Pillole di Portogallo
(29.09-06.10.2007)
Parte Prima
Francamente non sapevo se scrivere o no qualcosa riguardo questa trasferta.
In effetti non si è trattata di una classica “vacanza di pesca” (“periodo breve ma intenso, assolutamente precluso a moglie o fidanzata, in cui tutto è finalizzato alla pesca. Obbligatoria la doppia uscita giornaliera. Il resto del giorno – chissenefrega- può tranquillamente essere trascorso anche letto a ricaricare le batterie “) ma piuttosto una “vacanza mista”, la tipologia più difficile, badate bene, ove
all’ imperativo “morale” di effettuare almeno un’ uscita di pesca giornaliera, si aggiunge quella di una oculata gestione delle esigenze familiari. Nel mio caso tali esigenze sono comunque limitate a quella di una moglie totalmente agnostica per tutto ciò che possa riguardare il mare e le sue creature, ma tuttavia comprensiva quanto basta.
Questa volta la meta era il Portogallo Meridionale (Algarve).
Prima di procedere oltre, un paio di piccole precisazioni riguardo questo piccolo angolo della penisola iberica:
- E’ per la maggior parte bruttissimo, costa bassa e sabbiosa su cui si aprono foci fluviali e paludi, drammaticamente cementificata. Tanto per rendere l’ idea ai miei corregionali: avete presente i lidi di Comacchio ??? Ecco...più o meno... Si salva l’ estremità occidentale della regione che, essendo meno fruibile alle esigenze del turismo di massa in quanto esposta alla violenza e all’ instabilità meteorologica dell’ Oceano, si è mantenuta, per ora, molto poco urbanizzata e foriera di spettacoli naturali veramente incantevoli.
- Non – ripeto- non andate in Algarve per imparare il portoghese...I portoghesi in Algarve “non esistono”...La regione è solo nominalmente appartenente al Portogallo, ma in realtà è una contea inglese. Inglese è il 90% dei turisti, inglesi sono i pub e gli altri locali, inglese è la lingua parlata da tutti e con la quale venite apostrofati per strada...I portoghesi, se ci sono, sono accuratamente mimetizzati da inglesi...Io alla fine ero talmente condizionato che, al ritorno, all’ aeroporto di Bologna, soprappensiero, mi sono rivolto in inglese a un poveretto italianissimo che mi chiedeva se poteva appropriarsi del carrello che stavo per lasciare...
Ho optato, per l’ occasione, per un bel 4 stelle a Lagos (l’ antica “Lacobriga”, porto storico da cui Enrico il Navigatore diede l’ avvio alla lunga, gloriosa stagione delle crociere commerciali e delle scoperte geografiche portoghesi...)
Trattasi infatti di una base di partenza ideale per l’ esplorazione della parte più occidentale e selvaggia dell’ Algarve.
A parte questo, so poco, della zona. Un pò per pigrizia un pò per non guastarmi la sorpresa e precludermi la gioia di esplorare, non ho voluto drenare informazioni da Forum e Liste. L’ unica “bibliografia” di cui posso avvalermi è un articolo di Emanuele Zara sui campionati europei disputatesi proprio in queste acque nel settembre del 2003. E’ su queste basi che ho optato per una muta spessa e un fucile (l’ unico , per motivi di peso) di 94cm.
Sabato 29.09.2007: partiamo da Bologna sotto un sole estivo ed è con sconcerto che, a Lisbona, troviamo basse nuvole grigie, freddo e pioggia. Vabbè, penso, l’ Algarve è 250 Km. più a sud.....vi troverò condizioni senz’ altro migliori !!!!
Detto fatto...all’ aeroporto di Faro veniamo accolti da un autentico nubifragio e da temperature tutt’ altro che confortevoli. La constatazione, al nastro consegna-bagagli, che la borsa con l’ attrezzatura subacquea ed i vestiti non è arrivata non migliora certo il mio umore. Dopo 40 minuti di fila all’ ufficio bagagli smarriti una serafica operatrice mi comunica che il mio bagaglio non è smarrito ! E’ semplicemente arrivato con la coincidenza precedente ed è in custodia presso di loro...Ma vaff....avvertire prima no ??????
