verso questo tipo d’attrezzo esiste “nocciolo duro” d’appassionati che lo apprezza da sempre, mentre molti praticanti hanno iniziato ad usarlo negli ultimi anni, giovandosi delle sue qualità sia nelle tecniche di pesca in apnea più impegnative che nelle uscite di routine.
Quanto seguirà in questa trattazione, lungi dal voler essere esaustivo, sarà quindi una benevola disamina dei molti aspetti buoni e degli (pochi in verità) aspetti negativi di questo splendido strumento di caccia.

E’ pleonastico che la caratterista saliente per uno strumento del genere è l’attribuzione di una massa adeguata alla notevole potenza espressa dall’adozione di due elastici.
Per alcuni particolari impieghi, quali la caccia profonda su dentici o grandi pelagici, i costruttori si sono orientati su gomme di diametro da 17mm. a 19mm .
In questo caso la spinta si aggirerà fra i 90 ed i 120 kg, con conseguente rinculo!!!!!
Le frecce di questi “obici” saranno dimensionate di conseguenza: un diametro di 7mm su aste di 140-160 cm porterà il peso dell’asta ben oltre i 400 grammi, con gli intuibili effetti terminali sul malcapitato pennuto fatto segno di siffatte bordate!!!
Una gran potenza ed una gran massa della freccia porteranno la spinta di rinculo a livelli difficilmente sopportabili dalle articolazioni della mano, polso, gomito e spalla.
Ecco quindi spiegata l’impressionante massa di queste armi che arrivano a pesare ben oltre i due kg (scariche) e che vantano profili e sezioni di fusto che gli hanno fatto meritare nomignoli quali: “Pagaie” , “Tronchi” , “Travi” etc. etc.

Di contro, l’adozione di due elastici da 16mm consente l’utilizzo di fusti dalle minori dimensioni generali. L'inferiore potenza, applicata ad aste da 6,5mm, aumenterà la versatilità e la godibilità d’uso, pur mantenendo prestazioni di tutto rispetto in paragone alle tradizionali armi monoelastico.

Su alcuni video, e nel mio personale vissuto venatorio, è possibile assistere a scene in cui il subacqueo di turno, alla presenza di pesci a ridosso di rocce o in tana, scarica facilmente uno dei due circolari in immersione, potendo contare su un tiro letale per la preda, ma che non distrugga la costosa freccia dopo aver attraversato il bersaglio.

Inoltre i due elastici da 16mm se ben addossati al fusto, spesso risulteranno meno ingombranti di un solo circolare da 19mm. Il brandeggio verticale sarà senz’altro migliore, mentre quello orizzontale sarà simile.
Potremo così contare su una portata effettiva ben superiore alla classica singola passata.
Dimensionando opportunamente tutte le componenti del fucile avremo , a titolo d’esempio, un 100 con una portata utile di 4,5 metri , ed una precisione quasi chirurgica. Ho “intervistato” molti utilizzatori abituali di queste armi e quasi tutti hanno l’impressione che la freccia, imprigionata fra i due elastici, sia ben stabilizzata con conseguente aumento della precisione intrinseca.

Il caricamento frazionato su due elastici è senz’altro uno dei punti a favore di questo tipo di arbalete, infatti anche persone senza fisici “palestrati” riusciranno a portare a termine la manovra di caricamento senza patemi d’animo.
Riassumendo si tratta di oggetti che necessitano di una costruzione accurata, ragionata sin dalla fase progettuale, che non deve lasciare al caso il benché minimo particolare, pena uno scadimento globale delle prestazioni generali, che pure risentendo delle inevitabili perdite di carico dovute al  guida-asta, agli elastici addossati al fusto che lavorano inclinati, risulteranno di assoluta eccellenza in termini balistici.
A mio modo di vedere (parere assolutamente opinabile e personale) il doppio elastico ha poco o nullo senso su arbalete tradizionali, composti cioè da testata, fusto ed impugnatura separati ed assemblati tra loro con innesti e perni.
L’arma deve essere espressamente progettata e realizzata, senza lesinare sulla qualità dei materiali.
Quindi il requisito irrinunciabile sarà un fusto monolitico, sia carbonio o legno dipende dai gusti e dalle convinzioni tecniche personali, ma assolutamente costruito a regola d’arte.
Questo requisito dovrà guidare le mani degli autocostruttori. In parte è , giustamente, di freno a colui che si vuol cimentare nell’impresa di creare un arbalete a doppio elastico. Doppi problemi, doppie possibilità di sbagliare e di trovarsi tra le mani un oggetto assolutamente poco indovinato.

