"Non so se capita anche a voi… ma io sogno spesso di pesci e di pesca….Si può dire che le battute di pesca più curiose e strane le ho vissute in sogno, e questo è comprensibile... Comunque questo “sogno” ve lo voglio proprio raccontare… Siamo in piena estate e mi trovo in un paese strano.. E’ un’ isola e la zona in cui sono arrivato è quasi disabitata.. Poca, pochissima gente per la strada, niente barche in mare…ma proprio nessuna, neanche un gozzetto di pescatori… Del resto, perché dovrebbero essercene ? In questa isola immaginaria, in cui sono venuto espressamente a pescar branzini, questi pesci li possono pescare solo i subacquei … I pescatori professionisti no… Che strana Isola non è vero ? E’ proprio “l’ Isola che non c’ è” … e, come diceva Edoardo Bennato, “non può esistere nella realtà”.. Infatti niente barche in acqua, niente trainisti, niente reti, niente palamiti …niente di niente… solo io, il mare e i mio fucile… che bello…. Eppure è estate piena e non sono le 5 del mattino.. E’ quasi mezzogiorno e il sole è alto nel cielo… Entro in acqua da una lunga, ampia spiaggia. Devo percorrere a pinne qualche centinaio di metri per raggiungere un’ adiacente costa alta e rocciosa. E’ quello il mio obiettivo… Però qualche tuffo sulla sabbia, dopo tutto, lo posso anche fare… per controllare l’ assetto, verificare la visibilità , sciogliere i muscoli… Al primo tuffo non faccio in tempo a toccare il fondo che tre grossi branzini vengono a darmi il benvenuto nel loro regno…E’ così che effettuo la prima cattura. Potrei restare a pescare lì, a pochi metri da riva, ma dopo tutto di sabbia ne mastico anche troppa ogni volta che, nella realtà, vado a pesca dalle mie parti..
Quindi “evito” di fare ulteriori tuffi e pinneggio sino ad arrivare alla costa rocciosa… Che è stranissima: alta, verticale, sopra la quale si indovinano prati verdissimi e campi di grano… Un paesaggio irreale, mai visto, ma in fondo è un sogno, e quindi ci può stare… Il tempo di qualche tuffo per appurare le natura del fondale e…riecchitele: altro branchetto di spigole, tutte di buona taglia, che sciamano davanti alla punta del fucile… Sparo, quasi di malavoglia.. Infatti, nella vita reale, sono abituato a sudarmelo, il pesce, e la frequenza onirica con cui incontro le spigole in questo luogo della fantasia mi lascia un po’ interdetto… Anche perché devo smettere di pescarle, le spigole…. Infatti sull’ Isola c’ è una Legge per cui ogni pescatore non può prenderne più di due al giorno e, sebbene non si vedano in giro tanti poliziotti né barche della Capitaneria (esisterà ???), qui nessuno si sogna, neppure lontanamente, di trasgredirla… Lo so, anche questa è una cosa abbastanza strana, difficilmente riscontrabile nella nostra realtà, ma dopo tutto io sto sognando e questa è un’ isola immaginaria.. E comunque sarà anche per questo motivo che qui c’ è tanto pesce, perché la pesca professionale è fortemente regolamentata, perché i pescatori sportivi hanno norme eque e ragionevoli che regolano la loro attività, il senso di appartenenza a una comunità è molto forte e tutti rispettano le regole… Comunque, per evitare di incontrare altre spigole, abbandono il bassofondo e mi allargo dove l’ acqua è più profonda.. Entro così in una specie di mondo misterioso, mai visto prima, se non forse nei cartoni animati del pesciolino Nemo… : una foresta intricata di grosse alghe multicolori, verdi, gialle, rosse… Risalgono dal fondo a formare lunghi festoni che raggiungono la superficie.. Sul fondo grossi , stranissimi granchi, il corpo grosso grosso e le zampe sottili sottili.. Tra le alghe, grandi pesci rossi e verdi a puntini gialli: assomigliano a tordi marvizzi ma hanno le dimensioni di una cernia e sono sformati dal peso e dall’ età.. Ma ecco un lampo argenteo che guizza veloce.. E’ un bel pesce affusolato..un trota… UNA TROTA ????
Ma non esistono trote in mare…tranne che nei sogni ovviamente… E’ lontana e veloce ma decido di provare a catturarla perché le trote mi piacciono.. Ora, i miei sogni di pesca si dividono in due categorie: quelli dove non riesco a muovermi se non al rallentatore e il fucile è sempre inceppato di fronte a un bel pesce e quelli dove ogni tiro, anche il più difficile e improbabile, giunge sempre miracolosamente a segno.. Questo deve appartenere alla seconda categoria perché dopo pochi istanti la trota (è proprio una trota!!!) fa bella mostra di sé nel cavetto. Proseguo l’ esplorazione e, dopo un po’, li incontro…: grossi, bellissimi pesci dalla grande bocca… Hanno la pelle liscia, di aspetto quasi metallico , color bronzo… Sono tanti, dappertutto… Arrivano a frotte, mi circondano, mi guardano incuriositi con grossi occhi da cerbiatto.. Uno, due…dieci tuffi. Ogni volta arrivano numerosi tra la foresta di alghe.. Sono belli, ma sono pesci, e io sono un pescatore… ne selezione uno bello grassottello e lo catturo… Posso rimirarlo da vicino: è un pesce davvero strano, mai incontrato prima, nei miei sogni di pesca… Quanto tempo è passato ? Una, due ore ? Difficile stabilirlo in quel mondo incantato. So solo che non voglio turbarlo ulteriormente con la mia presenza.. mi ha regalato quattro bei pesci e non ho intenzione di prenderne altri….Sarebbe inutile ingordigia… Risalgo..Ancora nessuno sulla lunga spiaggia dorata e sulle rocce che la delimitano… Faccio le foto dei pesci…. “ Mi sveglio improvvisamente… tutto sudato, il cuore che batte a mille…. Che sogno strano… eppure sembrava tutto così reale…. le spigole, la trota, quei grossi pesci color bronzo… Ma nooo….impossibile.. Eppure… LE FOTO !! Mi alzo e corro ad accendere la fotocamera…verifico in memoria e…. resto allibito da quello che vedo… Ma… allora….