Tra Catania e Giardini (18-21/11/2004)
Astengansi dalla lettura coloro interessati solo a catture eclatanti o comunque ad esaltanti racconti di pesca.
Si tratta semplicemente di un breve resoconto della mia permanenza in Sicilia nel fine settimana, per un congresso, ma nella quale ho tentato di fare anche un pò di pescasub...

Arrivo a Catania giovedi in mattinata (e qui vi risparmio le scene penose per dissimulare, in Aeroporto, ai colleghi, la voluminosa sacca contenente pinne e fucile...)
Mi reco subito a noleggiare un' auto, nel cui bagagliaio, dopo averlo tappezzato con il cellophan, terrò l' attrezzatura e che utilizzerò quale base mobile per le uscite a pesca.
Purtroppo non ho prenotato e l' astuto noleggiatore mi comunica subito che le auto di piccola cilindrata sono tutte esaurite e rimane solo un ' Alfa 147, il cui noleggio per tre giorni mi costerà una piccola fortuna. Prendere o lasciare.
Prendo......
Devo andare a Giardini Naxos ma mi perdo subito nel centro di Catania e mi ci vorrà un' ora buona per trarmi d' impaccio nel traffico dell' ora di punta e ritrovare l' imbocco dell' autostrada.
Arrivo comunque a Giardini in congruo anticipo sull' inizio del congresso, che è alle 17.00 e decido subito di buttarmi da qualche parte.
Vorrei andare a Isolabella, ma nonostante reiterati passaggi sulla litoranea e numerose soste esplorative non riesco a trovare alcun accesso da terra.
Desisto e procedo verso Nord nel tentativo di trovare un posto decente dove immergermì.
Purtroppo ogni volta che riesco a trovare un possibile accesso, la maledetta ferrovia che in questo tratto di costa viaggia parallela al litorale oppone un ostacolo insormontabile.
Alla fine, alla periferia di un paesino, imbocco uno sterrato che mi conduce alla spiaggia. Mi trovo alla sinistra di uno sbarramento artificiale in costruzione (c' è una gru in azione ad un cinquecento metri di distanza). Mi sembra inoltre che il fondo sia roccioso ed articolato ad onta della spiaggia sabbiosa. Decido che può andare. In effetti il fondale è molto bello.Una franata che digrada lentamente verso batimetriche anche importanti, con bei sassoni e tanta mangianza.
L' acqua è torbidina, ma per me non è certo un problema...E' pieno di boghe e zerri nonchè delle castagnole più grosse che abbia mai visto.Spero in qualche predatore ma incoccio solo in qualche saraghetto e in un branco di cefaloni che scodano potentemente appena mi individuano.
Poi mentre sono appostato all' aspetto in poche metri d' acqua un nutrito branchetto di orate mi approccia dalla mia sinistra: sono pesciotti tutti uguali, sui tre etti. Sparo e ne insagolo uno. Poi risalgo perchè non voglio perdermi l' apertura del congresso.
Fermo due vecchietti che vedo sulla spiaggia e regalo loro l' orata. Poi chiedo dove ci troviamo...
Questi mi guardano come fossi un extraterrestre ma accettano il pesce e mi delucidano sulla località:
" Letojanni...il paese di Fiorello (aggiungono con orgoglio)".
Rientrando in albergo effettuo comunque una rapida ulteriore ricognizione del litorale per individuare un sito dove immergermi all' alba dell' indomani.
Opterò per l' antemurale del porto di Giardini. C' è un accesso sulla destra. Bisogna attraversare una quindicina di metri cosparsi di aguzze rocce laviche, ma basterà ricordarsi di portare le ciabatte....

