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La prima webzine immersa!
 
_Racconti di Pesca
Nato a Lugo (RA) il 14.08.1961, dopo alcuni anni di disciplinato apprendistato sulle coste della natìa Romagna, ha deciso che girare il mondo alla ricerca di sempre nuovi posti ove immergersi dovesse diventare la sua "missione di vita". Come tutti i pescasub pervenuti in età relativamente matura alla  disciplina più bella del mondo, è un entusiasta, eterno principiante un pò jellato.

Vacanze ad Eubea (01-14/08/2005) -Parte Seconda

Ed ecco la seconda parte del racconto, tutta dedicata alle ultime due, memorabili, giornate....

11 agosto: potremmo ormai ritenerci soddisfatti....la pesca condotta con spirito stoico nello "scatolone di sabbia" davanti a casa, ha dato i suoi frutti, nonostante le fosche previsioni dell' esordio: ricciolette, pesci serra, mormore, qualche spigola e orata non sono mancate. C' è ancora da metabolizzare il dispiacere della grossa ricciola strappata il terzo giorno,  ma poi le catture si sono succedute regolari e questo ci consola. Ci siamo indubbiamente divertiti...

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Il penultimo giorno io e Marco decidiamo di dedicarlo all' esplorazione in gommone, con famiglie comunque al seguito, del nord-ovest dell' isola, con l' intento di immergerci su alcuni spot le cui coordinate ci sono state confidate da Nikos.

Si tratta di una  serie di secche ed  isolotti nel canale che separa l' isola dalla terra ferma.

In tale zona il suddetto canale diviene molto stretto e ciò determina la presenza di forti correnti. 

 

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Nikos ci ha avvertito di fare molta attenzione e di immergerci sempre uno alla volta scorrendo lo spot trasportati dallo corrente, fare un paio di aspetti e poi farsi recuperare dal gommone per risalire la corrente e ricominciare.

Raggiungiamo una bella secca con cappello a 7-8 metri e provo io qualche tuffo. Nikos non aveva esagerato, la corrente è fortissima e rende quasi impossibile pescare nonostante l' assistenza del gommone. L' aspetto sul fondo è quasi impossibile in quanto anche ancorandosi con le mani l' azione della corrente sulle pinne è molto intensa e lo sforzo muscolare necessario a mantenersi fermi riduce drasticamente i tempi di apnea.  

Dopo mezzora sono già sfiancato e decidiamo pertanto di cercare un posto più tranquillo, dove poter ancorare il gommone, consentire alle signore e signorine a bordo di fare il bagno e a noi di fare una pescatina tranquilla.

Lo troviamo in una serie di  isolotti, in un punto in cui il canale risulta più ampio e la corrente accettabile. La costa è rocciosa, abbastanza articolata, con numerosi affioranti, e muore sulla sabbia e sulla posidonia. Una buona palestra per esercitarsi nell' "agguato dalla superficie", tecnica grazie alla quale  riesco a catturare quasi subito un' orata belloccia, avvistata in lontananza e avvicinata approfittando dell' ottima copertura offerta dalle rocce. La distrazione dell' animale impegnato ad alimentarsi e un pò di fortuna consentono di portare a buon fine la cattura... Compiuto il periplo di  una prima isoletta senza effettuare altri avvistamenti mi dirigo su un' altra più grande, ove però incontro una corrente contraria fortissima che rende quasi impossibile l' avanzamento. Sto valutando la possibilità di porre fine alla pescata e di rientrare quando una sagoma grigio-azzurra, che ho ormai imparato a riconoscere all' istante nei giorni precedenti, si materializza di fronte a me. E' un grosso pesce serra che  mi sfila a lato scrutandomi con aria decisamente poco amichevole. Mal gliene incoglie, perchè, senza tanti complimenti, lo fucilo con il 115 e dopo una breve lotta ne ho ragione. Risulterà alla fine il pesce più bello della vacanza ( non l' ho pesato.... ma misurato . Era lungo 75 cm.!) 

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Rientro al gommone quasi contemporaneamente a Marco che, ultraselettivo come sempre, ha incontrato delle spigole ma nessuna, a suo dire, di dimensioni tali da meritarsi una fucilata.

Stiamo addentando un panino e discorrendo del più e del meno quando vedo dietro le spalle dei miei interlocutori un animale delle dimensioni di un grosso maiale che con una perfetta  capovolta si immerge impegnandosi quindi in una veloce apnea appena sotto il pelo dell' acqua durante la quale riesco ad intravederne ancora  per pochi secondi la sagoma grigiastra. Sarei comunque rimasto assai perplesso sulla reale natura dell' "apparizione" se la capovolta eseguita dall' animale non mi avesse consentito di vederne con estrema chiarezza le estremità posteriori che lo identificano senza possibilità di errore per un mammifero pinnipede. 

