La prima webzine immersa!
 
_Racconti di Pesca
Nato a Lugo (RA) il 14.08.1961, dopo alcuni anni di disciplinato apprendistato sulle coste della natìa Romagna, ha deciso che girare il mondo alla ricerca di sempre nuovi posti ove immergersi dovesse diventare la sua "missione di vita". Come tutti i pescasub pervenuti in età relativamente matura alla  disciplina più bella del mondo, è un entusiasta, eterno principiante un pò jellato.

 

SOTTO IL SEGNO DELLA MEZZALUNA
Parte I: da “banana bay” a “ i tre isolotti” e prime catture !

Fuerteventura ? No !
Libano ?? Neanche !!
Emirati Arabi ??? Macchè !!!
Ormai non ho più dubbi....
La vera Mecca del fancazzismo militante non può che essere la Turchia !
Certo....c’ è Turchia e Turchia....
Quella  a cui faccio riferimento io è l’ unica, vera, ineguagliabile “Turchia del Profetone”...
una specie di Paradiso di Allah in cui vi alzate alle 9 del mattino, fate una ricca colazione a base di  yogurt, omelette, miele, thè turco (molto aromatico), succo d’ arancia, poi cazzeggiate per un’ oretta con gli amici comodamente spaparanzati su cuscinoni imbottiti nello specchio di poppa, vi fate accompagnara con la barca di servizio per una lunga, lunga pescata su fondali magnifici, rientrate, consegnate il cavetto coi pesci al marinaio turco che ve lo restituirà a cena trasformato in sontuosa grigliata...Tutto ciò, ogni giorno che Allah manda in terra, per 3 lunghe, lunghissime settimane........
Certo, neanche con un’ estremo sforzo di fantasia i pelosissimi marinai anatolici (qualcosa a metà tra il Cossu e il Piercarrera) potrebbero essere confusi con due delle “10.000 Urì”del Paradiso di Allah, ma non è che detto che con il tempo non ci si arrivi...:-)))
Partenza da Marmaris  domenica I luglio, a bordo del Karaarslaan III (“leone nero”), caicco di 20 metri dotato di tutti i confort....
Il teatro delle nostre gesta sarà il cosiddetto “Bozburun Yarimadasi” , frastagliata penisola a est di Marmaris separata, da uno stretto canale, dalle isole greche del dodecaneso (Rodi e Simi).
Approdiamo di primissimo mattina a “Banana Bay”, spettacolare insenatura a semiluna incastonata su alte pareti a picco...

 L’ estremità orientale della baia  è delimitata da un isolotto e, al largo di questo, una secca a forma di freccia costituirà l’ obiettivo della nostra prima pescata...
Questa settimana la squadra è ridotta al minimo...Ripartita la numerosa e chiassosa comitiva ladispolana che ha monopolizzato, cappottando allegramente e ripetutamente, la prima delle tre settimane di nolo del caicco, siamo arrivati, a tener bordone al Profetone, io e Vincenzo, romano e pescatore di lungo corso in quel di Anzio... Vincenzo ha un’ altra prerogativa: è un espertissimo cineoperatore subacqueo, ruolo che ricopre anche professionalmente in collaborazione con un noto campione laziale. Ha con sè la propria attrezzatura... L’ ambizioso programma sarebbe quello di fare qualche bella ripresa di pesca da raccogliere magari, a fine vacanza,in un DVD, impresa che ci riuscirà solo in parte...
Profetone ci catechizza: all’ estremità esterna  della secca (vertice della “freccia”) staziona, da anni, su un fondale di 18-20 metri, una colonia di furbissimi dentici. Nell’ impossibilità di effettuare la caduta diretta sul branco, che provocherebbe un fuggi fuggi generale, bisogna tentare una cauta discesa a destra o sinistra del vertice, occultandosi abilmente e sperando che il branco, incuriosito, muova nella nostra direzione. Io e Profetone ci  impegnamo in una serie di tuffi,  prima a destra, poi a sinistra, poi contemporaneamente a destra e a sinistra.....I dentici ci sono ma appaiono indolenti  e  scarsamente interessati ai due loschi figuri che si alternano sul fondo in tenuta mimetica.
Desistiamo e ci distribuiamo, a staffetta , lungo l’ estesissima baia bananomorfa.
Il fondale è estremamente accattivante: pareti a picco che sprofondano nel blu si alternano a franate in 15-20 metri d’ acqua. Purtroppo non gira un pesce e ciò coincide, tragicamente, con quanto constatato dagli sconsolati ladispolani della settimana precedente...
Dopo un’ ora di inutile nuoto pinnato pervengo ad una profonda insenatura scavata nella baia , in fondo alla quale vedo ancorata la nostra barchetta di servizio. Mi ci dirigo a tutta velocità e sto per salirvi allorchè intravvedo, a poca distanza, due sub che, scompostamente, si alternano in una serie di tuffi sul medesimo spot....Che ci fanno, lì, Vincenzo e il Profetone ???? Mi sarei aspettato di incontrarli solo molto più avanti !!!! I due sub mi vedono e iniziano a farmi concitate segnalazioni gestuali...Mi avvicino e capisco...Non sono Vincenzo e Profetone e quella non è la nostra barca !
Sono altri due sub...turchi ! Mi spiegano, in inglese, di aver sparato una grossa cernia (pesce  proibito dalla legislazione  turca, peraltro ampiamente disattesa dai locali..). La cernia si è arroccata in tana e i due non riescono ad estrarla..
Li aiuto volentieri perchè comunque dispiace sempre lasciar morire inutilmente un pesce...Si tratta effettivamente di una bella cernia, almeno 6 chili, in una tana a 16 metri. E’ morta ma il foro
d’ ingresso della tana è minuscolo e il pesce non esce. Provo a cercare un altro ingresso ma non ne trovo. Ci alterniamo nei tuffi nel tentativo di estrarre il pesce e alla fine, quando le speranze sono ormai ridotte al lumicino, uno dei turchi ci riesce. Mi ringraziano per l’ assistenza e proseguo.  Alla fine vengo recuperato dalla nostra barca. Nessuno ha visto pesce interessante, ma il Profetone ha fatto incetta di cefali e skorpion fish (una specie di salpa tropicale dalla livrea cangiante) per il carpaccio serale....  
Lunedi 2 luglio: il caicco è pervenuto, viaggiando, come di consueto, nelle primissime ore del mattino, in località “i tre isolotti” : si tratta di tre grosse isole che si staccano obliquamente, in linea retta, dalla costa: le due più vicine celano allo sguardo la più lontana che risulta l’ unica veramente interessante per la pesca. Vi approdiamo animati delle migliori intenzioni...

