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_Racconti di Pesca
Nato a Lugo (RA) il 14.08.1961, dopo alcuni anni di disciplinato apprendistato sulle coste della natìa Romagna, ha deciso che girare il mondo alla ricerca di sempre nuovi posti ove immergersi dovesse diventare la sua "missione di vita". Come tutti i pescasub pervenuti in età relativamente matura alla  disciplina più bella del mondo, è un entusiasta, eterno principiante un pò jellato.

Come conobbi Supermario Grandi (Croazia 22-25/11/2003)

ANTEFATTO:
L' invito, diabolicamente allettante, era giunto inaspettato per E-mail pochi giorni prima:
" Che ne diresti di una settimana di pesca in Croazia ? Ci è rimasto giusto giusto un posticino libero..."
La proposta è stuzzicante ma il messaggio non è firmato e il latore è sconosciuto.
Penso ad un errore e chiedo, sempre per E-mail, chiarimenti….
Il “messaggiatore misterioso” si scusa e chiarisce. E’ Mario Grandi, neo-iscritto alla mailing list Pesca Sub, ma  cacciatore subacqueo di lungo-corso con  il tarlo inesauribile dell' avventura e dei viaggi. Evidentemente già dalle poche settimane di permanenza in “Lista” deve avermi catalogato come un “suo simile”…..
“Deve”  ritornare in Croazia, sull’ isola dalmata di Korcula (Curzola), dove nel corso di una precedente , travagliata trasferta, ha dovuto abbandonare il gommone per l’ inopinata rottura del carrello. Ha un posto libero e il Michele Rubbini, ormai un punto di riferimento per i pesca-sub bolognesi,  al quale ha chiesto lumi, glielo aveva confermato: “Vai tranquillo. Senti il “Doc”...Lui certamente viene….”
Per la verità io nella settimana in questione avevo programmato di partecipare ad un congresso a Roma, ma la prospettiva di una cinque giorni di pesca no-stop mi appare decisamente più allettante e così cambio programma in corsa…
Gli altri partecipanti alla spedizione saranno Marcello, listaiolo che già conosco e con il quale ho già incrociato le pinne e Manuel "Factotum" Cantelli (oltre che bravo apneista, preziosissimo per la sua estrema disponibilità ad occuparsi di tutte le piccole incombenze ad uso comune: biglietti, colazione, provviste, guida gommone ecc.)

 

SABATO 22/11:
Arriviamo alla nostra destinazione, l' isola di Korcula, dopo la traversata notturna da Ancona, e
all' una siamo già in gommone con la bava alla bocca.

 

Il mare è appena appena formato da un leggero vento di scirocco.La temperatura esterna è sui 16 gradi ma l' acqua è  gelida e tutti avremo qualche problema con la muta da 5 mm.
Ci seminiamo, a congrua distanza l' uno dall' altro, lungo il versante sud-occidentale della penisola di Peliesac (Sabbioncello), in un punto dove la costa rocciosa risulta discretamente articolata.
L' impatto non è dei più positivi: vabbene patire il freddo in acqua, ma almeno vedere qualche
pesce !
Invece è quasi il deserto.. a parte qualche saraghetto da porzione e un discreto numero di polpi di cui faremo incetta.
Io ho un' unica buona occasione: procedendo all' agguato intravedo una bella coda di  orata intenta a mangiare dietro un costone.
Capovolta a delfinetto e percorso subacqueo di aggiramento del costone, durante il quale perdo il contatto visivo con  l' orata che si è leggermente spostata. Giunto alla fine del costone scorgo di nuovo la coda del pesce, ora vicinissimo alla punta del fucile ma molto spostato sulla sinistra. Scelgo di non brandeggiare ma di aspettare che l' orata si accorga della mia presenza. Così accade: la potenziale preda si gira in maniera flemmatica per allontanarsi ma così facendo si porta proprio davanti alla punta del fucile. Nonostante ciò la colpisco un pò bassa ed il recupero avviene  non senza qualche patema: forse 800 grammi, ma sarà l' unica cattura di una qualche rilevanza della giornata. Rientriamo tutti un pò delusi, anche se i manicaretti preparatici da Ketty, la nostra ospite, contribuiscono non poco a risollevarci il morale...