Gli elastici non necessitano di rapporti di allungamento esasperati, un tranquillo fattore 3 è più che sufficiente nella maggioranza dei casi. Preferisco quelli da 16mm neri, giacché si impacchettano bene sul fusto, riducendosi a sottili grissini che ben poco ingombrano, ed il loro colore è maggiormente discreto concedendo una minima chance su prede che supponiamo sospettose e diffidenti.

Il diametro delle frecce sarà proporzionato allo scopo, alla spinta applicata, al contesto di caccia:

Con due elastici da 16mm, la classica asta da 6,5mm sarà un valido proiettile, con sufficienti valori di penetrazione anche su saltuarie grosse prede o per tiri lunghi su pesci di taglia medio – piccola.
La versatilità espressa da questa combinazione, nelle misure di fusto fra 75 e 90cm, la fa preferire per tecniche miste o acque torbide, o ancora per l’agguato fra le rocce. L’impiego di aste con pinnette ,utile ai fini della robustezza della freccia, può penalizzare la penetrazione nei tessuti dei pesci a fine corsa. Personalmente su questa classe di armi preferisco le aste con le tradizionali tacche, nonostante siano meno robuste.

Due elastici da 17,5mm performanti saranno necessariamente associati ad aste da 7mm, il rischio che la grande spinta impressa faccia innescare vibrazioni del dardo è reale, inoltre si presuppone che si voglia insidiare di prassi grandi pelagici, dentici con tiri al limite, grossi serranidi in caduta.
Meglio quindi poter contare sulla penetrazione a fine corsa di queste belle frecce.
Generalmente le lunghezze di fusto saranno sempre pari o superiori al metro, d’altronde l’impiego d’elezione di una simile combinazione è per tiri lunghi, di 5 o 6 metri.

Doppio circolare da 19mm………..ovvero un’overdose di potenza, la spinta applicata all’asta è di almeno 120kg, la scelta è obbligata: almeno 7mm , oppure 7,5mm (aste molto usate nei fucili statunitensi), o come “ultima ratio” 8mm.
Un’arma di questo tipo sarà necessariamente indirizzata alla caccia dei giganti, delle prede da ricordare per una vita, pesci in grado di ridurre la freccia ad un cavatappi, obbligatoria l’adozione di pinnette o perni per l’aggancio dei potentissimi propulsori.

Impressioni d’uso ed una carrellata su alcuni modelli commerciali/autocostruiti

E’ una delle poche giornate con movimento di pesce , finalmente posso divertirmi e sfruttare a fondo il thaiti 100, rigorosamente con gli accessori di serie, con dei tiri lunghi.
Una spigola di oltre due kg ed un cefalo ben oltre il kg penzolano sotto la boa dandomi una piacevole sensazione di sicurezza nelle mie prestazioni.
La morzata scende da sette a 12 metri, con profonde fosse, alcuni massoni ed invitanti nascondigli per l’aspetto, scendo a fondo e mi incuneo fra due rocce, dopo una manciata di secondi il solito saragone civitavecchiese venne a prendermi in giro.
Chiunque li abbia insidiati almeno una volta sa di cosa parlo, sono pesci oltre il kg, laureati in scienza della sopravvivenza , difficilissimi da insidiare all’aspetto.
Io fermo lì, lui lontano nell’acqua limpida che mi osserva a distanza di sicurezza.
E’ grosso , proprio grosso!!!!!! Ma è anche maledettamente lontano, ho il thaiti in mano:
100 cm di mogano e due elastici che spingono l’asta da 140cm.
Quasi quasi ci provo, parte il tiro………..
Il sarago rimane sull’asta, che è entrata da un fianco uscendo poco sopra l’occhio, fulminandolo.

