Pillole di varia umanità con le pinne ai piedi # 2
Classificazione semiseria del genere “homo pescasubensis”
Il fine esteta
impossibile trovare un minimo difetto nella sua attrezzatura, tanto meno nella pettinatura, che risulta impeccabile anche dopo ore di mare e di cappuccio della muta in testa. Le nuance di mimetico sono finemente accostate secondo schemi cromatici degni di un pittore impressionista. Particolare cura è dedicata al logo di ogni particolare dell’equipaggiamento che viene opportunamente valorizzato e messo in evidenza . Sovente quando parte da riva sceglie fra le sue 15 boe una plancetta di dimensioni generose sulla quale riporre ordinatamente 4 o 5 dei suoi 20 fucili, 2 borracce con reintegratori salini di differenti tipi, un GPS, un paio di raffi, qualche piombo a sgancio rapido di scorta, la macchina fotografica digitale opportunamente scafandrata ed una valigetta stagna contenente cellulare e computer portatile per inviare le foto del pescato in tempo reale all’amico che pesca due baiette più avanti. Generalmente schifa l’autocostruzione ed il fai-da-te in quanto privi di adesivi della marca. La principale occupazione collaterale alla pesca-sub è l’acquisto delle novità di mercato, seguita dalla rivendita di quanto non risulta sufficientemente nuovo. Sembra , ma potrebbero essere leggende metropolitane, che butti via il pesce pescato qualora inadatto alla fotografia a causa di difetti morfologici.
Il sub sporco
caratteristica saliente di questo tipo è l’accappatoio utilizzato prima/dopo l’immersione. Qualunque sia il colore originario di questo capo quello attuale è un indefinito marroncino/ocra, dovuto al terriccio, con eleganti striature nere probabilmente dovute a grasso di motore marino/autovettura , deliziose macchie di sugo di pizza ed unto di panini a completare l’opera pittorica. Anni di uso intensivo hanno dato all’accappatoio una consistenza cartonata che rende superfluo l’uso di stampelle/attaccapanni per tenerlo in posizione verticale in quanto …………”stà in piedi da solo”. Normalmente occupa uno dei posti dei passeggeri all’interno della macchina, si sussurra che venga impiegato come corpo contundente in caso di alterchi “stradali” ma anche questa potrebbe essere una leggenda metropolitana. Altro tratto distintivo di questo tipo è il lezzo di urina di fine immersione, percepibile fino ad una distanza di 37 metri…… questo dato sarebbe di per sé poco significativo, tuttavia assume rilevanza in caso tale figuro sia anche “prolisso chiacchierone” , che intrattenendo i vicini di ombrellone/scoglio in chiacchiere di pesca-sub verrà immediatamente soprannominato, a sua insaputa, “vespasiano”. Di norma raccoglie tutto quello che trova, nei suoi carnieri fanno bella mostra triglie, cefali, saraghi e cefalopodi ma non disdegna certo cozze e ricci , se capita una ciabatta la raccoglie……….sai mai, magari prima o poi ne trovo un’altra uguale!!!!!!!!!
Il ½ sega evoluto
l’evo-half-sega , come viene definito dalla letteratura anglosassone, è uno dei tipi trasversali a tutte le categorie, “mixa” con disinvoltura attrezzature tecnologiche e costosissime con capi decisamente desueti , spesso usa la maschera di nonno (per un discorso di continuità nella tradizione di famiglia) non disdegna l’autocostruzione , tuttavia qualche spesuccia la fa anche lui. In caso abbia acquistato un paio di pinne in carbonio ha la tentazione di usarle incartate , poi ci ripensa per non farsi prendere in giro dalla moglie e dagli amici. Pesca su fondali medi, con attrezzature medie , in condizioni meteo-marine medie , con alterni risultati. Può capitare di vederlo uscire dall’acqua con belle bestie, più spesso con carnieri di 3-4 pezzi, ma l’unica certezza che ha è il “cappotto”.