DOMENICA 23/11:
Altra giornata un pò fiacca. Avremmo voluto andare a Lastovo (Lagosta), la più esterna delle isole dell' arcipelago, ma lo scirocco è ulteriormente montato e impedisce la traversata in gommone.
Siamo tutti sei o settemillimetrati, tranne Marcello che sdegnosamente rifiuta ogni ulteriore sovraccarico neoprenico, meritandosi, da quel giorno, l' appellativo di "Iron-man".
Optiamo per una zona ridossatata, su uno degli isolotti del canale di Peliesac: nulla di nulla, non si vede una pinna, solo qualche polpo ( Marcello, dopo una lotta titanica, ne catturerà uno di quasi 3 kg)...

 

Solo Manuel riesce a catturare un sarago  (500 grammi).
Ci portiamo allora di nuovo sulla costa di Peliesac, più a nord di dove eravamo stati il giorno precedente. Peggio che andar di notte ! Io, dopo mezzora in cui non vedo assolutamente niente, inizio a fare snorkeling. Allorchè recuperiamo Manuel lo sentiamo imprecare: si è immerso alla base di una punta mettendosi all' aspetto su un fondo di 15 metri: una spigola di 2 chili è saltata fuori bellicosa a vederlo, a lui è venuto il braccino e l' ha mancata......
Decidiamo di rientrare verso Korcula e di andare a cercare un pò di schiuma verso la punta di Ratzijc:  qui qualcosa gira e qualche sarago finisce in cavetto.
Proprio sulla punta mi appare uno spettacolo bellissimo: un branco misto di cefaloni e ricciole ! Tutti pesci sul chilo e mezzo. Purtroppo vanno come treni e non c' è modo di farli avvicinare...
Mi rifaccio poco dopo su un branco di soli cefali che ondeggiano nella schiuma.
Li agguato dal basso ed un cefalone da oltre 1 chilo finisce sul fondo con il cranio trapassato dalla seiemmezzo Devoto. 

 

LUNEDI 24/11:
Il mare è sempre più agitato. Decidiamo di pescare lungo la costa nord-orientale di Korcula.
La zona è solo apparentemente ridossata perchè lo scirocco, incanalandosi lungo lo stretto, prende forza e muove il mare praticamente dappertutto.

 

A bordo del gommone prende corpo il dramma: io e Mario per un qui pro quo ("li prendo io, li prendi tu...") abbiamo lasciato a casa i guanti, stesi inutilmente ad asciugare !
Mario si sacrifica e rinuncia a scendere. Farà da barcaiolo…
Io mi faccio prestare da Manuel (sempre organizzatissimo!) i suoi guanti di riserva, che però sono di tipo estivo e alquanto consunti.
Mi faccio lasciare in un classico posto "da spigole": scogli affioranti intercalati a baiette, con l' onda che sbatte e l' alga in sospensione.
Invece, dopo 40 minuti, non solo non ho ancora visto niente ma  ho le mani congelate e inoltre il su e giù del moto ondoso  ha ormai conseguito il suo naturale risultato: conato incoercibile e vomito a getto di tutto lo strudel e delle altre leccornie che avevo ingerito a colazione. Per fortuna dopo poco mi recuperano, più morto che vivo. Anche Manuel è stato male e ha rigettato in acqua. Solo Marcello, pur cappottando, non ha avuto problemi, confermando una volta di più la sua eccezionale tempra fisica.
Raggiungiamo un' isoletta in mezzo al canale, dove io e Manuel, ormai inservibili, veniamo deposti sulla riva in stato semicomatoso. Io mi stendo direttamente al suolo con cerata e muta e mi farò circa due ore di sonno ristoratore mentre Manuel penosamente si dà all' esplorazione dell' isola.
Gli altri due invece si fanno il periplo dell' isola in acqua: solo Mario vede (e cattura) un sarago di circa mezzo-chilo.
Giornata finita a questo punto, per tutti ma non per "Iron-man" Marcello, che si fa lasciare per strada con ministen e fiocina per fare un pò di polpi (visto che non c' è altro...)
Lo recuperemo dopo pranzo (quando si è fatto ormai il giro di  mezza  isola a nuoto), beccandoci, nell' operazione, uno scroscio di pioggia violentissimo.