Questo breve racconto non vuole assolutamente essere una sorta d’autocelebrazione, il mio intento è far capire la sorpresa che pervade chi usa un’arbalete con doppio circolare, abituato ai tradizionali fucili monoelastico, quando percepisce in pieno le potenzialità dello strumento che impugna.
Insomma un fidato compagno di pesca, che come vedremo soddisfa chi lo usa, qualunque sia la misura adottata.
I commenti entusiasti di tutti coloro che mi hanno scritto e con cui ho parlato in merito all’argomento sono la riprova di un’effettiva “bontà” del sistema doppio elastico.
Il range d’utilizzo copre in pratica tutte le tecniche di pesca e le situazioni meteo marine:
Dalla caccia in acque torbide alla cattura di prede medio-piccole con tiri su lunghe distanze, all’attacco a grandi pesci, sia in caduta sia all’aspetto, come per la pesca nel blu sui grandi pelagici

 

 

 

Modello "Pungolo"

dl1

Arbalete in Teak Calibro 49 con Doppio Elastico da 16mm

Asta Devoto da 115 x 6.5mm di diametro ridotta ad una lunghezza totale di 670 mm e modificata ricostruendo il codolo di soli 20mm e saldando due pernetti da 2.5mm di diametro a soli 40mm l'uno dall'altro.
Lunghezza totale fusto 695mm
Larghezza max del fusto all'altezza dell'impugnatura 72mm.
Larghezza max della testata 50mm, media 44mm e minima 25mm.
Spessore max del fusto all'altezza dell'impugnatura 32mm.
Peso del solo Fusto + Impugnatura : 790 gr
Peso Totale con Asta & Accessori : 1232 gr
Tiro utile 2.5 mt dalla punta dell'asta

 

Modello Omer T20 mimetic med 75

 

dl2

Testata australia doppio circolare Dessault 16 mm.Legato,ogive scomponibili Seatech
Mulinello omer reel 30 imbobinato con monofilo da 130
Asta Seatech 6,3 mm. e 115 cm.Doppia aletta a scomparsa
Impugnatura maggiorata Omer. Omer 75
Lunghezza f.t. 125 cm.,peso totale 1465 gr.,peso asta 280 gr.

Modello Totem Thaiti 85

dl3

Peso completo: 1726 gr., asta Devoto doppia aletta 6,5mm x 120 cm , ingombro totale 133,5 cm
Doppio elastico nero 16mm seatec, ogive dyneema, mulinello T80.
Portata massima oltre 4 metri, portata efficace 3,5 metri

 

Modello “Martino”

Lamellare in iroko- Lunghezza nominale: 105 cm - Lunghezza fuori tutto: 159 cm - Sezione ad osso di seppia 48mmx30mm - Massa rinculante: 1,7 kg (senza asta) - Scatto apache riciclato - Sgancia sagola a girella (tipo Dapiran) - Elastici da 16mm con fattore di allungamento 3.7 e fori ribassati - Asta da 6.5mm x 140cm doppia aletta -Mulinello riciclato omer che ho soltanto 'scarenato'.
Per equilibrarlo sono stati aggiunti 160 grammi di piombo, più concentrati verso l'impugnatura che risultava troppo positiva


Totemsub thaiti 100

Peso completo: 2110 gr.,
Asta Devoto doppia aletta 6,5mm x 140 cm ,
Ingombro totale 153 cm
Doppio elastico nero 16mm seatec, ogive dyneema,
Mulinello T100.
Portata massima oltre 5 metri, portata efficace 4/4,5 metri

Modello: Abellan Albacora

Lunghezza: 106cm
Elastici: 3x Primeline 18mm 54cm, 56cm, 58cm,
Peso del fucile 5 kg incluso l’asta da 8mm per 140cm monoaletta rovesciata
Fucile pensato per la pesca all’agguato ed all’aspetto su pesce grosso.
La sua forma (alto 4cm e largo 10cm) permette un brandeggio laterale ottimo e un’ottima stabilita orizzontale per sparare anche con tre elastici corti. La sua massa, la sua sagoma e il manico anatomico permettono di sparare con questo fucile senza problemi di rinculo con precisione.
Si può colpire un pesce alla testa da una distanza di 7 metri.

