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  _Racconti di Pesca di Alberto Martignani  
     
     
 
 

 
   
   

Ilha do Sal: il ritorno...
(24.11.2009)

Bella, bellissima esperienza…. Ho ancora negli occhi splendide visioni subacquee: tartarughe marine in lenta planata sotto di me, branchi enormi di mangianza fese dai branchi di carangidi e tonnetti, un grosso squalo nerastro in cauto (per fortuna) avvicinamento alla mia postazione…

E poi ancora, quanti incontri umanamente interessanti… : Giorgio, l’ amico e “socio” di Riccardo Andreoli, gestore di un attrezzatissimo negozio di pesca a Santa Maria, con il quale ho avuto alcuni interessanti scambi di opinione sulla pesca subacquea in generale e oceanica in particolare, Chila, il barcaiolo capoverdiano con il quale si è tentato, con poca fortuna, di organizzare un’ uscita “seria” (saltata poi per motivi meteorologici), e il simpatico gruppo di cannisti toscani di Follonica, ospiti del mio stesso villaggio turistico, con il quale si è instaurata una specie di amichevole competizione a chi catturava il pesce più grosso… Come già accennato il tentativo di uscire in barca per un po’ di “blu water hunting” è stato malamente frustrato dalle pessime condizioni meteo: intendiamoci, il vento è sempre presente in questo angolo di mondo, ma in questi giorni ha imperversato particolarmente, rendendo poco sicura un’ uscita nello “stretto” sulle fragili barche capoverdiane.. Ho preferito non correre rischi inutili, consolandomi con le parole di Giorgio, secondo il quale “..non è stagione per la pesca grossa..Vento forte, e poi non c’ è passaggio a novembre.... I wahoo e i tonni grossi arrivano verso maggio..”

   
 

A questo punto, messo il cuore in pace, mi sono dedicato ad una più sana e sicura pesca costiera..
Ho avuto fortuna… Grazie anche alle dritte dei sanguigni e informatissimi “cugini” cannisti di Follonica sono riuscito a trovare, non lontano dal mio villaggio (e quindi raggiungibile a piedi..) , una zona rocciosa emergente dal fondale prevalentemente sabbioso della costa meridionale di Sal..
Sin dalla prima uscita sono riuscito a individuare una cigliata che si estendeva per 7-800 metri parallelamente alla costa, su batimetriche variabili dagli 8 ai 18 metri, lungo la quale si concentrava una incredibile variabilità di specie subacquee tropicali.. Ovviamente ho concentrato la mia attenzione solo su quelle sportivamente interessanti: carangidi e tonnetti in prevalenza.
Tra le specie stanziali, alcuni grossissimi sparidi del tutto uguali ai pizzuti nostrani ma di pezzatura notevole e assolutamente intriganti dal punto di visto venatorio dal momento che, contrariamente alla moltitudine di altri pesci che popolavano quel fondale, risultavano assolutamente renitenti alla tecnica dell’ aspetto e andavano insidiati con complessi ed estenuanti agguati sul fondale roccioso…
Non si è trattato comunque di una pesca facile. L’ onda lunga atlantica consigliava una buona dose di prudenza sia nell’ ingresso che, soprattutto, nell’ uscita dall’ acqua (il personale del villaggio mi ha raccontato come numerosi gravi infortuni intercorrano ogni anno, a causa della violenza delle onde, prevalentemente a carico di incauti bagnanti..)
Ma era soprattutto la corrente, talora fortissima, a creare problemi.
La tecnica che usavo utilizzare consisteva nel prendere il mare ben a monte della cigliata e lasciarmi portare dalla corrente (che era perfettamente inutile cercare di contrastare) lungo di essa. Giunto al termine della cigliata, il che avveniva in una trentina di minuti circa, nel corso dei quali avevo la possibilità di praticare un 6-8 tuffi, riprendevo terra, ed effettuavo a piedi, lungo la spiaggia, il percorso inverso, per potermi cimentare in una seconda passata.. Ovviamente si trattava di una procedura lunga e faticosa che ho potuto effettuare solo grazie ad una soddisfacente condizione fisica e – diamo a Cesare quel ch’è di Cesare- grazie alle “discrete” pinne che solitamente indosso…
Dimenticavo…Grazie ai buoni uffici di Michele ho avuto modo di testare l’ Idro 90 della Eban sub.
In attesa di provarlo, se ne avrò l’ opportunità, in uno scenario mediterraneo, devo dire che si è rivelato pressoché perfetto per il luogo in cui mi sono trovato ad operare.
Necessitavo infatti di un fucile molto versatile, abbastanza maneggevole da poter essere utilizzato per l’ agguato in corrente al pesce bianco (anche se corpulento), ma sufficientemente potente da poter arrestare un grosso carangide ove se ne fosse presentata l’ occasione. Mi è sembrato che il fucile coniugasse molto efficacemente queste due esigenze. Compatto ma potente. .. anzi forse troppo potente…
La robusta asta da 7, propulsa dalla doppia gomma, ha dimostrato un potere d’ arresto notevole procurando però anche un’ usura precoce del monofilo da 1.2 a livello dell’ asola di ritenzione. In una occasione ciò mi è costato la perdita di un bel carangide la cui trazione violenta dopo lo sparo ha causato il cedimento definitivo di un’ asola già usurata (poi, fortunosamente, sono riuscito a ritrovare sul fondo l’ asta sfilatasi dal corpo del pesce..). Appurato ciò e in attesa di poter limare efficamente i bordi metallici del foro dell' asta, ho procurato di sostituire il monofilo ogni 3-4 tiri. Tiri che mi sono sempre apparsi veloci e “frustati” come piace a me, nonostante gli elastici non mi sembrassero particolarmente esasperati. Li caricavo infatti con una certa facilità (ciò significa che la “potenza di fuoco”, volendo, potrebbe essere ulteriormente incrementata !)
Il rinculo, peraltro, appare efficacemente assorbito da una massa più che sufficiente, in particolare grazie alla bombatura della parte prossimale del fusto.
Se devo trovare un piccolo difetto, l’ impugnatura è risultata un po’ piccola per la mia mano (obiettivamente “over size”) e la scolpitura anatomica che la caratterizza, conseguentemente, inutile, nel mio caso, se non controproducente.. Ma dopo qualche giorno mi ci sono comunque abituato…
Come sempre mi riservo di scrivere qualcosa di un po’ più dettagliato sulle singole pescate in futuro..
Vi gratifico per ora di qualche emblematica fotografia.....



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Alberto Martignani
Muppet Team Bologna

 

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