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La prima webzine immersa!
 
_Racconti di Pesca
Nato a Lugo (RA) il 14.08.1961, dopo alcuni anni di disciplinato apprendistato sulle coste della natìa Romagna, ha deciso che girare il mondo alla ricerca di sempre nuovi posti ove immergersi dovesse diventare la sua "missione di vita". Come tutti i pescasub pervenuti in età relativamente matura alla  disciplina più bella del mondo, è un entusiasta, eterno principiante un pò jellato.

Ritorno in Sicilia (21-25.05.2003)

26.05.2003: Eccomi di ritorno dalla  trasferta congressuale nella  calda e ospitale terra di Sicilia, con ancora nelle narici il profumo di quella terra e di quel mare...
E’ stata una piacevole trasferta. Ho soggiornato più volte nell’ isola agli inizi degli anni ’90, allorchè frequentavo la Scuola di Specializzazione in Angiologia presso l’ Università di Catania e, da allora, ci  ritorno spesso, sempre molto volentieri, per congressi medici e/o vacanze.
Negli ultimi anni  il fucile e l’ attrezzatura subacquee hanno sempre costituito fedeli compagni di viaggio.
Questa volta non ho preso quasi niente, ma solo per mia insipienza perchè qualche bella occasione, ad essere sincero, l' ho avuta...
Mentre i colleghi congressisti affollavano i ricchi alberghi del centro di Siracusa io, tomo- tomo, cacchio- cacchio, mi sono ritirato in un agriturismo isolato fuori città, in mezzo ai campi di patate e agli uliveti e a 150-diconsi 150 metri - da un' allettante scoglierina....

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Il programma era il seguente: albatina-doccia- ricca colazione in veranda con la marmellata di agrumi o di fichi e il pane fresco lasciatomi nel frattempo dal fattore- congresso in centro a Siracusa (con gli occhi un pò "pallati" per la verità)- rientro il tardo pomeriggio per il calasole.   A letto, ovviamente, con le galline....
Ho alternato discese dalla scoglierina "sotto-casa" ad altre nelle vicinanze, presso località magnanimamente suggeritemi dall' amico(nonchè novello Jedi e aspirante Muppet) Davide .
L' esordio dalla scoglierina mi ha consentito di fare la conoscenza con i saraghi siculi, tutti plurilaureati ( qualcuno mi sembra anche di averlo anche incrociato ai tempi, circa 10 anni fa, delle mie frequentazioni all' Università di Catania ) e imprendibili, data la distanza a cui si tenevano, col 90 che impugnavo. Un paio di tiri arrischiati al termine di apnee (per me) chilometriche risulteranno corti di pochissimo.
Il giorno dopo- penso- li frego, e mi presento all' appuntamento col monoscocca 100 nuovo di pacca.
Corbezzoli...i saraghi sono spariti, non ce n' è più uno, per lo meno di taglia interessante, però il sottocosta brulica di cefali...Sono tutti raggruppati in pochi centimetri d' acqua. Comincio a vedere anche qualche spigoletta, isolata in mezzo ai cefali o raggruppata assieme ad altre. Comincio ad agguatare strisciando sugli scogli affioranti. Il monoscocca fa il suo porco dovere e un cefalotto cade stecchito. Poi, mentre azzardo un aspetto in un punto dove l' acqua è un pò più fonda, ho la netta sensazione che qualcosa alla mia destra mi osservi. Sposto lo sguardo ed effettivamente una spigola passabile mi guarda attonita: non so se avesse frequentato l' università pure lei , ma doveva essere sicuramente l' ultima del sio corso dal momento che rimane ferma ( anzi si gira lentamente facilitandomi ancor più il compito) mentre brandeggio e si becca una fucilata a bruciapelo. Riesco pure a prenderla male, bassa, e il recupero avviene con qualche patema....

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 Mi basta, risalgo e telefono trionfante a mia moglie per comunicare la cattura. Lei mi gela: " .....Cosaaaa? Una spigola ! Un cefalo ! Ma quelli li prendi pure a Cesenatico. C' era bisogno di fare tanta strada ? Dove sono le riccioleee? E i denticiiii...?" 
E' troppo...Il giorno dopo decido di disertare i lavori congressuali del mattino e di visitare una certa isoletta, un pò distante, consigliatami da Davide...(che mi ha “consigliato” di  non pubblicizzare i nomi delle località di pesca , pertanto io il nome non ve lo dico……ma vi mando una foto…)