Detto fatto, la mattina successiva, all' alba, sono sul luogo, mi vesto rapidamente e....mi accorgo di avere dimenticato le ciabatte ..!! Dopo i santioni di rito affronto la roccia lavica solo coi calzari e lo stoicismo di un Mino D' Amato sui carboni ardenti. In qualche modo arrivo e mi immergo. Vedo subito le specchiate di alcuni saraghi e mi accingo al classico delfinetto per agguatarli. Ma, ma...resto a galla come un sughero: porc...putt.., ho dimenticato lo schienalino da tre chili in macchina !!!
Risalgo, riaffronto i carboni ardenti in andata, prelevo lo schienalino, di nuovo carboni ardenti... Rientro in acqua con i piedi ridotti a due stimmate ma finalmente posso pescare.
O, meglio, non pesco, perchè gli effetti dell' oscena abbuffata post-congressuale della sera prima si fanno pesantemente sentire, sotto forma prima di una "defecatio esplosiva" che mi tiene fermo ai box per una decina di minuti, poi di un penoso mal di testa, nausea e anche qualche conato di vomito che mi assale appena scendo sotto i dieci metri. Insomma, dopo 40 minuti mi accorgo di essere penosamente inadeguato alla bisogna ( nel punto più interessante i ciclopici cubi di cemento del molo muoiono sui venti metri circa, che io, in quelle condizioni, mi trovo manifestamente incapace di raggiungere...)
Riesco tuttavia a fare due vittime allorchè incoccio a mezzacqua un bel branco di mormore. Sono a 7-8 metri da me e, non avendo alternative, provo ad avvicinarmi allo scoperto: il branco si sgrana e inizia a muoversi. Sono però ormai a tiro. Inquadro uno degli esemplari più grossi e sparo. Preso ! Non solo. Dietro di lui ne colgo anche un altro più piccolo. Coppiola di mormore. Niente male !
Prima di risalire abbordo un vecchio pescatore a lenza su barca a remi, il quale dapprima si spaventa vedendomi emergere dai flutti al suo fianco poi accetta di buon grado le mormore che gli lascio.
Il giorno successivo (sabato), rinuncio a malincuore a quella che sarebbe stata una stupenda albata (mare calmo che riluce come metallo sotto i raggi del sole !) per un calasole con il "ras" della zona, il "quasi-jedi" Sky-Vuzzer, in uno dei suoi posti.
Purtroppo il sodalizio ancorchè occasionale tra un Muppet "carbonifero" come il sottoscritto e uno jedi ("in formazione", ma pur sempre jedi) non deve essere cosa gradita agli dei del mare, perchè mezz' ora prima dell' ora prevista per la mia partenza si scatena una libecciata dell' altro mondo che in pochi minuti scatena una mareggiata sesquipedale.
Subito dopo..."il diluvio universale" che si protrarrà, per lo meno a Giardini, per tutto il pomeriggio.

Risultato: quasi 12 ore filate di congresso senza potermi immergere. A sera tengo due balle grosse come i cubi di cemento del porto di Giardini. Decido che l' indomani, al minimo accenno di scaduta, mi butterò in acqua immantinente...
Da inguaribile ottimista fisso la sveglia alle 05.30. Mi va bene. A quell' ora, dalla mia finestra, il mare non si riesce a vedere ma
dall' eco della risacca che giunge, giudico che che la scaduta sia già in atto .
Mi vesto rapidamente, scendo e raggiungo l' antemurale del porto.
Ennesima constatazione di ciabatte dimenticate, ennesimi santioni, ennesima traversata del "percorso di guerra lavico", ennesime stimmate. Ma finalmente sono in acqua...
Faccio 20 metri all' agguato e improvvisamente...mi trovo un filo di nylon davanti! Ho un flash...è domenica mattina ! Tiro su la testa e: nooooo: l' antemurale pullula di cannisti con canne da lancio. Faccio una rapida indagine topografica e mi accorgo che l' ultimo tratto di diga ancora non colonizzato è quello prospiciente la punta ("deve essere vietatissimo !" penso..) Ma tant' è, se voglio pescare non ho scelta, devo rischiare. Giro al largo delle lenze tese sull' acqua e raggiungo l' estremità del molo, che in effetti è anche il punto più interessante.Qui, come ho già detto, i massoni di cemento muoiono in profondità sul fondo lavico.
Sto abbastanza bene e inizio una serie di tuffi sul filo dei 18-20 metri, con aspetti ripetuti che non portano però a niente, se non
all' individuazione di un branco di piccoli barracuda e all' osservazione di frequenti branchi di cefali. Questi ultimi sono molto spaventati:
delle due l' una: o lo Sky-vuzzer da queste parti ha imperversato tanto da provocare un esaurimento nervoso permanente ai poveri animali, o qualcosa di ancor più pericoloso, per loro, sta girando. Contrariamente a due giorni prima, sono scomparsi i saraghi.
Dopo una decina di tuffi inconcludenti mi accorgo che i cannisti stanno tentando di colonizzare anche il "mio" tratto di scogliera.
A questo punto m' incazzo! Sono arrivato per primo (ho fatto 1000 Km. e ho speso una mezza fortuna in nolo auto per arrivare sin lì!) e ho il diritto di pescarci. I cannisti di malavoglia restano a distanza, anche se si vede lontano un miglio che muoiono dalla voglia di spedirmi i loro piombi da 25 g. sulla testa. Alla fine però il mio settore di pesca è ridotto ad uno strettissimo triangolo isoscele delimitato da lenze di nylon. Desisto....Sparo un cefalo in un branco proprio per non salire a mani vuote e rientro. Spioviggina ma
c' è il sole, per cui, durante il rientro, nuotando sul dorso, mi godo lo spettacolo ineffabile dell' arcobaleno che muore nel golfo.
Avvicino poi un pescatore per regalargli il cefalo e ne approfitto per interrogarlo. Mi dice che ben difficilmente su quel molo avrei incrociato qualcosa di grosso perchè la zona è sin troppo sfruttata (lo avevo intuito). Invece all' interno del porto due giorni prima avevano preso con la canna una spigola di 5 chili. Ciò mi fa rimpiangere di non aver osato di più e di non essermi spinto a pescare su alcuni frangiflutti che avevo visto dentro la baia.... Alle 8.45 mi presento, fresco di doccia, all' ultima tornata dei lavori congressuali.
Alle 12.30, terminato il congresso, sono di nuovo sul piede di guerra. Ho tempo, perchè l' aereo riparte alle 18.30.
Esplorerò una zona tra Giardini e Catania.Non so esattamente cosa troverò e come raggiungerò la zona di pesca, quindi improvviso... Dapprima mi perdo ad Acireale poi mi impelago nelle stradine di Capomolini (la Sicilia è bellissima ma le indicazioni stradali lasciano veramente a desiderare). Infine, quasi per caso, trovo un comodissimo accesso ad un tratto di costa rocciosa davvero invitante.