Domenica 30.09.2007: qualsiasi velleità di esplorare la città e i suoi dintorni è frustrata da una pioggia continua e battente. Non resta che rimanere in hotel e goderne, per quanto possibile, le comodità...
Il pomeriggio spiove ma il tempo resta pessimo. Ottengo da mia moglie il permesso per una “ricognizione armata” nei dintorni. Lei resterà nel “lounge” dell’ hotel a leggere un libro. Carico l’ attrezzatura nel bagagliaio della Clio che ho noleggiato e parto alla ventura. Constato subito che l’ Oceano è in burrasca e le acque plumbee squassate da cavalloni risultano ben poco invitanti.
Sono abbastanza rassegnato a rinunciare a pescare per oggi, ma, esplorando il tratto di costa che da Lagos conduce a Portimao, pervengo ad una zona valliva che si apre in mare aperto attraverso un lungo canale che termina a sua volta, con un lungo molo di tetrapodi. Percorrendo un corrido sterrato pieno di buche e pozzanghere che trasformano ben presto la Clio in un coacervo di fango e altre schifezze, riesco a pervenire all’ antemurale ove valuto che, sul versante interno, vi siano le condizioni per tentare una scorribanda. Classica vestizione furtiva, tipica del pre-immersione in zone portuali, e scivolo in acqua agile come una pantegana... L’ acqua è bassina è fa alquanto schifo. Sono poco piombato ed il 94 risulta nettamente surdimensionato rispetto alla torpidità dell’ acqua. Pesce (saraghi) ce ne sarebbero anche ma il vantaggio di cui godono nei miei confronti è eccessivo.
Non c’ è storia....Esco battuto, dopo 90 minuti, senza aver neppure intravisto l’ ombra di una spigola, pesce in cui speravo, visto il tipo di ambientazione, di potermi imbattere. Come souvenir, una dolorosissima ustione da attinia al viso, di cui porto ancora la cicatrice.
Lunedi 01.10.2007: go west ! Complice un moderato miglioramento delle condizioni meteo (scrosci di pioggia solo a tratti alternati a qualche timida apertura della copertura nuvolosa) si parte ad esplorare il selvaggio ovest ! Giunti alla cittadina di Vila do Bispo abbandoniamo la Statale e deviamo lungo una stradina secondaria verso la località di Castelejo. Ci accoglie una spiaggia di sconvolgente bellezza, chilometrica, che si getta su un Oceano da cui emergono, qua e là, faraglioni rocciosi, e delimitata a nord e sud da scogliere a picco e franate ....

Sarebbe un posto super per pescare ma la spiaggia è percossa da marosi che spezzerebbero la collottola ad un leone marino...L’ effetto scenografico, comunque, è superbo, accentuato da basse nuvole grigie che corrono veloci spinte dai venti di nord-ovest. La spiaggia è deserta. Ce la godiamo per mezz’ ora prima di riprendere
l’ esplorazione.
Ripercorriamo la stradina a ritroso sino a Vila do Bispo per poi deviare a sud. Perveniamo a Sagres, villaggio di pescatori con un piccolo porto, protetto dalla furia dell’ oceano da due imponenti bastioni rocciosi : Cabo do sao Vicente e Punta de Sagres. In località “Teheiro do Infante” trovo un bel ridosso ove potermi immergere: la spiaggia è sabbiosa e apparentemente poco interessante ma, grazie all’ ottimo resoconto dello Zara, so di trovarvi, qualche centinaio di metri al largo, una serie di rimonte rocciose che dovrebbero creare, su un fondale di una dozzina di metri, un ambiente molto articolato e interessante per la pesca.
Così è in effetti: l’ ambiente è suggestivo, non direi bello ma suggestivo....L’ acqua è decisamente velata, complici le mareggiate dei giorni scorsi, e il fitto intrico di alghe laminarie che risalgono dal fondo creano un paesaggio spettrale. Comincio a prendere confidenza con i pesci del luogo. Il fondale, disseminato da massoni che creano , qua è là, spacchi interessanti, è abitato da branchi di saraghi. Il 94 che impugno è troppo lungo per pescare proficuamente in tana per cui decido di insidiare gli sparidi al libero. La prima vittima però è un cefalone che passa veloce e si becca, ahilui, una fucilata al volo d’ istinto...
