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  _Eban 90 Idro - Secondo test degli utenti di Bluworld  
     
     
 
 

 
   
   

TEST EBAN  90 Idro

Devo ammetterlo.. Quando Michele mi propose telefonicamente di portarmi dietro nella mia prossima trasferta questo legnetto da 90 cm. rimasi un po’ perplesso. Avevo in programma un viaggio di pesca a Capo Verde e un novanta mi sembrava un po’ sottodimensionato per gli ambiziosi  obiettivi che m i proponevo. Non avevo francamente tanta voglia di sottrarre spazio prezioso (e aggiungere peso !) alla sacca dei fucili già traboccante di potenti cannoni .


Dopo aver visto il fucile decisi però che avrebbe potuto essere un jolly prezioso da giocare al momento opportuno in quella trasferta. Non si trattava infatti certamente del classico “novantino” commerciale. La massa importante (ingentilita dalla sagomatura a osso di seppia con “bombatura” posteriore), il meccanismo di sgancio arretrato, la doppia gomma da 17 e la potente asta da 7.0 ne facevano probabilmente un’ arma temibile anche di fronte a prede di un certo “tonnellaggio”.

   
 

Ed è così che l’ Eban 90 prese il volo per Capo Verde  assieme al sottoscritto !
Non  solo, ma alla fine fu tale il feeling con l’ arma che decisi  di “approfondire” la nostra conoscenza utilizzandolo quasi in esclusiva durante tutta la vacanza.
L’ impossibilità , per motivi meteorologici, di organizzare una battuta di “blu water hunting” sulle secche del “canale”  e la necessità contingente di ripiegare su più tradizionali battute di pesca da terra  lo rendevano ideale.

 

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Mi trovai infatti ad operare in condizione di mare perennemente mosso , corrente forte  e torbidità discreta (per le prevalente natura sabbiosa del fondale) alternando varie tecniche: dall’ aspetto
all’ agguato sul fondo, dall’ esplorazione di tane e grotte alla “planata e aspetto nel blu”.
La tipologia delle prede insidiabili andava dai grossi saraghi  a  veloci e potenti carangidi   sino a  5-7 chili di peso.


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Vi era quindi la necessità di  un’ arma versatile, che coniugasse  maneggevolezza  e potenza.
Nonostante la massa importante la maneggevolezza è in effetti assicurata dalla forma bassa e profilata e dalla bombatura posteriore. Vi è un’ incassatura, sulla superficie superiore, che mantiene gli elastici ben “contenuti” nel profilo generale dell’ arma. Arma che è risultata perfettamente equilibrata nell’ allestimento in cui mi è stato proposto,  leggermente negativa in punta. Ho notato come, sulla superficie inferiore del fusto, vi sia un piccolo alloggiamento all’ interno del quale posizionare eventualmente qualche grammo di zavorra. Non ho avuto la necessità di ricorrervi..
La potenza, dal canto suo, è assicurata dalla coppia di circolari da 17 e dall’ asta corta ma pesante, da 7 mm. La cosa mi  aveva lasciato in partenza leggermente perplesso in quanto “amo”, in generale, aste non eccessivamente pesanti, tali da assicurare un tiro bruciante e rapidissimo nei primi metri.
Qualsiasi dubbio potessi nutrire, è stato rapidamente fugato sin dai primi tiri  che ho percepito come estremamente veloci e “frustati”, proprio come piace a me. Rinculo non percepibile in maniera significativa grazie, ritengo, alla massa generosa. Gittata tale da stirare tranquillamente le due passate di sagola più qualcosina dal mulinello. Questo nonostante gli elastici  mi siano sembrati non particolarmente esasperati e tali da essere caricati con una certa facilità. Ciò significa che la “potenza di fuoco” potrebbe essere del caso ulteriormente incrementata, anche se francamente non  è ne ho intravisto la necessità.

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L’ impugnatura, molto ben curata, ha una preformatura anatomica adatta a una mano medio-piccola. Io ho una “manona” per cui la scolpitura non vi si adattava tanto bene. La cosa, inizialmente, mi ha un po’ infastidito (sono abituato all’ impugnatura liscia dei  Monoscocca e dei mr. Carbon) ma dopo un po’ ci ho fatto l’ abitudine e devo dire che la cosa ha cessato di disturbarmi.
Sul lato destro del fusto è stato applicato un piccolo fermo di gomma che serve a dislocare il tratto terminale della sagola di quel tanto che basta a non ostacolare il caricamento. L’ aggeggino tuttavia ha una sua utilità solo se si usa collegare la sagola all’ estremità dell’ asta. Se si usa uno dei fori più avanzati, come faccio io,  risulta non utilizzabile. In questo caso tuttavia, dato che l’ asola si frappone tra la tacca e l’ ogiva, conviene dislocarla utilizzando il  normale dente di sgancio della sagola, sul lato sinistro.
Il mulinello, solido e compatto, è di piccole dimensioni: la minor capienza e la  minore scorrevolezza che le dimensioni  “mignon” comportano nel  recupero del filo (un paio di carangidi mi hanno sfilato sino ad una ventina di metri di filo) sono ovviamente compensate dal minor ingombro, apprezzabile soprattutto nei percorsi all’ agguato.
 In definitiva quindi ho avuto l’ impressione di un’ arma  ottimamente progettata e disegnata, realizzata con cura e decisamente allettante sul piano estetico. In acqua si è rivelata uno strumento temibile, che fa della versatilità la sua dote migliore.

 

Dal mio diario del 18/11/2009: ”…M i sto chiedendo, appostato tra le rocce, quale altra sorpresa possa riservarmi quel fondale sconosciuto, magari sotto forma di qualche bel predatore in caccia, quando il branco di carangidi irrompe improvviso nel mio campo visivo. Pesci bellissimi nella loro arroganza di feroci grassatori. Sono più scuri e tozzi delle nostre ricciole, le pinne pettorali un po’ più lunghe e sviluppate. E’ evidente come la cigliata, con la sua moltitudine di potenziali prede, costituisca il loro territorio naturale di caccia e debba verosimilmente subire con regolarità, soprattutto a quest’ ora - è quasi il tramonto- le loro incursioni.  Il capobranco mi punta per un attimo, poi fa per allargarsi, ma è tardi per lui. L’ asta da 7.0 mm. del  90 doppio elastico lo perfora all’ altezza della linea laterale. Incredibile la potenza di questo allestimento che colloca tranquillamente il pesce in sagola!  Sono sicuro che il pesce, qualora colpito in maniera più precaria, mi avrebbe fatto tribolare, nonostante le dimensioni contenute.  Il colpo invece  è risultato preciso e  paralizzante e l’ unica resistenza al recupero dell’ animale è quella idrodinamica del corpo posto di traverso..”.

 

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Alberto Martignani
Muppet Team Bologna

 

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