Il neofita speranzoso
diciamolo subito: questo tipo è il più amato dai negozianti di attrezzature per la pesca subacquea, è in grado di acquistare qualsiasi orpello gli venga proposto dal commesso di turno, basta che sia stato pubblicizzato da un grande pescatore o venga usato dall’amico più esperto. Spera nella grande cattura e ovviamente colleziona una serie di cappotti consecutivi , nel malaugurato caso riesca a mettere in carniere una preda decente ne parlerà per mesi e gli farà un servizio fotografico degno di una top-model (sembra che alcuni siano arrivati ad imbalsamarla per poi farsi ulteriori foto in contesti diversi , al fine di poter passare per esperti……….per altro vengono prontamente individuati perché in foto si vede bene che hanno dimenticato di togliere il cartellino con il prezzo sulla muta )
Il prolisso chiacchierone e il web-hunter
anche questo tipo in effetti potrebbe essere trasversale a qualsiasi categoria, diciamo che la caratteristica saliente del prolisso è la conversazione fluente ma monotematica: la pesca-sub. Si lancia in racconti di mirabolanti avventure sottomarine, di prestigiose conoscenze nel settore agonistico, di grandi catture (sembra siano millantate) con i vicini di ombrellone, di scoglio, di casa, di poltrona al cinema o sul treno. Spesso è associabile al “web-hunter” , che più o meno è simile, solo che quest’ultimo è un logorroico da tastiera. Dicono di aver pescato………….nessuno li ha mai visti con qualcosa in carniere.
L’agonista a tutti i costi
il tratto distintivo di questo tipo? È riassumibile nella frase “eh!! sì!! ma io pesco più di lui!!!” . Entra automaticamente in competizione con chiunque incroci la sua rotta, un altro sub che passa per caso è immediatamente un avversario da battere. Ha un occhio in grado di valutare il peso di un qualsiasi pesce con una tolleranza di circa 0,0000056 grammi (altra leggenda metropolitana vuole che lo usino per tarare le bilance di precisione dell’istituto Galileo Ferraris di Torino). Questa sua innata dote viene inspiegabilmente sopita immediatamente con le proprie catture, che rientrano, a suo dire, a norma di leggi e regolamento (anche se lunghe pochi centimetri) . Ricorda distintamente classifica, punteggi e carnieri di tutte le gare di pesca-sub disputate a partire dal famoso campionato di Pompei ed Ercolano……………..che sembra sia stato interrotto per eruzione vulcanica, ma lui avrebbe vinto di sicuro se così non fosse stato!!!!!!! Ovviamente la qualità/quantità dell’attrezzatura è direttamente legata alla presenza o meno dello sponsor. Immancabile nel corredo una serie di corti oleopneumatici con fiocine a tre, quattro, cinque, sei, sette e dieci punte. Una piccozza da minatore è sempre disponibile sul gommone o sotto al pallone. Superfluo sottolineare che non esce dall’acqua se non ha in carniere almeno una decina di pezzi….in caso di cappotto si allontanerà con discrezione, a notte inoltrata, per schivare gli sfottò di altri agonisti pervicaci.
L’approssimativo estivo
in questo caso possiamo delineare alcune caratteristiche peculiari comuni in ogni luogo dell’italica costa. Normalmente si tratta di padre di famiglia con moglie e figlioletti al seguito, brevilineo, dal collo taurino, di peso variabile fra 80kg (altezza 1,50) e 135kg (altezza 1,70) . L’attrezzatura si compone di una giacca con cerniera e di un costume modello bermuda con disegno a fiori, maschera a gran facciale in silicone trasparente, una cinta a tinte vivaci con almeno 15 chili di piombi stipati ordinatamente, pinne corte in gomma, fuciletto con fiocina a cinque punte (due storte ed una mancante) e l’immancabile ed insostituibile coltello subacqueo modello sandokan, di lunghezza variabile da 11,81 pollici a 17,72 pollici e del peso di circa tre chili. Questo ultimo attrezzo è responsabile della camminata con gamba trascinata che lascia la tipica scia sulla sabbia prima del bagnasciuga. Sotto la boa, quasi sempre mezza floscia, c’è un retino da pesca ed una torcia comprata qualche decina di anni prima e miracolosamente funzionante. Pesca prevalentemente polpi, ma quando capitano non disdegna murene, gronghi e le onnipresenti cozze.
