Muppetteide (Dalmazia 22-25/07/2005)
27/07/2005: Non ho molto tempo per narrare in maniera strutturata le vicende della trasferta croata testè conclusa...
Il lavoro..ed una nuova trasferta di pesca (questa volta in Grecia...) incombono, ed il tempo è tiranno.
Mi limiterò a qualche episodio significativo...
Muppetteide 1 ( "Il Clandestino") : è venerdi e ci siamo appena staccati dalla banchina di Portogaribaldi alla volta delle ricche acque della Dalmazia.
Io sto facendo un rapido inventario mentale : "Minchia...-penso- vuoi vedere che stavolta, forse per la prima volta, non ho dimenticato nulla a casa ?"
Essì, perchè non esiste volta che, arrivato a destinazione nel corso di una trasferta di pesca, non mi accorga di aver lasciato a casa un pezzo, chessò, la cintura dei piombi, le pinne o altro, dimenticanze alle quali devo poi rimediare con acquisti in loco o eventuali prestiti (per fortuna ultimamente viaggio spesso con Supermario il quale è uso muoversi con tutte le componenti dell' attrezzatura doppie se non triple). Mentre sono immerso in tali pensieri mi cade l' occhio sul passaporto di Mario poggiato sulla consolle del gommone...Un flash ! Cristo ! Ho dimenticato a casa il documento per l' espatrio !!! Ormai ci siamo staccati dalla banchina e stiamo navigando a tutta birra verso Est. E' un pò tardino per tornare indietro a Bologna a prenderlo... Confesso, con comprensibile disagio, la cosa ai miei esterrefatti compagni di viaggio. Una prima istanza di buttarmi a mare (non vi dirò di chi, per decenza...) viene pietosamente respinta dai restanti membri dell' equipaggio, e buona parte della navigazione trascorrerà in discussioni su come risolvere la spinosa questione.
Io, candidamente, propongo, arrivato in loco, di confessare tutto ai doganieri...Santi Numi ! Una dimenticanza può capitare e sono pur sempre un turista che porta valuta pregiata. Mi faranno un qualche cavolo di documento sostitutivo e mi faranno passare !
"Ma sei deficiente !" - mi sento dire da quello che aveva proposto di buttarmi a mare - " così ci rimandano indietro tutti quanti e addio week-end di pesca !"

Sapete com' è finita ???
Che quei drudi dei miei compagni di viaggio, arrivati di là, mi hanno scaricato con pochi viveri e una limitata scorta d' acqua su una costa semideserta, sono entrati nel porto di Lussino senza di me, hanno espletato le necessarie pratiche burocratiche senza denunciare la mia presenza a bordo, poi (con comodo !) mi hanno riprelevato....
In questo modo io (persona da sempre ligissima a Leggi e Regolamenti ! ) sono stato costretto a trascorrere tre giorni da "immigrato clandestino scopo pesca" in uno stato straniero e per giunta "non comunitario"! .....
Solo in una cosa sono riuscito ad impormi ! Ossia quella di farmi fare ugualmente il permesso di pesca in un' Agenzia Turistica per non vedere ulteriormente aggravata la mia posizione in caso di controllo (clandestino passi ma evasore di tasse e tributi "jamais"...)