Non credo ai miei occhi...una foca monaca. Mi ritrovo a pensare a quante volte, nell' arco degli ultimi 10 anni, ho frequentato angoli del Mediterraneo tra i più selvaggi e fuori mano, in orari e periodi talora estremi senza mai neppure arrivare a pensare di poter effettuare un simile incontro. Ed ora incontro la "rarissima" foca monaca in pieno agosto, a metà giornata lungo una costa sì piacevole ma anche estremamente battuta da barche e turisti e comunque molto vicino ad insediamenti umani...

Proviamo, a dire la verità senza troppa convinzione, ad abbozzare un cauto inseguimento con il motore a basso regime. Immaginiamo che il timido animale fuggirà a pinne levate non appena individuata la nostra presenza. Invece siamo fortunati, appare tranquillo e riusciamo per una buona mezzora a seguirne gli spostamenti, fatti di lunghe apnee di 2-3 minuti intervallati da pause di ventilazione, in superficie, di una quindicina di secondi, durante le quali riusciamo a scattare anche qualche foto.

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Dopo una mezzora, soddisfatti, ci allontaniamo, non volendo tra l' altro attirare in zona troppi curiosi. Già alcune barche vedendoci scrutare e fotografare la superficie marina si sono a loro volta fermate cercando di individuare l' oggetto della nostra attenzione.....

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Il giorno successivo, ultimo, ahinoi, della vacanza, decidiamo di tornare a pesca nello stesso sito, scelta questa che, con il senno di poi, non poteva certo definirsi "intelligente". Quali prede avremmo mai potuto raccattare in una zona eletta a proprio territorio di caccia da una foca ? Troppo impari il confronto....infatti pesce scarso e apparentemente allertato, e inevitabile cappotto....

Ma il bello è che ritroviamo la foca quasi esattamente nello stessa zona del giorno prima, e, sempre con estrema cautela, riusciamo ad avvicinarla sin quasi ad una ventina di metri. Ad un certo punto -ho ancora addosso la muta- tento il tutto per tutto...scivolo silenziosamente in acqua dal tubolare del gommone e provo ad avvicinarmi con un nuoto lentissimo. Vedo l' animale in superficie. Quando sono a quindici  metri circa, effettuo una capovolta silenziosa a delfinetto e mi avvicino lentamente sfruttando la copertura delle pareti della secca. Ecco ! La vedo ! Ora la foca è in immersione. Ne vedo il dorso grigio-marrone screziato da chiazze più chiare (le cicatrici, mi spiegheranno poi, che le femmine adulte presentano costantemente come conseguenze delle "affettuose" unghiate" che ricevono dai maschi durante i rituali di corteggiamento prima e di accoppiamento poi...)

Resto sospeso in un limbo liquido mentre vedo il corpo della foca ruotare lentamente su se stesso ed il capo dell' animale girarsi verso di me...

Che succederà ?? Nascerà l' idillio ??? No, evidentemente non sono il suo tipo...troppo smilzo forse, fatto sta che la vedo scrutarmi per un' istante con un' espressione più disgustata che spaventata e  allontanarsi rapidamente grazie ad un' energica estensione delle appendici palmate.

Un pò deluso per la scarsa capacità di seduzione dimostrata riguadagno il gommone e cerco di farmi passare il fucile dall' equipaggio. Si, perchè mentre con un occhio seguivo la foca con l' altro mi godevo lo spettacolo della secca che contrariamente alle zone da noi precedemente battute risultava letteralmente infarcita di grossi saraghi...(una buongustaia , la foca, evidentemente...)

Me lo vedo fermamente negare dalle signore a bordo mentre mia moglie, a sfregio, mi apostrofa:

" Sei proprio un bestione insensibile !! Avresti il coraggio di privare quel povero animale del suo sostentamento !!!"

Come se per la foca la mia "concorrenza" potesse costituire un problema....

Vabbè...inutile discutere. La mia vacanza di pesca finisce qui....

Tre giorni dopo, tornato a casa, comunicherò l' avvistamento ad alcune organizzazioni italiane e greche che si occupano della tutela dell' animale (ICRAM, Gruppo Foca Monaca, MOM) che ne saranno estremamente interessate e che, a loro volta, mi comunicheranno alcuni dati di estremo interesse.

Ma questa è un' altra storia...

Alberto Martignani - Muppet Team

Bologna

 

 

Di Alberto Martignanii abbiamo pubblicato
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