RITORNO A LAMPEDUSA (II parte)
20-28 ottobre 2007
Mercoledi 24 ottobre: il grosso della perturbazione sembra essere passato.
Il mare resta mosso ma il lato sud-orientale dell’ isola, ridossato, risulta ora accessibile alla navigazione. Ciò faciliterà notevolmente l’ approccio ad alcune zone di pesca.
Per la verità, quasi tutte le zone rimaste escluse dall’ AMP e quindi fruibili per la pesca in apnea sono, sulla carta, raggiungibili da terra ma nella pratica, in molti casi, la natura impervia del suolo, costituita da lamine taglienti di roccia lavica, lo rende quasi impossibile.
In barca potremo, ad esempio, raggiungere facilmente Punta Galera che, essendo al confine dell’ AMP, ci illudiamo possa risultare particolarmente pescosa...
E’ cosi che Alberto ed io ci facciamo calare in prossimità della punta mentre Bruno, Stefano e Tonino, sulla barca, faranno un pò di traina.
Torneranno a prenderci dopo un paio d’ ore.
Questo tratto di costa, pur interessante, non si presta particolarmente alla pesca profonda, dal momento che la roccia muore dopo poche decine di metri su un fondale di sabbia e posidonia.
Con Alberto decidiamo pertanto di separarci. Lui pescherà in una direzione, io
nell’ altra. Constato subito piacevolmente come la scaduta abbia, apparentemente, portato diverso pesce sotto costa, soprattutto saraghi.
Infatti, dopo un paio di padelle di “assestamento”, le catture si susseguono regolari...
Dopo una quarantina di minuti sono già a quota tre quando osservo, dall’ alto, uno strano movimento di pesce dentro e fuori da una tana. Corvine !!! Scelgo un approccio deciso tuffandomi sulla verticale della tana, ad una dozzina di metri di profondità, planandovi lentamente sopra. Sono quasi arrivato sul fondo, il fucile puntato sull’imboccatura della tana, quando una grossa corvina esce dall’ ombra per dirigersi allo scoperto verso lo spacco. Grave errore ! Il fucile è perfettamente allineato e i riflessi allertati. Il tiro prontamente scoccato non lascia scampo al pesce.
Mentre risalgo con in mano il grosso corvo vedo in superficie un sub che mi osserva manifestando a gesti il suo apprezzamento per la cattura. Trasecolo per un attimo, poi riconosco Alberto che, sfortunatissimo, ha perso l’ asta al primo tuffo sparando ad un sarago intanato.
Dopo reiterati , inutili tentativi, di disincastrare la freccia, rimasto disarmato, ha invertito la direzione ed è venuto a cercarmi.
Termineremo la pescata alternandoci nei tuffi con il mio fucile. Non è però la sua giornata fortunata (probabilmente deve “scontare” le due spigole del giorno primo). Strappa infatti, a breve distanza, una corvina ed un sarago. Io, da parte mia, provo a “decapitarmi” con l’ arbalete. Succede che, mentre mi accingo a ricaricare il 115 dopo che Alberto ha strappato la corvina (uso elastici talmente duri che solo io, come Ulisse con il suo arco, riesco a caricarlo..), questi attira la mia attenzione su un branco di carangidi che sta transitando sotto di noi...Per accelerare i tempi carico alla prima
tacca e mi tuffo verso i carangidi lasciando la sagola in bando...I pesci mi puntano....Ne collimo uno e premo il grilletto....Avverto una frustata sull’ occipite e vedo l’ asta che si arresta a un metro dal pesce...E’ accaduto che la doppia passata di sagola mi sia passata dietro la nuca formando una specie di cappio con il quale ho rischiato di strangolarmi ! Risalgo tutto invischiato nella sagola che ha formato una parrucca orrenda. Alberto ha visto tutto...Ridiamo come due deficienti per un pò bevendo acqua salata .
