Pinne Fuego C4 - Test degli utenti di Bluworld di Riccardo Paladino
Salve a tutti, eccomi qui a cimentarmi nella mia prima opera scritta di recensione di attrezzatura subacquea, e preciso scritta perché penso che tutti abbiano nella propria carriera di pescatore consigliato o sconsigliato ad amici, questo o quel particolare oggetto di cui si ha note le funzionalità per esperienza diretta.
Questa occasione mi e stata offerta dal sito Bluworld che ha organizzato un concorso a premi per celebrare il milionesimo contatto e quindi il successo del sito. In particolare io sono il vincitore del primo premio, ossia delle pinne Fuego vgr gentilmente offerte dallo sponsor C4.
Non credo di essere in grado di esprimere un giudizio assoluto sulle suddette pinne ma al massimo un parallelo con le pinne da me usate abitualmente, ossia le sorelle Mustang vgr.
Innanzitutto dovrei spendere alcune righe sul rivoluzionario sistema di calzata della pinna, la nuova scarpetta C4 che a pochi anni dalla sua comparsa sul panorama dell'attrezzatura da apnea, ha velocemente scalato gli indici di gradimento, grazie sia all'effettivo valore funzionale dell'oggetto e sia al prestigio di cui già godeva il marchio C4.
Questa scarpetta ha come peculiarità la differenziazione fra calzata destra e sinistra e l'assenza totale di longheroni. La prima caratteristica, come si può facilmente intuire, conferisce un elevato comfort incrementato anche dalla possibilità di customizzare la larghezza attraverso la regolazione dei lacci in dotazione.
Personalmente io preferisco non usare lacci e aggiungere un fissapinne autocostruito nella stagione calda quando uso calzari meno corposi. La seconda caratteristica ottimizza la meccanica, ossia permette alla pinneggiata di godere a pieno delle proprietà elastiche del materiale, nobile composito in fibra di carbonio nella fattispecie, spostando contemporaneamente l'applicazione della forza motrice della falcata in un punto più favorevole. Fin qui sono tutti giudizi mutuati direttamente dalle Mustang vgr e che ritrovo identici anche nelle Fuego.
Adesso iniziamo ad affrontare le differenze delle due pale in questione. Prima di provare le Fuego mi ero sempre giustificato la presenza in catalogo delle diverse pinne solo con una mera questione di marketing, ossia la politica dell'azienda fosse quella di fornire un prodotto nuovo pur rimanendo collegati ad un prodotto maturo e con una grande fetta di mercato, cercando di dirottarne una parte.
Mi riferisco alle pinne Falcon, di cui le Fuego riprendono la parte terminale, che suppongo siano state le pinne della C4 con maggior numeri di vendite.
Adesso invece so che la differenziazione è reale e sta tutta nelle geometrie e di conseguenza nei diversi comportamenti meccanici delle due pinne.
Per spigare meglio il concetto uso una fotografia fatta a casa in cui si evidenzia molto bene la diversa deformazione delle pinne sottoposte a flessione.

La foto mostra chiaramente che la Mustang vgr (sx) presenta una curva di deformazione pressoché crescente, dalla scarpa alla punta della pala, mentre la Fuego vgr (dx) presenta una deformazione più costante e, rispetto alla precedente, maggiore lato scarpa e minore lato punta.
Per avere qualche dato in più mi sono armato di un vecchio micrometro che possiedo, ma di cui non mi fido eccessivamente, ed ho misurato gli spessori delle pale nel punto appena oltre la scarpetta e nel punto terminale, le Mustang sono risultate 1.20 mm e 0.46 mm, mentre le Fuego 0.90 mm e 0.53 mm.
Lungi dal dare per esatte e complete queste misurazione, tuttavia sono convinto di dare una prima idea sulle differenze tra le due pale. Preciso che entrambi i modelli di pinne a mia disposizione erano di durezza media, ossia 30.
Alla prova in mare, le Fuego hanno confermato la profonda differenza dalle Mustang, dimostrando una maggiore manovrabilità e reattività, soffrendo tuttavia molto nelle fasi veloci del tuffo ossia quando a spingere non è solo la pinna ma anche l'assetto. Infatti in questa fase la velocità è crescente ed per assecondarla ci vuole una pinna che si adatti alle sinusoidi più lunghe, cosa in cui riescono egregiamente le Mustang, mentre le Fuego oltre una certa velocità non spingono più ma anzi sembrano frenare l'avanzamento.
La maggiore manovrabilità me la sono spiegata pensando alla sezione frontale delle pinne flesse come nella foto, quella delle Fuego è notevolmente inferiore.
Se volessi esprimere il concetto in termini motoristici, potrei dire che le Fuego sono pinne con marce ridotte. Perciò mi sento di potere consigliare le Fuego per la pesca con molta zavorra dove non si superano i 15 metri e dove il vantaggio sarà dato da una maggiore agilità e velocità di esecuzione. Aggiungo un breve accenno riguardo ai vgr, ossia variable geometry rail, i profili in gomma che aiutano nella pinneggiata. Avendoli già apprezzati sulle Mustang vrg adesso ho avuto l'impressione che siano ancora più efficaci sulle Fuego, la pinneggiata risulta più precisa con meno sforzo.



Corredo e corono questa mia opera di recensione con la condivisione di una splendida cattura effettuata calzando proprio le C4 Fuego. Ringrazio vivamente lo staff del sito Bluworld e la C4 per il premio e spero tanto di aver fatto cosa utile e gradita tanto quanto sono risultate a me le pinne vinte.
Riccardo Paladino
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