 

MARTEDI 25:
Siamo incazzati come jene: siamo sul posto già da tre giorni e le catture decenti (polpi a parte) si possono contare sulle dita di una sola mano.
Mettiano alle strette Pavo, il nostro Anfitrione, il quale alla fine si lascia scappare che, sì,  ci potrebbe convenire dirigerci verso l' estremità nord di Peliesac: in questa stagione i grossi cefali abbandonano il delta del fiume Neretva e si disperdono lungo le isole dell' arcipelago per la riproduzione. Per compiere questo tragitto devono necessariamente costeggiare l' estremità nord di questa penisola che delimita il cosiddetto Canale di Neretva. 
Non ce lo facciamo ripetere due volte...
Armiamo la prora e salpiamo verso la suddetta località. Finalmente cominciamo a vedere pesce !
Niente di eccezionale per carità, ma perlomeno possiamo sparare qualche colpo. "Supermario", un pò in ombra nelle giornate iniziali, finalmente si scatena in quella che è la sua specialità, ossia
l' agguato in basso fondo e alla fine della giornata rientrerà con un invidiabile cavetto tra cefali,
orate e saraghi Anche Marcello si distingue per due grossi esemplari di "cefalo della Neretva".

MERCOLEDI 25:
E' il sibilo violento di uno sciroccata coi fiocchi quello che ci sveglia all' alba.
Il mare, in un crescendo rossiniano, è montato ulteriormente.
Ma non ci sono santi, è l' ultimo giorno e dobbiamo assolutamente tornare nel posto del giorno prima, che è effettivamente l' unico, tra tutti quelli esplorati, dove abbiamo incontrato pesce con regolarità.
Questo ci costa oltre un' ora di penosa navigazione (ma il ritorno, controvento, sarà ben peggiore!)
Ci fermiamo in una baietta riparata per la vestizione. Ad un certo punto veniamo avvicinati da una barchetta dall' aria innocua. L' occupante sembra un semplice pescatore, invece ci mostra le sue credenziali.  E' un guardapesca (o qualcosa del genere). Gli mostriamo la "Dozvola" e lui se ne va non prima di averci scrutati e rivolto un enigmatico:
" Italiani, Italiani....", scuotendo la testa. In effetto solo a dei pazzi incoscienti potrebbe venire in mente di uscire a pesca con quel vento e con quel mare !
Vabbè, scendiamo in acqua per la prima pescata: il pesce c' è ancora e in discreto numero.  Prendo 4 saraghi e 1 tordo da chilo alternando agguato ed aspetto in poca acqua, concentrando la mia attenzione nelle zone di massoni affioranti e semiaffioranti che rompono di tanto in tanto la monotonia di un bassofondo per il resto abbastanza piatto. "SuperMario" fa ancora meglio: il fondale e la tecnica sono quelli che più si addicono alle sue caratteristiche e per il secondo giorno consecutivo rientra con un sontuoso cavetto di saraghi, con ciliegine di orata, cefalo e tordone.
Anche Manuel e Marcello contribuiscono da par loro all' arricchimento del comune carniere di saraghi e saraghetti.  Manuel per la verità deve confessare di aver per l' ennesima volta sbagliato un grosso pesce: questa volta si tratta di uno dei pochi saraghi veramente "magnum" incontrati nel nostro peregrinare.