Mi rifaccio poi con una coppiola di ricciolette, a scapito di un branco che passa di lì poco dopo.
Dopo un paio d’ ore la barca, puntualissima, passa a recuperarci.

Bruno, Stefano e Tonino hanno avuto una giornata positiva e, a traina, hanno catturato una dozzina di tonnetti.
E qui scatta lo scherzetto : io e Alberto ci impossessiamo dei quattro tonnetti più grossi (3 chili circa), vi pratichiamo “falsi buchi di tahitiana” e ci facciamo fotografare secoloro.
La foto è circolata su Forums e ML (“una burla...” direbbe Christian De Sica..)
Giovedi 25 ottobre: altro giro altra corsa ! Vista la buona presenza di pesce riscontrata il giorno prima a Punta Galera, vi ritorniamo. Si sono aggregati Massimo e Alessandro, che pescheranno in coppia in una direzione, mentre io e Alberto faremo coppia nella direzione opposta...Oggi Alberto mi surclassa: cattura diversi saraghi, ricciolette, una corvina. Io mi fermo ad un sarago, una tanuta, una riccioletta.
Qualche sarago, un denticiotto e un bello scorfano per Massimo e Alessandro. E’ mancata tuttavia la prega di rango !
Venerdi 26 ottobre: oggi non solo il mare si è calmato quasi completamente ma il sole finalmente splende. Si prospetta quindi una piacevolissima giornata di mare. Anche oggi saremo in quattro a pescare. Optiamo per il versante opposto, orientale, dell’ area pescabile, presso Cala Pisana, ove ancoriamo la barca. Riconfermiamo le coppie, ormai affiatatissime, del giorno prima. Sin dai primi approcci appare chiaro come il sottocosta risulti particolarmente ricco di saraghi intenti a mangiare i detriti verosimilmente staccati dagli scogli dalla mareggiata dei giorni precedenti. Data la difficoltà di pescarvi proficuamente in coppia decidiamo di alternarci. Io per primo percorrerò un tratto di costa pescando all’ agguato in poca acqua mentre Alberto si allargherà su una batimetrica maggiore. Dopo 30-40 minuti ci daremo il cambio.
Ho in cintura il mio solito tris di saraghi, quando Alberto mi rileva. Mi allargo, giungendo in una zona caratterizzata dalla presenza, sul fondo, di residuati bellici (credo trattarsi di ciò che resta delle piattaforme su cui erano posizionate le batterie costiere presenti su questo lato dell’ isola durante il secondo conflitto mondiale...) Una tanuta si aggira guardinga tra gli ammassi di cemento e ferrovecchio. Ho sviluppato una tecnica micidiale per le tanute: individuazione dall’ alto, caduta verticale lenta sul pesce, con fucile arretrato e nascosto alla vista del pesce, riduzione progressiva della distanza, protrusione in avanti del fucile e tiro scoccato quasi sempre al limite della gittata... Seguono altre due catture che mi arrecano notevole soddisfazione: trattasi di saragoni presi dopo un aspetto prolungato alla profondità di 16-17 metri. Vengo a questo punto raggiunto da Alberto che, sottocosta, ha catturato invece una bella orata da chilo e un carangide. Realizziamo di esserci allontanati molto dalla barca, complice il montare di una forte corrente che renderà quanto mai faticoso il ritorno. Per fortuna Massimo e Alessandro, già risaliti, ci hanno visto e vengono a recuperarci.

Ci raccontano di aver avuto grossi problemi per la corrente contraria che ha impedito loro, nella pratica, di allontanarsi dalla barca.
Nonostante ciò hanno preso una corvina e un grosso pesce trombetta....Massimo, che l’ ha catturato, racconta che il pesce è arrivato all’ aspetto di muso, presentando al tiro una silhouette quanto mai sfuggente. L’ amico ha tentato ugualmente il tiro e....gli è andata bene. Il pesce, alla pulitura, rivela carni sode e bianchissime, oltre a grosse ovaie mature. La sera stessa gusteremo le uova sulla pasta e il pesce fatto a carpaccio, con esito spettacolare (carne delicatissima che si scioglie in bocca !)
