Ore 05.17: bagliori sinistri e cupi boati squassano il cielo ancora plumbeo dietro le alture a ovest . Esercitazioni a fuoco nel vicino poligono di Capo Teulada… Un tenue chiarore roseo-arancio colora a pastello l’ orizzonte a oriente…
Un’ ombra furtiva sguscia veloce sotto i lentischi, tra le siepi di oleandro e rosmarino del villaggio vacanze ancora addormentato. Nonostante la cintura di zavorra e la capace sacca che si trascina dietro, la camminata di due chilometri sino al mare è piacevole, nella frescura dell’ aurora e tra i profumi della macchia mediterranea. Profumi che sanno di avventura, di libertà … Il mare è ancora increspato da una leggera brezza da sud. Questo alimenta la speranza di ritrovare i bei pesci visti, in condizioni di mare più o meno analoghe, il pomeriggio precedente.
Disseppellisco i chili di zavorra che, strategicamente, avevo occultato il giorno prima in prossimità del luogo di immersione. In pochi minuti sono pronto.. L’ orario è ideale… La tensione e la concentrazione sono al massimo..
Raggiunto lo zoccolo roccioso, valuto che la tecnica migliore sia di percorrerne il perimetro conducendo una serie di aspetti sul fondo sino a raggiungere il lato più esterno, quello dove la profondità è più elevata e ho maggiori probabilità di re-incontrare i barracuda. La mangianza, sotto forma di branchi immensi di acciughine e, numericamente più contenuti, di cefalotti, è ancora presente in abbondanza… Le mormore grufolano tranquille sul fondo. Al terzo o quarto aspetto
un’ audace, piccola spigola, viene a vedermi.. Una facile preda su cui testare la nuova Gallini da 6.20 con cui ho armato il 94… L’ incontro successivo è con un’ orata, non grossa, ma che avrei messo volentieri a cavetto se non fosse che mi arriva troppo da dietro. Mi appiattisco sul fondo e non muovo un muscolo sperando che faccia il giro e mi passi davanti, ma siccome è un’ orata e non una spigola non lo fa e quando mi accingo a piegare leggermente la testa per vedere che combina lei si è già dileguata.
Sono in zona barracuda ormai e decido che farò un aspetto lungo, in attesa che i predoni transitino..
Ecco infatti una silhouette familiare ai limiti della visibilità.. Un momento..Non è un barracuda.. E’ una spigola ! Incrocia solitaria a mezz’ acqua.. Bollicina…. Si ferma.. prosegue… altra bollicina… si ferma… ancora bollicina… adesso viene decisa… Uhm… tiro non facile… viene di muso ad una quota superiore rispetto a quella dove sono appostato.. Forse proprio per questo però non riesce a vedermi e arriva molto vicino… Due minuti dopo la spigola, spiedinata, occupa nel cavetto il posto originariamente destinato all’orata!
Più proseguo e più i branchi di mormore si fanno importanti per numero e dimensioni degli esemplari.. Decido che una mormorina alla piastra, al rientro, ci starebbe proprio bene... O.K., approvato… Parto con l’ aspetto alla mormora, che si fa appiattendosi sulla sabbia e sollevando con la mano destra un pizzichino di sabbia.. I branchi arrivano.. però tentenno, cincischio, gigioneggio…Vorrei prenderne una grossa. Ce ne sono due o tre veramente corpulente ma queste si tengono lontane. Tiro un pò l’ apnea.. dopo tutto sono in tre metri d’ acqua, forse quattro.. Poi le mormore, improvvisamente, si allontanano tutte insieme ! Ma che gli ho fatto ? Giro la testa e una spigola sontuosa fa il suo ingresso regale sul palcoscenico .. Splendida primadonna si fa un bel giro di passerella, dominatrice incontrastata del suo territorio di caccia.. Non è come in Adriatico !
Lì le spigole sono ombre fugaci nella nebbia a cui devi sparare al volo prima che scompaiano per sempre e solo dopo l’ eventuale cattura si ha la possibilità di ammirarne la bellezza… Questa invece è la protagonista di un documentario del National Geographic, una visione paradisiaca: si staglia brillante sul fondale di sabbia chiarissima e quasi mi dispiace spararle.. Finisce in sagola e sbatte un po’, forse troppo, prima che riesca ad agguantarla e porre fine alla sua carriera di spietato predone..
Però la voglia di mormora mi è rimasta…: ritento l’ aspetto sulla sabbia e un bel branco si fa finalmente vedere. Quelle grosse però non ci sono più per cui sparo ad un esemplare di media pezzatura. E qui accade l’ imprevedibile. Mentre le mormore “superstiti” schizzano via come schegge impazzite, un lampo d’ argento irrompe dal nulla, zigzagando, ove, un attimo prima, c’ era il branco..
Resto per un attimo abbagliato dal quel corpo metallico su cui riflettono splendenti i raggi solari.. Si, è proprio lei, la leccia…la mia bestia nera, il mio più formidabile antagonista , la preda che non ho mai catturata e che già una volta, in Corsica, mi lasciò col cuore e un’ asta di solido acciaio spezzati !
Questa volta non ho neppure la possibilità di tentare la cattura perché l’ asta giace inerte sulla sabbia accanto ad un’ inutile mormora insagolata. Quella macchina da guerra , che stimo attorno ai 5 chili, mi lancia un’ occhiata feroce, poi, dopo la classica “esitation” in cui, se non fossi un “c..ne” disarmato avrei potuto tranquillamente spararle, si dilegua ..
Mestamente recupero la mormora, ormai morta, credo di spavento più che per la ferita riportata , e la ripongo, riflettendo amaramente su una delle Leggi fondamentali della pescasub: “MAI sparare alle mormore se ritenete che in nei dintorni possa girare qualcosa di più interessante !” Ormai i giochi sono fatti… Risalgo…
Provvidenzialmente trovo sulla spiaggia un paio di colleghi, di Milano e di Modena , che sono scesi per una passeggiatina prima dell’ inizio dei lavori.. (sono circa le 07.30, ancora prestissimo !).
In realtà sapevano del mio tentativo (ne avevo parlato la sera prima a cena) e , incuriositi, sono venuti a vedere cosa avessi combinato..
Prontamente li “recluto” : mi faccio scattare un paio di foto, poi li “carico” di zavorra e mi faccio aiutare a riportare tutto al resort…
Finisce così, con una divertentissima pescata ( condita da qualche rammarico..) questa che rappresenta per me la prima, vera, seppur fugace trasferta estiva..
Curiosa appendice aeroportuale… : contavo di portare il pesce, sotto cubetti di ghiaccio, nello zaino come “bagaglio a mano”. Non si può ! Infatti le miscele “liquidi-solidi” sono attualmente vietate.. Ho dovuto stivarli .. Durante il viaggio il ghiaccio si è in gran parte sciolto creando un discreto macello all’ interno della valigia. Il pesce comunque è pervenuto in ottime condizioni…
Ah…dimenticavo… i barracuda… Vista nemmeno l’ ombra.. Forse per una volta sono stati loro a farsi “cacciare” dalle spigole.. Almeno per il palato, meglio così…