Il posto è deserto, bellissimo. Scendo in acqua. Il fondale è altrettanto bello della costa ! Provo ad allargarmi verso un paio di roccioni affioranti ma constato subito la presenza di una fortissima corrente verso sud che non ho alcuna voglia di mettermi a contrastare. Rinuncio e decido di rientrare sotto costa e pescare nella schiuma. Integro la piombatura con una pietra infilata in cintura ed inizio. Vedo pesce! Molti saraghi, alcuni belli, ma smaliziatissimi...Inoltre c' è una forte risacca
(il tratto è molto esposto...) e la zavorratura non è ottimale per il tipo di pesca, per cui i saragoni, già di per sè furbissimi, mi dribblano senza problemi. Nonostante tutto sono convinto che prima o poi uno sarei riuscito a prenderlo...se non avessi avuto un aereo su cui salire poche ore dopo, il chè limiterà gioco-forza la durata della pescata.
Poi, ad un certo punto, mentre sono abbarbicato sul fondo in un aspettino, un discreto cefalo mi punta. Lo sparo un attimo prima che un' onda mi sradichi e mi sbatacchi sugli scogli. La scena dev' essere abbastanza comica: il cefalo che si dibatte disperatamente in sagola e il suo catturatore che si dibatte furiosamente per sottrarsi alla risacca.
Risalgo dopo poco più di un' ora, con qualche patema perchè non ho memorizzato il posto da cui sono sceso (questo è un classico per me..) e fatico un pò a ritrovarlo.
La scogliera è ancora deserta per cui ho un problema: a chi sbolognare il cefalo ???
Scarto subito l' idea di portarmelo a Bologna. Non metto più pesce in valigia da quando, di ritorno da un viaggio di pesca, mi persero il bagaglio e me lo riconsegnarono tre giorni dopo (....)
Non oso portarmelo nel bagaglio a mano (agli addetti al controllo potrebbe venire il dubbio che si possa dirottare un aereo...con un cefalo).
Mi salvano dall' imbarazzo due "picciliddri" che si materializzano all' improvviso alla fine del sentierino.
Io gli regalo il pesce e loro in cambio mi fanno una foto (che vi allego..)

Alle 17.00 sono in aeroporto, con la faccia segnata dalla maschera e la muta ancora bagnata che trasuda umidità attraverso la cordura del borsone.
Sostengo con aria di noncuranza gli sguardi interrogativi degli impettiti colleghi in attesa di ripartire per le più svariate destinazioni.
Un bell' arancino caldo e un sontuoso cannolo sostituiranno, per l' occasione, la consueta piadina romagnola....
Alberto Martignani
Muppet Team-Bologna
P.S.: un sentito ringraziamento a Matteo Romano, Alessandro Noro e Carmelo (Smirdo2001) per le info turistico-piscator-culinarie (delle quali purtroppo, per i motivi più svariati, non ho potuto approfittare) e a Davide Scavuzzo (alias"Sky-vuzzer") per il sostegno morale....
Alberto Martignani
Muppet-Team
Bologna