Schienalino modulare di Biavati
L’oggetto della prova è lo schienalino modulare realizzato dalla ditta Biavati di Cagliari. Enrico, il titolare, me lo ha gentilmente inviato qualche tempo fa, all’arrivo del pacco sono rimasto perplesso: il pacchetto postale era minuscolo e notevolmente leggero. Abituato a maneggiare oggetti destinati allo stesso uso ma di dimensioni e pesi ben maggiori ho aperto la confezione con curiosità. Il taglio e l’aspetto sono sicuramente perfetti, le cuciture e gli incollaggi altrettanto. La colorazione esterna dello zaino è “mimetic reef” uno schema che ultimamente ha riportato un notevole successo fra i fautori del mimetismo, in un angolo spicca il marchio Biavati. Le spalline sono di colore verde oliva. All’interno spiccano quattro tasche accessibili tramite un semplice foro circolare, posteriormente è cucito un sostegno in velcro maschio/femmina.
La prima sorpresa è dovuta al sistema di zavorra, giacché è possibile caricare i quattro scomparti interni con altrettanti normalissimi pesi da cintura. Nessun bisogno quindi di mattonelle di piombo dedicate. Le combinazioni possibili di peso sono molteplici, sfruttando pesi da un kg e da mezzo kg potremo passare da uno a quattro chili di zavorra scegliendo la combinazione migliore per le nostre esigenze. Il sostegno posteriore in velcro è in grado di accogliere un ulteriore peso sia da mezzo kg sia da un kg , portando il carico totale fino a cinque chili.

Lo schienalino è fornito di un sistema antiribaltamento costituito da un elastico da vela di colore bianco, del diametro di 5mm . Ho preferito sostituirlo con un elastico verde oliva più sottile terminato col classico sistema del galleggiante, soluzione che reputo altrettanto efficace come sistema antiribaltamento, ma dall’indubbio vantaggio di non ostacolare in alcun modo lo sgancio d’emergenza della cintura di zavorra.

Il collaudo in mare è avvenuto con il carico di solo due kg di piombo, sistemati nelle tasche basse, dato che indossavo una giacca da 5 mm e un pantalone da 3,5. L’unico leggero fastidio lo ho avuto dalle spalline, che passano sotto le ascelle, per ovviare a questo piccolo inconveniente forse in futuro mi costruirò , come ho sempre fatto per gli schienalino di questo tipo, un elemento in neoprene deputato a stringere le cinghie sul davanti , all’altezza del petto. Sinceramente digerisco veramente poco la zavorra a schienalino, invece con questo oggetto per tutta la durata dell’immersione (circa tre ore) non ho avvertito spostamenti d’alcun tipo, il taglio anatomico consente agevolmente sia la vestizione sia la ventilazione , non ho avuto alcuna sensazione di fastidioso appruamento , insomma prova brillantemente superata .