Per i primi tuffi il programma prevede che Vincenzo, armato di cinepresa, segua me e il Profetone nella spernza di filmare qualche cattura. Dopo qualche tuffo di riscaldamento perveniamo ad una punta dove, ci dice il Profeti, dovrebbe stazionare una colonia di dotti. Faremo così: io e Profetone scenderemo assieme sino ad un roccione dietro il quale dovrebbero esserci i dotti, io un pò più in alto, sui 17 metri, alla sommità del roccione, il Profeti due metri più in basso, alla base del monolito. Vincenzo ci seguirà a ruota per filmare gli eventi. Giunto al mio appostamento scapolo lentamente la roccia e una visione paradisiaca mi appare: 15-20 dotti dai 2 ai 6 chili volteggiano lenti a mezzacqua,  tranquillamente a tiro. Non mi hanno visto e la situazione è favorevolissima ! Mentre penso a quale sparare, il branco ha un sussulto, verosimilmente allertato da uno di noi tre, e scoda prepotentemente allontanandosi...tranne un singolo esemplare, di buona pezzatura che, seppur guardingo, resta fermo a studiarmi .....Mi acquatto più che posso sperando che si avvicini di quel mezzo metro sufficiente a portarlo a tiro....Niente da fare...Tento allora il tutto per tutto: guadagno una trentina di centimetri spingendomi con braccio sinistro e nel contempo allungo più che posso il braccio armato in direzione del pesce. Scocco il tiro, alla disperata, nell’ esatto momento in cui il dotto sta effettuando un rapido dietro-front per allontanarsi...Se avessi impugnato un’ arma più corta e meno potente non avrei avuto speranze ma il 115 in carbonio con gomme da 21 fa il suo porco dovere e il pesce è colpito in coda dal dietro in avanti e trafitto quel tanto che basta a consentire
l’ apertura della doppia aletta. Il pescione  sprofonda come un missile nel tentativo di intanarsi ma riesco a trattenerlo e a mantenerlo ben lontano dal fondo. Durante il recupero, in lenta risalita, vedo che, nonostante tutto, è preso bene, per cui gigioneggio un pò pavoneggiandomi davanti alla cinepresa di Vincenzo. La sera, davanti ad un bicchiere di Raki ghiacciato, avremo modo di gustarci la registrazione dell’ azione di pesca, magistralmente filmata dal nostro professionalissimo amico...Ovviamente devo ringraziare per la cattura Profetone che, altruisticamente, mi ha ceduto
l’ appostamento migliore.

