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  _Racconti di Pesca di Alberto Martignani  
     
     
 
 

 
   
   

Primizie di Stagione
(07.10.2009)

Allora…..
Da un po’ io e il Mariograndi ci stavamo rimuginando su….
Non riuscivamo a toglierci dalla testa gli spettacolari scenari sottomarini d’ “oltremare” goduti nel corso dell’ ultima estate… Fondali magnifici…. da guardare e non toccare dato che un taglio assassino li rendeva non dico privi di pesce, che sarebbe stato il meno, ma letteralmente impraticabili da parte di un essere umano che non fosse candidato all’ ibernazione precoce…
Questo mite, lungo settembre, alimentava in noi la speranza che le condizioni fossero mutate….
Nelle giornate di venerdi e sabato aveva imperversato su tutto l’ alto Adriatico una furiosa mareggiata che avrebbe lasciato il posto, a partire dalla notte tra sabato e domenica, ad una scaduta poderosa …ideale per uno dei nostri famigerati “raid”.
Indi partenza nottetempo per la lunga traversata…. Il programma era di visitare, “in primis”, alcuni spot che nel corso delle ferie estive avevano fruttato, pur in presenza di condizioni non ideali, qualche spigoletta e un po’ di pesce bianco… In caso di scarsa presenza di pesce avremmo rivolto la prua verso alcune risalite più profonde nel tentativo di ritrovarvi i branchi di palamite, forse di ricciole che in questo periodo talora vi transitano……

   
 

Proprio per questo motivo avevo indossato per l’ occasione la mia tenuta da “blu water hunting”, una muta turchina con “nuances” blu e bianche che in più occasioni era stata oggetto di commenti salaci da parte dei miei compagni di pesca (e in una mi era quasi costata una fucilata da parte del Mariograndi che in acqua mi aveva per una frazione di secondo scambiato per una vecchia palamita…)
Complice la levataccia ampiamente antelucana. ai primi bagliori del nuovo giorno siamo a destinazione ma…….sulle risalite non arriveremo mai in quanto già dai primi tuffi gli spot più a terra rivelano condizioni molto soddisfacenti: una temperatura costante dell’acqua nei vari strati di circa 20°e una buona circolazione di pesce…

Metto subito a paiolo un saragone da 9 etti… risparmio una spigoletta e un paio di ricciolette. Vedo un grongo notevole (5 chili ?) con la testa infilata in uno spacco e tutto il corpaccione fuori che fluttua nella corrente… poi l’ “incontro”.

lo spigolone arriva veloce ..mi punta per una attimo poi vira di colpo e tenta di defilarsi in rotta di scampo.. Tiro istintivo col Mr.94.
La leggera freccia da 6 mm sarà poco potente ma possiede la velocità del pensiero e giunge a pizzicare il pescione dietro la branchia.. La freccia esce di quel tanto da consentire l’ apertura della monoaletta. Sfuriata intensa ma breve… Ho l’ accortezza di tenere la preda in trazione per evitare la chiusura dell’ aletta e di forzare leggermente il recupero…sino a stringerla, vinta, tra le mani..

E’ veramente un bel pesce (poco dopo, sul gommone, farà fermare l’ ago del dinamometro sui 4.7 chili…)
Il problema, mannaggia, è che dopo circa un’ ora di pesca ho già raggiunto il tetto dei 5 chili !

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Pinneggio sino a raggiungere il gommone ormeggiato ove trovo un affranto Mariograndi.. Ha preso una spigola da un chilo e un bel limone ma poi ha dovuto rientrare per un malessere. Problemi intestinali e di compensazione (forse aggravati dalla lunga traversata notturna al freddo) gli impongono, precauzionalmente, di interrompere… Mi “cede” quanto resta della sua quota “legale” di pesca… Cosicché, dopo un lauto spuntino e una sosta congrua ci spostiamo di qualche centinaio di metri e torno in acqua..

Continuo a vedere bei saraghi, quasi ad ogni sommozzata, ma li trascuro… Voglio le spigole…al limite l’ oratona. Dopo un po’ prendo una spigola potabile (1.3 chili..) Arriva bene e sia il tiro che il recupero non presentano difficoltà di sorta… Un rapido calcolo… Mi resta la possibilità “legale” di una cattura ancora… un’ unica, maledetta cattura …

Sole (un bel sole estivo !) ormai a picco sul mare…Sono all’ aspetto su un fondale di pochi metri: ho ancora adesso negli occhi la visione del capoccione che, da chissadove, irrompe nel mio campo visivo spezzando i raggi di luce rifratti dal liquido elemento… Tiro preciso a centro corpo. Anche questa volta il pesce non va in sagola e si produce in una discreta sfuriata .
Quando riesco a serrare le distanze e ad avvicinarmi noto con inquietudine come la monoaletta si sia richiusa e sia rientrata nel corpo dell’ animale. Un attimo prima dell’ irreparabile riesco però ad afferrare il codolo dell’ asta e con un deciso affondo ne faccio fuoriuscire punta e aletta dal fianco del pesce, assicurandone la cattura.

E’ un branzinone quasi gemello del primo
(4.1 chili) ! Ho esaurito il “bonus” e la via del ritorno è lunga… La crociera di rientro a velocità sostenuta su un mare piatto, quasi irreale, è quanto mai fluida e il sole che inizia lentamente a scendere a ovest ci lascerà anche il piacevole ricordo di un velo d’ abbronzatura che potremo sfoggiare soddisfatti la mattina dopo, al lavoro…o presunto tale..




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Alberto Martignani
Muppet Team Bologna

 

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