Muppetteide 2 ("Te lo do io il campeggio nautico !") : per "campeggio nautico" si intendeva, in quelli che erano i nostri intenti, arrivare in un bel posto di pesca nel pomeriggio, fare il calasole, prendere qualche dentice, risalire, farsi la doccia, alzare il tendalino del gommone, mangiare, dormire in sacco a pelo sui comodi cuscini di "Ugo" e il giorno dopo, di buon' ora, svegliarsi, assistere allo spettacolo superbo dell' aurora estiva, consumare velocemente una sostanziosa colazione e spararsi un' albata coi controfiocchi a caccia di orate sottocosta...
Questo nelle intenzioni.....
La realtà è stata ben diversa.....
Ora passi il fatto che il calasole effettuato a Punta Croce (estremità meridionale di Cherso) si è tradotta in un semicappotto collettivo ....
Passi anche il fatto che mangiare in quattro su un gommone , per quanto spazioso, si è rapidamente tradotto in un caos ...
Passi perfino l' incontestabile verità che aprire e montare il tendalino di "Ugo" costituisce un rompicapo peggio del cubo di Rubick !
Ma quello che è successo dopo ha decisamente affossato ogni nostra residua velleità di navigatori solitari refrattari agli agi e ai riti del turismo tradizionale.
In pratica è accaduto che durante la notte siamo stati colti da un fortunale di rara violenza con mare agitato, raffiche di tramontana, pioggia violenta che ha messo a dura prova il nostro ancoraggio. Ciò ci ha costretto dapprima a vagolare a tentoni, con il tendalino ancora montato ed il sottoscritto issato fuori dall' oblo di prua , esposto alla furia degli elementi, a mò di "piccola vedetta lombarda", nel tentativo di ricercare un ridosso., e quindi, in seguito al rapido, ulteriore deteriorarsi della situazione meto-marina, ad ammainare il tendalino e cercare rifugio nel porto di Lussino (quaranta minuti buoni di navigazione con quel mare !). Qui siamo pervenuti, stanchi , fradici e semiassiderati, in orario antelucano, e solo verso le 7 del mattino siamo riusciti a trovare un bar aperto in cui rifocillarci con qualche biscotto ed una bevanda calda.

Dopo 1 ora avevano già affittato due comode stanze con bagno a ridosso del porto, che abbiamo successivamente utilizzato come base di partenza per le nostre scorribande subacquee ed anche le "colazioni al sacco" sono state sostituite, nei due giorni successive, da pantagrueliche scorpacciate al ristorantino sotto-casa.
Morale: non tutto il male vien per nuocere ! La notte da tregenda è servita a convincere il Comandante che il "campeggio nautico" ormai non fa più per noi, quarantenni imbolsiti dalla vita di città. Meglio, molto meglio un soffice materasso sulla terra ferma, le nostre funzioni fisiologiche espletate in una tazza in ceramica (e non con il deretano oscenamente protruso dallo specchio di poppa !), il gommone comodamente attraccato nel vicino porticciolo....

Profeteide (" Il Profetone colpisce ancora !" ) : come molti di voi sanno all’ equipaggione felsineo di Ugo si era questa volta unito
l' oriundo capitolino Massimo, detto Profetone.

Che l’ uomo avesse uno "spessore", l' avevamo intuito, non dal punto di vista fisico, intendiamoci (la sua "silhouette" donchisciottesca è ormai proverbiale...) ma dal punto di vista tecnico-piscatorio.
Deponevano chiaramente a suo favore l' attrezzatura di alto livello e perfettamente a punto, l' occhio clinico con cui scrutava la morfologia della costa prima di scegliere il punto di immersione, la competenza, pazienza e dovizia di particolari con cui rispondeva ai quesiti tecnici di noi scarsoni, "minus habentes" vittime di un fenomeno inquietante e per molti versi inspiegabile, uno strano comportamento deviante che porta alcuni sub a montare sui loro arbalete elastici eccessivamente corti, salvo poi essere costretti a caricare sulla prima tacca (...mah!...poveretti ! ...)
La riprova definitiva però, l' abbiamo avuta addì 23 luglio 2005: stiamo scorrendo lentamente le risalite tra Sansego e Canidole impegnati in una accesa discussione su come e dove scendere in acqua per il calasole... Profetone getta uno sguardo solo apparentemente distratto all' ecoscandaglio, simula noncuranza mentre in realtà scruta con occhi di gatto sia questo che la geo-morfologia della costa, poi, mellifluamente, sibila: "Vabbè, mi sacrifico io....lasciatemi qui....il fondale fà schifo ma tanto farò giusto due tuffi. Voi andate pure più avanti che sembra meglio...".
Morale...quando dopo due ore ci ritroviamo, lo "score" è:
- "Resto del mondo" (cioè noi): due saraghini, un' oratella da vergogna, un cefalo...
- "Profetone" : tre denticioni, di cui il più grande poteva pesare qualcosina più di 4 chili...