Ci rifocilliamo rapidamente a bordo e poi scendiamo per una seconda pescata, che sarà molto breve in quanto prevediamo purtroppo un rientro lungo e difficile per le condizioni del mare che si mantengono pessime.
Mi faccio lasciare in prossimità di una punta invitante, doppiata la quale mi ritrovo in un' ampia baia occupata da un esteso allevamento "off-shore" di pesce. Mi avvicino guardingo ad una delle gabbie (piene di oratelle) nel tentativo di sorprendere qualche pesce attirato dal mangime che sicuramente filtrerà dalle maglie ma  vedo soltanto nugoli di occhiate. L' allevamento è però sorvegliato (vedo poco lontano la baracca, abitata, del guardiano ) e siccome non voglio guai mi allontano dopo pochi minuti.  Raggiungo pinneggiando come un ossesso il versante opposto della baia, e qui finalmente avviene l' incontro che anelavo sin dall' inizio: quello con la spigola.  Sono giù schiacciato all' aspetto sul fondo pensando di poter allettare qualche sarago ed è con sorpresa che dopo una decina di secondi vedo una bambina sul chilo uscire da dietro uno scoglio e fermarsi mezzo metro davanti alla punta del C4 presentandomi il fianco: un autentico calcio di rigore...E'  già in cavetto, penso, mentre premo con sufficienza il grilletto..   Non credo ai miei occhi nel vedere la freccia che fà  semplicemente il pelo alla pinna dorsale dell' animale che ha solo un lieve sobbalzo e si allontana, poi, con flemma britannica.
Vabbè, penso, sono proprio alla frutta e non ricarico neppure il fucile aspettando di essere recuperato dal gommone: invece dovrò stare in ammollo ancora una ventina di minuti in quanto le altre teste di rapa sul gommone non intuiscono che ho by-passato la baia e mi cercano nel posto sbagliato. Il mare formato fà il resto e mi ripescheranno per ultimo dopo essere tornati sui loro passi.
Il rientro, quanto mai ballerino, sarà allietato dall' incontro con un branco di 3 o 4 delfini, di piccole dimensioni e nerissimi che si fanno vedere a lungo prima di inabissarsi allorchè tentiamo, sia pur cautamente, di stringere le distanze.

GIUDIZIO FINALE:
Rivedibile. Siamo stati indubbiamente penalizzati dalle condizioni meteo che ci hanno impedito di visitare le zone "esterne", cioè rivolte al mare aperto, tipo Lastovo, dall' acqua fredda, che certamente non ha contribuito ad attirare pesce nel sottocosta, dalla conoscenza superficiale dei posti (infatti abbiamo cominciato a vedere pesce solo dopo essere entrati nelle grazie dei  locali e averli fatti "cantare").
Certo agli occhi degli abitanti dobbiamo essere sembrati esseri ben strani : morire di freddo e rischiare il naufragio per qualche pescetto. In zona è diffusissima la pesca notturna con le bombole, certo molto più redditizia della nostra. Infatti le tane sono perlopiù deserte mentre al contrario sembra si possano avere buoni risultati con una tecnica mista di  agguato e aspetto.
La taglia dei pesci (saraghi e orate) visti e presi è risultata mediamente modesta, ma ripeto, bisogna tenere conto della stagione non favorevolissima.
La gente è per la maggior parte cordiale e disponibile e si mangia veramente bene ma non lasciate nulla a bordo del gommone ormeggiato (a noi sono scomparsi tanica di benzina ed
autogonfiabile !) 
Ancora, a Spalato, sia in entrata che in uscita aspettatevi di essere tampinati dai doganieri che cercheranno di scroccarvi qualche euro per non farvi storie. All' arrivo ci hanno chiesto a denti stretti 40 euro per non farci scaricare e controllare tutto il cospicuo bagaglio. Abbiamo rifiutato e loro hanno desistito visto che disincastrare l' ammasso informe di salmerie che avevamo al seguito si presentava come un' impresa titanica.
Al ritorno sono stati meno esosi: 10 euro "brevi manu" per non far storie sull' igloo pieno di pesce: abbiamo pagato....
Saluti e baci.
Alberto Martignani
Muppet-Team
Bologna

 


 

Di Alberto Martignanii abbiamo pubblicato
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