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L’isola è bellissima nella luce diafana dell' alba mentre mi avvicino a pinne dalla terraferma.
Sono eccitatissimo ma...l' entusiasmo mi gioca un brutto scherzo : invece di battezzare una zona circoscritta e lì pescare in maniera calma e sistematica, mi impunto a volerla girare tutta.
Faccio un' oretta abbastanza concentrato dove però non sparo a niente (potrei fare una strage tra saragotti, murene di taglia, cerniotte, denticiotti, triglie, seppie ma... mi sono ripromesso di sparare solo a pesci "importanti").
Dopo un' oretta e mezza comincio ad essere sulle spine. Dall' acqua non riesco a rendermi conto nè delle reali dimensioni dell' isola nè del punto della sua circonferenza in cui mi trovo. La prudenza mi suggerirebbe di tornare indietro a ritroso e rifare in sicurezza la strada da dove sono venuto. La curiosità e lo spirito d' avventura mi spingono invece a perseverare nel fare il periplo dell' isola. Grave errore...ancora non lo so, ma la strada da fare è lunghissima . Non solo: il versante nord
dell' isola è battuto da un vento di maestrale e percorso da una corrente contraria alla mia progressione. Reputo però di aver ormai passato il "punto di non ritorno" e proseguo il cammino, doppiando faticosamente un capo dietro l' altro. In lontananza vedo la costa della Sicilia. Mi sembra irraggiungibile. Ho smesso da tempo di pescare e mi preoccupo a questo punto solo di pinneggiare, dosando al meglio le energie. Ironia della sorte: comincio a vedere saragoni enormi, richiamati dal frangersi dell' onda sulle pareti rocciose, che mi scappano da sotto ad ogni piè sospinto, ma purtroppo non posso permettermi il lusso di fermarmi ad insidiarli. Morale...sono riuscito a rientrare a terra dopo circa tre ore, stanchissimo, benedicendo una per una tutte  le ore passate ad allenare le gambe in piscina e maledicendo, ovviamente, la mia dabbenaggine....  
Insomma, cappotto, ed ennesimo sarcasmo telefonico incassato dalla consorte.

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A sera, ancora stravolto dalla disavventura del mattino, padellerò malamente, sotto casa, un cefalone da due chili e un bel pizzuto "già morti".  Sono depresso, credevo di essere ormai addivenuto al grado di "pescatore decente", ma mi trovo d'incanto retrocesso al grado precedente ( "pippa di I classe"). L' ultimo giorno sarei dovuto andare a pesca con lo Jedi Davide ma lui, per motivi di lavoro, deve rinunciare all’ ultimo minuto.Su consiglio dello stesso, arrischio le mie ultime carte presso un locale promontorio a forma di “muso di suino” ( a buon intenditor….). Non ho voglia di scendere fondo e pesco rilassato in parete facendo tre saraghi (ma padellandone per l' emozione uno enorme !!) Smetto abbastanza presto perchè cominciano ad arrivarmi sulla testa i piombi dei cannisti che fanno "rock-fishing" .

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Mi concedo un ultimo calasole sulla "scoglierina", ove sono costretto a ballare la rumba a causa di una mareggiatina che sta prendendo d' infilata la baia.
Appurato come al largo non giri nulla, devo pescare attaccato a terra dove cefali e spigole ci sono ancora ma risultano pressochè imprendibili, dal momento che la risacca sposta in continuazione il fucile.  Sparo ad un paio di spigole piccole  padellandole allegramente. Altre cerco disperatamente di inquadrarle mentre le onde mi sbatacchiano dappertutto e loro irridenti continuano a intessere caroselli passandomi davanti, tornando indietro, girandomi attorno, quasi conscie della mia innocuità. Insomma, un supplizio. Non solo. Perseverando nei miei sterili tentativi, vengo colto
dall' oscurità ancora in acqua e ...mi perdo. Insomma, non riesco più a trovare il punto da cui ero disceso. Devo trovarlo... a terra è molto accidentato e risulterebbe impossibile risalire da un' altra parte.  Non ho punti di riferimento visibili ormai e , vi giuro, ho vagolato mezzora come un pipistrello prima di riuscire a ritrovare la baietta giusta...
Insomma un mezzo disastro... che però non ha tolto gusto alla vacan..(pardon, al congresso...)
Ultimo sfregio arrecato dalla sorte....la mattina della partenza scendo in veranda per la colazione e constato che l' appartemento gemello al mio è stato occupato da una coppia di anziani Neozelandesi, in vacanza con la nipote, una bella figliola bionda....
Questi gentilmente mi invitano a fare colazione e un pò di conversazione al loro tavolo e, sì, insomma, la bionda appare dispiaciuta apprendendo che sto per partire a minuti...
Non c’ è che dire....Proprio la sagra delle occasioni perdute...
Ma forse è meglio così….

Alberto Martignani - Muppet Team - Bologna

 

Di Alberto Martignanii abbiamo pubblicato
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