Sabato 7 ottobre: ultimo giorno di permanenza sull’ isola e....di pesca.. Il vento è girato e investe l’ isola da sud-est. Alberto jr., che si era alzato prestissimo per andare a far l’ alba a Punta Sottile (il suo spot preferito !) ha dovuto rinunciare causa le condizioni impossibili del mare. Io, che non ce l’ ho fatta ad alzarmi presto, opto per una più tranquilla uscita con la barca, ad orario “da cavaliere”..
Dopo la consueta colazione a base di cannolo, cassatina e cappuccino (una cosina leggera...) al “Caffè del Porto”, mi vedo con Ale e Massimo per un piccolo “briefing”. Certo, il mare è montato rispetto al giorno precedente, ma dirigendosi a Ovest dovremmo poter trovare qualche buon ridosso ove ancorare e pescare.
Così è....: a Cala Galera riusciamo ad ancorare e a scendere in acqua in sicurezza.
Io, adeguatamente zavorrato da 4 chili di schienalino, cercherò fortuna nella schiuma.
Ale e Massimo, che non amano la pesca in poca acqua, si allargheranno per pescare all’ aspetto al limite tra roccia e posidonia. C’ è da ballare, ma il pesce è presente ! Prendo i miei tre saraghi “sindacali” (ormai il tris di saraghi è diventata una piacevole abitudine quotidiana !) La chicca della giornata è però una bella orata presa sulla sabbia. Mentre percorro una baietta sabbiosa, ove il moto ondoso rende precaria la visibilità sollevando nuvoloni di pulviscolo, il pesce, intento a brucare qualcosa sul fondo, mi compare improvvisamente davanti e viene colpito prima di avere il tempo di abbozzare la benchè minima reazione. Mi congratulo con me stesso per aver mantenuto alta la soglia dell’ attenzione in una zona apparentemente di scarso interesse ! Concludo con un “carangide mediterraneo” sorpreso a cacciare minutaglia nel bassofondo... Sono pesci facili da catturare, molto aggressivi e sicuri di se, ma tuttavia divertenti per la vigorosa resistenza che oppongono al recupero !
Un paio di saraghi e una corvinetta anche per gli amici, ma mi raccontano di aver visto decisamente meno pesce rispetto a quello da me incontrato in basso fondale.

La giornata ha un epilogo curioso....Decido infatti di uscire per una nuotata di allenamento. Il mare mosso non mi spaventa. Mi immergerò dalla spiaggetta della Guitgia, adiacente il porto, e prenderò il largo nuotando verso uno splendido tramonto dai mille colori nelle ancor tiepide acque lampedusane...Un ricordo da serbare nelle grige settimane invernali a venire... Fatto sta che qualcuno dal molo deve avermi avvistato...Una motovedetta esce veloce e mi punta affiancandomi...Faccio espliciti gesti di OK per tranquillizzare i militari, ma questi non paiono soddisfatti...
Intuisco !!!!Mi hanno scambiato per un clandestino !!!!! Saprò più tardi che nel pomeriggio è attraccato un gommone di disperati, più morti che vivi....Mi fermo...: ennesimi cenni di OK. Urlo che va tutto bene...mi sto semplicemente allenando...
Alla fine sono convinti....se ne vanno....Cribbio !!!
Alla sera, affamati come lupi, faremo onore , in terrazza, non solo ad una sontuosa grigliata di saraghi, corvine e orate , ma anche ad alcune specialità lampedusane (tra cui le famose “panelle” !) preparate dalla nostra padrona di casa Pina !!!!
Una gustosa appendice ad una splendida vacanza...

Fine
Alberto Martignani
Muppet Team
Bologna
Alberto Martignani
Muppet Team
Bologna