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  _Racconti di Pesca di Alberto Martignani  
 
 

 
   
   

La Pescata Perfetta

Già di primo acchito il posto mi era piaciuto. L’ avevo incontrato nel mio sistematico e progressivo lavoro di esplorazione di quel remoto tratto di costa ai confini d’ Europa.. Aveva tutte le sue cosine al posto giusto.. Esposto ma non troppo, il che faceva sì che il mare sbattesse quanto basta, ossia abbastanza da lasciar presagire un certo movimento di pesce, non tanto da rischiare di rimanere “asfaltati” dai cavalloni. E poi roccia, a interrompere la monotonia di spiagge chilometriche, e un profilo frastagliato e digradante, che lasciava sperare in una bella franata subacquea, non come un paio di posti che avevo visitato i giorni prima dove la falesia piombava a perpendicolo sul mare e sul fondale sabbioso..

In uno di questi la distrazione indotta dalla complessa procedura di estrazione di una preda spiedinata sull’ asta mi era costata cara.. Un’ onda “anomala” mi aveva sorpreso e frullato ben bene sul fondo facendomi perdere maschera , boccaglio e cintura dei piombi.. Tutta roba che avevo dovuto riacquistare la mattina seguente.. e fortuna che avevo trovato in una vicina cittadina un negozio di subacquea sufficientemente fornito ! Scendo da una comoda spiaggetta di ciottoli e sin dai primi tuffi mi rendo conto di aver fatto “bingo!”.

   
 

Cefali e saraghi come se piovesse… Li vedo già sul tappeto d’ alga morta che contraddistingue il bagnasciuga. La marea sta salendo e loro la seguono, alla ricerca dei vermi e dei piccoli crostacei che popolano lo strato di materiale organico in decomposizione.. Al seguito le spigole.. piccole, ma letteralmente in branchi.
L’ ebbrezza di vedere tanto pesce mi gioca un brutto scherzo e dopo 5 minuti ho già in cintura un saragone e due spigolette sotto il chilo.. Capisco che devo frenarmi, oppure fra poco avrò già smesso di pescare..
E’ vero che da queste parti non esiste il limite dei 5 chili, ma le possibilità di consumare o riportare a casa il pesce pescato sono limitate, per cui decido che sparerò solo a prede di rango.. spigole, saraghi o qualunque altra cosa mi capiti davanti, ma sufficientemente grosso !
Al tuffo successivo mi passa davanti un calamaro da chilo… Non posso non spararlo ! Però è un po’ lungo e l’ animale abilmente riesce a dribblare la freccia che gli arriva già un po’ rallentata.. Capito in una zona di sabbia e, siccome so che le spigole le frequentano alla ricerca di piccoli granchi da sgranocchiare, mi adagio sul fondo all’ aspetto.. Sarò in forse tre metri d’ acqua e vengo circondato da branchi di cefaloni e boghe..
Attendo e, come da copione, arrivano le spigole.. Le prime sono piccolotte e le ignoro, ma dopo un po’ ne arrivano due in tandem .. e queste sono “signore spigole”. Sparo quella di testa e la ripongo.. Poi proseguo.. La sabbia finisce e comincia un fondale di roccia piatta coperta da una fitta foresta di alghe laminarie.. Mi ci addentro ed è come scendere in un altro mondo.. Un dedalo, un labirinto, un intrico di queste spesse alghe marroni, che creano concamerazioni confluenti in cui è tuttavia possibile sgusciare, il fucile puntato in avanti, in attesa della preda di rango. Ogni tanto mi fermo ad osservare..
Branchi di saraghi e di spigole stazionano tranquilli in ogni dove.. In questo contesto i pesci non vengono all’ aspetto, ma continuano a volteggiare tranquilli sinchè si rendono conto della presenza estranea del sub. Allora si dileguano lentamente, ma è possibile ritrovarne altri al tuffo successivo.. Mi trattengo e non sparo mai, anche se avrei potuto catturare diversi saragoni da chilo.. Sinchè durante un tuffo, mentre plano verso il tappeto di laminaria, non vedo una bella spigole che transita lenta sopra lo strato d’ alga.
La sparo al volo, dall’ alto in basso e lei si inabissa nell’ intrico vegetale, costringendomi ad un lungo lavoro di estrazione.
Bel pesce… Più tardi, pulendola, capirò il motivo del suo atteggiamento indolente. Recava stipati nel capace stomaco una mezza dozzina di teneri granchiolini appena ingurgitati. Proseguo ancora un po’, poi decido di non turbare oltre quel mondo fantastico e viro per il rientro.
Durante il breve percorso di ritorno non riesco a non sparare all’ ennesimo saragone e a un merluzzetto.
Sono pesci rari, da queste parti, sottocosta, ma penso che servirà ad arricchire la dieta, dato che sono un po’ stanco, ormai, di mangiare saraghi e spigole..

Ritornerò il giorno seguente nello stesso posto, ma l’ alchimia ormai si è esaurita. Il vento ha girato (ora la zona risulta più ridossata e il mare è più calmo) e il tempo sta virando al peggio (nella notte arriverà una grossa perturbazione..) . Vedo un centesimo dei saraghi incontrati il giorno prima, e solo nelle rare zone in cui il mare sbatte un poco. La foresta di laminaria è completamente disabitata. Scomparse le spigole.. Nonostante questo risalirò con 4 saragoni quasi tutti vicini al chilo e una bella trota…


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Alberto Martignani
Muppet Team Bologna

 

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