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Depositato il “lahoz”, di circa 4 chili, in barca, proseguiamo la pescata, separandoci e disseminandoci lungo il perimetro dell’ isolotto e su una secca attigua. Non ci saranno altre catture di rilievo, ma osserveremo a più riprese il transito, sempre a rispettabile distanza, di numerose ricciole...L’ unica, vera, occasione di cattura l’ avrei potuta avere io, ma purtroppo commetto una delle poche (strano ma vero!) muppettate della vacanza: sto scorrendo la mia parte di perimetro col morale alle stelle per la cattura appena effettuato quando, su un ampio gradino roccioso che si stacca dalla parete a picco a 15 metri di profondità, intravvedo qualcosa...Strabuzzo gli occhi cercando di mettere a fuoco. Sembrano....sembrano....sì! Anfore ! Discretamente integre e ben conservate, in apparenza ....Incuriosito ed affascinato mi tuffo e plano mollemente su un autentico tappeto di reperti archeologici. Le anfore sono fratturate e conglomerate tra loro ma la struttura di molte di esse risulta ben conservata...Inizio ad armeggiare attorno ai reperti: non ho ovviamente intenzione di prelevare alcunchè ma solo di curiosare e, magari, “riferire” una volta a casa (mia moglie ha studiato Archeologia alla prestigiosa Università di Heidelberg..)
Per agevolare l’ operazione, ad un certo punto, appoggio il fucile sul fondo...Sto armeggiando quando ho la sensazione come di una presenza inquietante alla mia destra...Giro il capo e, a circa 3 metri, l’ occhio bovino di una grossa ricciola, sicuramente anch’ essa laureata ad Heidelberg, sta a sua volta osservando incuriosito i reperti archeologici...Lo sguardo fisso, come ipnotizzato, sul bestione (15-18 chili, direi, senza esagerare...), allungo la mano a tentoni verso il fucile, ansioso di spiegare all’ esimio il funzionamento di quest’ arma dalle origini ancestrali...Niente da fare,
l’ argomento non lo interessa e si allontana sdegnoso portandosi fuori tiro una frazione di secondo prima che riesca a puntare l’ arbalete.....Maledizione ! Pazienza.....

Dopo la solita pantagruelica pastasciutta di metà giornata e l’ inevitabile siesta decidiamo di tornare in loco per il calasole: forse le ricciole saranno più propense ad avvicinarsi e magari i dentici, che abbiamo intravisto a profondità per noi impraticabili, assommeranno per nutrirsi...
Attraccato il tender in una baietta ci separiamo, disseminandoci a raggiera.
Io mi dirigo a destra con l’ intento di esplorare l’ estesa secca che, in tale direzione, si diparte
dall’ isola. Fatte poche decine di metri una serie di improperi alle mie spalle mi blocca e mi fa tornare sui miei passi ! Che è successo ???? Trovo Vincenzo letteralmente affranto....: ha mancato un’ occasione principesca su un denticione impesabile. Purtroppo Vincenzo ottimo pescasub e profondista, ha un grave problema di vista all’ occhio sinistro, causato da un intervento errato alla retina intercorso sette anni fa...In acqua, soprattutto in condizioni di cattiva illuminazione (in profondità e al calasole), fatica a focalizzare i pesci e ha problemi a valutare le distanze. E’ pertanto accaduto che nel corso di una posta a 22 metri il denticione gli  si sia accostato spavaldo ma lui sia riuscito a focalizzarlo un attimo troppo tardi per effettuare quello che sarebbe stato un tiro facile e dasll’ esito quasi sicuramente positivo...
Nel frattempo Profetone, tomo-tomo cacchio-cacchio, si è allontanato  verso l’ estremità opposta
dell’ isola... Lo vedremo rientrare un’ ora emmezzo dopo , sorridente, con una lunga appendice iridescente che fluttua dietro al pallone....Racconta di aver esplorato una bella franata a 12 metri che aveva trovato deserta al mattino ma che l’ anno precedente gli aveva invece fornito 5 chili di dentuta soddisfazione ! Questa volta, al primo aspetto, era stato letteralmente aggredito da un nutrito banco di dentici. Con calma, aveva  scelto l’ animale più grosso (qualcosa più di 4 chili) fulminandolo con un tiro precisissimo. Recuperato velocemente il pesce aveva effettuato un altro tuffo. Il branco era tornato, un pò più guardingo, ma era comunque riuscito a “impallinare” un altro esemplare, di 2 chili circa.

Torniamo soddisfatti.... Occasione mancata di Vincenzo a parte, in una sola giornata abbiamo già preso di gran lunga più pesce dei nostri predecessori in tutta la settimana scorsa !

Continua...
Alberto Martignani
Muppet Team
Bologna

 

 

 


 

Di Alberto Martignanii abbiamo pubblicato
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