In pratica, la più grossa dimostrazione di superiorità tattico-strategica di un Romano su noi rozzi Celti dopo quella di Giulio Cesare ad Alesia !
Devo dire che l' abbiamo presa bene, con sonore pacche sulle spalle (nel tentativo, in realtà, di fracassargli il cingolo scapolo-omerale), commenti sportivoni del tipo :"Ehhh, bene, se dovevamo cappottare tutti e quattro meglio che almeno 1 abbia preso qualcosa...", e solo 2 o 3 vaffan......
Epilogo ("Ultime pescatelle e Muppettata finale !"): l' ultimo calasole(domenica), ha visto il Profetone catturare un ulteriore denticetto, bravamente imitato, però, dal sottoscritto (Gesù ! Un 4-0 sarebbe stato intollerabile. Così è stato un 4-1, che è sempre come Brasile-Italia del ' 70, cioè una disfatta, ma almeno il dentice della bandiera l' abbiamo preso !).

Lunedi, ultimo giorno, decidiamo di tentare una rimonta in zona Cesarini nei confronti del Profetone, rendendolo temporaneamente incapace di nuocere.
All' uopo, non solo lo facciamo dormire in letto matrimoniale con Supermario, che è notoriamente un russatore da competizione, ma mettiamo la sveglia per l' albata alle 05.00 !!
E' infatti cosa risaputa che il Nostro, uomo dai bioritmi e dai meccanismi circadiani delicatissimi, difficilmente si cimenta nell' albata....
Proprio non ce la fa fisicamente, men che meno dopo una notte passata quasi completamente in bianco grazie al concertino che gli abbiamo organizzato grazie a Mario !
Infatti, come previsto, l' indomani rinuncia a scendere, e noi possiamo tentare l' impresa, che riesce a metà con il sottoscritto che incoccia un passaggio di palamite riuscendo a metterne a paiolo ben due.

Supermario, invece, spara ad una ricciolona impesabile la quale ha tuttavia una reazione rabbiosa e gli trancia il finalino in corrispondenza dell' asola sottraendogli, in un colpo solo, asta e almeno 10 anni di vita...
Rientriamo in porto in Italia dopo circa 4 ore di tranquilla navigazione.
E' l' ora del "Redde Rationem", ossia del doloroso conteggio monetario e dell' equa suddivisione delle spese, per l' occasione particolarmente salate causa il costo ormai quasi insostenibile della benzina e l' aumentato esborso a cui ci siamo esposti decidendo di abiurare la dottrina del campeggio nautico a tutti i costi !
Il problema è che, al momento, di fare i conti, non si riesce più a trovare la "cassa comune", ossia i 240 euri che erano residuati dalla raccolta iniziale e che tenevamo custoditi in una bustina di plastica.
Ci ricordiamo tutti vagamente della busta appoggiata sul tavolo del ristorante la sera prima, dopo l' avvenuto pagamento del conto, ma dopo di allora...buio mnemonico completo.
Nulla...la busta maledetta non si trova. Provo a dire che che forse dovrei controllare anch' io tra le mie salmerie ma vengo manifestamente sbeffeggiato: "Ma che controlli a fare ! Pensi che con la testa tra le nuvole che ti ritrovi proprio a te avremmo consentito di prendere la busta ????" (i simpaticoni....)
La conclusione, sconsolata, è che la busta con gli Euri è probabilmente rimasta sul tavolo del ristorante e, pertanto, ormai irrimediabilmente perduta.
Ci lasciamo riservandoci un' ultimo più approfondito controllo dei bagagli una volta arrivati a casa.
Così infatti è stato...
Provate un pò ad indovinare quale dei quattro si è poi ritrovato nella borsa la busta con i soldi ????........
Alberto Martignani
Muppet "short & though slings" Team
Bologna