    

 

 

 
Gimansub Modello: Dentex 100
Peso: kg 1 circa
Asta: 140cm, 6.5
Elastico: elastico circolare da 16mm;
Distanza foro-tacca: 100cm
Fattore taglio elastico: 3.2
Elastico double system: 16mm
Distanza foro tacca: 80 cm
Fattore taglio elastici: 3.2/2
Possibilità di variare lunghezza e spessore dell'asta e diametro elastici

Nella foto con il bersaglio i tiri sono stati effettuati in mare a 4m di
distanza dalla punta del fucile

 

 

Totemsub thaiti 120

Finitura mimetica, il proprietario ha espressamente richiesto l’impugnatura vecchio modello, che maggiormente si adatta alla sua mano.
Doppio circolare Totem  ambra 16 mm. con ogive Eureka.
Asta Devoto doppia aletta da 6,5 mm 160 cm.
Mulinello Totem T80 con sagolino da 1,5 mm. e terminale in monofilo da130.
lunghezza f.t.174 cm.peso totale 2380gr.,peso asta 408 gr.

Note a margine:
Ho volutamente inserito alla fine queste mie personalissime considerazioni sia perché le ritengo del tutto opinabili, sia per non annoiare il lettore con i miei pensieri "a briglia sciolta".

La pesca subacquea in apnea, se praticata seguendo una sorta di codice deontologico, è per certi versi assimilabile ad una sorta di "Arte Marziale".

Giustifico questa mia affermazione con l'osservazione quotidiana di innumerevoli praticanti e con una buona dose di rigorosa auto analisi.
Il cacciatore sub respira differentemente dai "comuni mortali", pensa differentemente, vive e si approccia al prossimo in maniera differente.
Tutto ciò trova logico riscontro oltre che nel suo atteggiamento, anche nella vita sociale e nei rapporti umani (sia familiari che genericamente interpersonali).
Egli è disposto a sobbarcarsi sacrifici impensabili per la maggioranza delle persone, può patire il freddo, i rimbrotti di una moglie che si sente (giustamente nella maggioranza dei casi) trascurata, le sempre crescenti spese per attrezzatura e trasferimenti.
Lo farà con il sorriso sulle labbra e con una tranquillità mentale e spirituale incomprensibile per i "terricoli", infatti la totale padronanza delle proprie emozioni, in acqua, caratterizza i cacciatori sub evoluti.

Tutto questo, associato al senso della contemplazione dell'atto venatorio, dell'onore nella cattura, a mio avviso trova moltissimi punti di contatto con il BUSHIDO, la via del guerriero, il codice di comportamento bellico dei SAMURAI del XII  secolo .

Secondo il Bushido , nei periodi di guerra, le spade erano lo strumento mediante il quale il pensiero del samurai si concretava in azione. I professionisti della guerra si impegnavano quindi nel perfezionarle, decorarle e definirne le norme d'uso affinché la loro bellezza esteriore ne rispecchiasse la nobiltà dell'impiego. La spada simboleggiava l'anima stessa del samurai e , perciò, era oggetto sacro e prezioso.

Quando impugnavo i miei due arbalete a doppio elastico avevo la netta sensazione che essi rendevano concretamente il mio pensiero venatorio in azione, i pregiati legni di cui erano composti appagavano il mio senso estetico, facendoli diventare, ai miei occhi, qualcosa di più di un semplice strumento di pesca.
Sono, in effetti, il simbolo della mia anima di cacciatore, il particolare dell’attrezzatura che maggiormente mi caratterizza, una sorta di tramite tra l’idea astratta della cattura e la sua realizzazione.
Non me ne voglia dunque chi legge se affermo che , a mio parere, gli arbalete in legno sono per chi li utilizza (e magari se li costruisce) l'equivalente di Katana e Wakizashi.
Ma questa, avrete intuito, è un'affermazione partigiana di un'inguaribile estimatore di questi splendidi oggetti, (ormai convertito al nero signore in carbonio) venerati da molti cacciatori sub come fedeli compagni di battaglia.

 

 

Di Teo Ciucarilli abbiamo pubblicato
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