Il preoccupato previdente
si tratta di un pescatore di capacità che variano da “scarso” ad “eccellente” e che si caratterizza per la maniacale ricerca di soluzioni ad ogni possibile inconveniente….per quanto improbabile!!!!! Tipica la disposizione sulla tibia sinistra, cintura e bicipite di altrettanti coltelli affilatissimi per liberarsi in caso di malaugurati incagli in reti o tramagli. Solitamente usa una plancetta rigida (quella gonfiabile potrebbe forarsi!!!) con bandiera delle dimensioni di 140 per 100 cm fissata su un’asta di due metri. Sulla plancia trovano posto : 1 cintura di zavorra completa, 1 maschera di riserva, 1 pinna completa dello stesso tipo e durezza di quelle usate, 2°-3° e 4° fucile, aste e ogive di scorta, tromba nautica a gas, valigetta stagna contenente cellulare, rubrica dei numeri di emergenza, pacchetto di auto-medicazione, razzi da nautica. Ovviamente in caso di tempo nuvoloso non pesca (potrebbero esserci dei fulmini!!!). Per quanto attiene al carniere l’unica cosa da evidenziare è che normalmente i pesci vengono trafitti da almeno due aste, passati da almeno due portapesci e riposti in almeno due retini.
E’ doveroso a questo punto prendere in esame anche il genere Moglie/compagna dell’ “homo pescasubensis”
L’indomabile rompiscatole
questa moglie è l’incubo di ogni pesca-sub, pur non essendo particolarmente fastidiosa nella vita di tutti i giorni, in caso di un accadimento che sfiori anche marginalmente l’argomento pesca-sub si trasforma in una sorta di essere mitico che sprizza fiamme dagli occhi e veleno dai canini. Così ogni acquisto di attrezzatura diventa una sofferenza, una pescata infrasettimanale diventa una vittoria epica, programmare le ferie tenendo conto della passione venatoria del coniuge un sogno irrealizzabile. Basta che il marito di una conoscente non pratichi la pesca-sub che subito viene additato ad esempio al povero tapino il cui unico desiderio è farsi due ore in santa pace in mare senza vederla/sentirla (si ma il marito di quella la mena e beve!!!!!) . Nelle foto di gruppo il marito è quello che si guarda i piedi.
La rassegnata mistica
tace ed acconsente a tutte le manie del marito/compagno, non obietta mai perché gli vuol bene, ma è stata vista pregare sullo scoglio guardando preoccupata il consorte che si è immerso con mare forza 8 !!!!!!!!!!!!! All’uscita del marito gli regala un sorriso e gli chiede “ti sei divertito amore?” Spesso soffre di gastrite nervosa. Nelle foto di gruppo il marito è quello vicino alla signora che mastica una tavoletta di Maalox.
L’ansiosa isterica
apparentemente sembra la donna più sorridente e disponibile della terra, e quando tutto và bene in effetti è gradevole. Basta un minimo inconveniente, un ritardo o una disattenzione per causare una crisi coniugale condita da urla isteriche che questa donna non risparmia al marito neppure in presenza di altre persone. Facilmente individuabile per l’aspetto marziale, ha un atteggiamento dominante anche sotto l’ombrellone. Quando il marito non pesca è delegato ad effettuare piccole commissioni come prendere il caffè al chiosco, badare ai figli sul bagnasciuga, riporre ordinatamente tutti gli asciugamani in uno dei 21 borsoni da mare che dopo aver scaricato dalla monovolume ricaricherà a fine giornata (doverosamente secondo l’ordine e la disposizione prescritti dalla consorte) Di solito il marito è quello con il muso lungo nella foto di gruppo.
La compartecipante
sempre presente, nelle pescate come negli acquisti, non manca mai alle cene o nei meeting frequentati dal marito. Si lamenta ogni tanto dell’eccessivo coinvolgimento del compagno nella pesca-sub , però capita che riesca a sostenere colloqui di ore su modifiche ai fucili, attrezzature e tecniche di pesca con il cipiglio e la proprietà di linguaggio di un consumato lupo di mare, gli altri pesca-sub si incantano a sentirla, assumendo un’espressione ebete di consenso a qualsiasi cosa lei dica. In casi estremi diventa la compartecipante attiva , temutissima dall’ agonista a tutti i costi!!!!!!!! Infatti come tutte le donne quando ama far qualcosa la fà meglio degli uomini, perciò la naturale evoluzione è che finisca per pescare più e meglio del marito il quale, a causa del suo spirito competitivo , non riuscendo a primeggiare, ricomincerà a giocare a calcetto con gli amici. Il marito non c’è nelle foto di gruppo anche perché la foto ritrae lei e 35 pesci fra orate, corvine, dentici e spigole…………..lui era alla polisportiva “Salus” a giocare a calcetto con gli amici.
Teo Ciucarilli