Poi comincio a dedicarmi ai saraghi. I branchi sono numerosi ma composti da esemplari quasi tutti di modeste dimensioni.Curiosamente non sono affatto allettati dall’ aspetto, reso peraltro estremamente difficoltoso dalla risacca che, sul fondo, tende a spostare sia il sub che il fucile puntato. Bisogna scivolare come murene tra le laminarie e sparare non appena si intravede il pesce. Riesco a catturare un primo esemplare di medie dimensioni. Poco dopo, mentre sono appostato sul fondo, vengo attirato da un branco di triglie super: sono pesci di almeno 300 grammi ciascuno. Bellissime ! Improvvidamente decido di sparane una! Mal me ne incoglie perchè
l’ asta da 6.3 , dopo aver trapassato la triglia, prosegue la corsa e si schianta su uno scoglio, spezzandosi di netto in corrispondenza della fresatura che alloggia l’ aletta. Maledico la mia dabbenaggine (l’ asta era nuova, appena acquistata !) e proseguo a pescare con l’ asta tronca, riuscendo a catturare, mediante insagolatura, un saragone.
Regalo il sarago piccolo e il cefalo ad un tizio che fa surfcasting dalla spiaggia. Trattengo il saragone e il triglione che mi farò conservare congelati nella cucina dell’hotel.
Martedi 02.10.2007: ho deciso di cominciare a giocare duro....Farò l’ alba, che, provvidenzialmente, oggi coincide con il picco d’ alta marea. Condizioni, quindi, sulla carta ideali. Mi alzo ad orario antelucano e percorro d’ un fiato i 30 chilometri che separano Lagos da Sagres. teatro d’ operazioni sarà il lungo antemurale del porto peschereccio.

Mi vesto rapidamente e mi butto in acqua ch’ è ancora buio. Voglio trovarmi già posizionato nel punto più interessante allorchè i primi chiarori consentiranno di iniziare a pescare !
Ecco...sono in acqua...ho raggiunto una specie di gomito oltre il quale mi sembra, al tenue chiarore delle luci artificiali, che i tetrapodi digradino su un fondale più profondo. Attendo fiducioso....Ma....qualcosa non và: passano 15-20 minuti e ancora non il minimo segno di chiarore si indovina a oriente...Capisco di aver cannato, e di brutto, l’ orario dell’ aurora ! Non ho tenuto conto del fatto che mi trovo all’ estrema propaggine occidentale dell’ Europa !!! Comincio ad avere freddo, tantopiù che, ora me ne accorgo, il tempo è ripeggiorato rispetto a ieri: è nuvoloso, pioviggina e il moto ondoso, ieri in attenuazione, sembra essere in ripresa.
Sono in acqua da quasi un’ ora quando finalmente un tenue chiarore comincia a filtrare oltre i nuvoloni, laggiù, a est. Via, si inizia....: agguati in serie tra i tetrapodi, sin quasi alla base del molo ove mi immobilizzo all’ aspetto. Inutile dirlo....sono lì per le spigole. Comincio infatti ad attirare i primi esemplari, ma è roba piccola....Enormi invece i cefali che transitano a frotte, quasi irridendo l’ asta protrusa nella loro direzione (ho montato la 6.0 che avevo portato di riserva, meno predisposta, data la massa minore, a rompersi in seguito ad eventuali urti contro gli scogli...) Ho deciso, almeno per oggi, che non sparerò se non ad eventuale spigola grossa...Dopo un’ ora di freddo e almeno una ventina di avvistamenti di spigole baby, ne ho abbastanza... Risalgo, non prima di aver consegnato, all’ ennesima spigoletta, un “ultimatum”: se a partire da domani le grosse non si faranno vedere comincerò a fucilare le piccole !!!!! Alle 09.40 sono già in hotel, in tempo per una sontuosa colazione...ovviamente all’ inglese.
Resto della giornata in albergo, visto che piove a dirotto, con il breve intermezzo di una visita alle vicine, spettacolari spiagge e scogliere di Ponta da Piedade.

Continua.....
Alberto Martignani
Muppet Team
Bologna