A zonzo per
Zante (26/09-02/10/2004)- Parte Seconda
Giovedi. Siamo a
metà della programmata settimana di pesca a Zante. Il nostro
mentore Mario è sfiancato. Ci implora di rinunciare all' albata
e noi a malincuore accondiscendiamo, non prima di esserci fatti
promettere che ci porterà a pesca nel pomeriggio. La mattinata
la passiamo nella capitale Zakintos a fare un pò di shopping: io
mi farò alleggerire di 120 € per l' acquisto di un' icona che l'
astuto negoziante giura essere dei primi del
novecento....mah....Mario riesce a procrastinare
l' uscita sino
alle 17.00, poi deve cedere e ci accompagna...."Cimino" và ai
"Topi", gruppetto di isolette rocciose a trecento metri dalla
costa. Io vengo scaricato sulla solita secca al largo strapiena
di dentici (a sentire Mario...). Mario andrà a fare una
pescatina tranquilla attorno al porto di Zakintos, "a prendere
qualche spigola", poi tornerà a prelevarci poco prima del
tramonto....Stò due ore a spolmonarmi sulla secca "piena di
dentici" prendendo solo un saraghetto, poi comincio ad alzare la
testa alla ricerca del gommone. Non vedo mezzi nautici ma
lontano, ai Topi, vedo una figura massiccia in costume che si
sbraccia nella mia direzione: la raggiungo a forza di
pinne....E' il povero Mario che mi racconta le sue
vicissitudini: poco dopo averci lasciato in acqua, la precaria
riparazione effettuata il giorno addietro alla timoneria del
gommone ha ceduto di schianto e definitivamente. Così ha dovuto
raggiungere timonando a mano un vicino porticciolo dove ha
telefonato ad un amico che lo è venuto a prelevare
accompagnandolo al porto d' ingresso. Qui ha potuto recuperare
furgone e carrello e con quelli tornare a salpare il gommone in
avaria dal suo attracco d' emergenza. Rimaneva un piccolo
problema irrisolto...come recuperere noi ??? L' unica soluzione
possibile era gettarsi da terra e raggiungere a nuoto i Topi da
cui avvertire me e "Cimino" della disavventura occorsagli.
Rientriamo quindi a nuoto tutti e tre ben oltre il tramonto....
Venerdì. Io e
"Cimino" abbiamo deciso, per la nostra e sua incolumità, di
lasciar riposare Mario e di scendere da soli da terra.
Cappotteremo, ma almeno passeremo una mattinata tranquilla....Al
canto del gallo però anche "Cimino" dà forfait, adducendo futili
motivi (un "inizio di raffreddore"). In realtà la prospettiva di
un nuovo cappotto non lo alletta !!! Vado quindi da solo, in una
zona a sinistra del porto di Zakintos, dove ci sarebbe uno
sbocco d' acqua dolce e un moletto sommerso che protrude per un
paio di centinaia di metri verso il mare aperto...Il posto,
ovviamente, "pullula di spigole", a sentire Mario. Il mare è
mosso e l' acqua torbidina e probabilmente solo per questo
riesco a vedere un pò di pesce : metterò a paiolo due saragotti
decenti e una bella mormora. Spigole neanche l' ombra a meno di
non voler chiamare "spigola" l' esserino spaurito, lungo una
decina di centimetri , che vedo ad un certo punto ballonzolare
nella risacca....
Al rientro Mario
mi accoglie con un "allora...quante ne hai prese ?" ed io debbo
compiere uno sforzo sovrumano per non perdere per la seconda
volta nella vacanza il mio "self-control" britannico e mandarlo
aff....ehm....a quel paese...
Il primo
pomeriggio è dedicato alla riparazione della timoneria del
gommone, completata, non senza difficoltà e smoccolamenti vari,
nella caotica mini-officina di Mario.
Alle 17 abbiamo
finito e possiamo andare a pesca. Scenderemo da terra. Mario dà
forfait ma dice che ci accompagnerà a vedere un paio di posti
nuovi.
Ammaestrato dalle
"debacle" precedenti non ci dice più che la spigola è sicura ma
"altamente probabile". Noi andiamo con l' utilitaria presa a
nolo e Mario ci precede in motorino per farci vedere i posti. Fa
scendere "Cimino" da un porticciolo da cui lui a nuoto dovrà
raggiungere quello successivo, da cui scenderò invece io. Ci
ritroveremo lì al tramonto e rientreremo poi insieme in auto. Il
programma sulla carta non fa una grinza, peccato che io,
rientrato poco prima del buio dopo un altro semicappotto (solo
una mormora sui quattro etti..) non trovi "Cimino" ad aspettarmi
come speravo. Aspetta che ti aspetta "Cimino" non si vede. Passa
una buona mezzora, fa ormai buio pesto e "Cimino" non risale. L'
inquietudine si sta ormai trasformando in disperazione quando
vedo l' amico materializzarsi, smoccolante, dall' oscurità. con
un sarago e un cefalo in cintura. Sta, come si suol dire,
"tirando giù tutti i Santi dal Paradiso" e indovinate all'
indirizzo di chi sono le sue rimostranze ???? E' successo che il
primo porticciolo in realtà distava dal secondo un' enormità e
"Cimino" ha dovuto compiere un' autentica maratona per
raggiungere la sua destinazione finale, finendo per pescare solo
a piccoli tratti.
Sabato: è il
giorno della partenza ! Non vi sono più voli, nell' isola, da e
per l' Italia, per cui il rientro dovrà forzatamente avvenire
via mare: in pulmann e ferry boat sino a Patrasso e da qui in
traghetto sino ad Ancona dove qualcuno, si spera, ci verrà a
raccattare. La partenza della corriera è prevista da Zakintos alle
14.30.
Mario la sera
prima ha insistito per portarci a pesca, questa mattina. Vuole
assolutamente farci rientrare in Italia con il ricordo di
qualche bella cattura. Noi siamo un pò titubanti...vi sarete
accorti da quanto scritto sinora che Mario è simpaticissimo e
volenteroso, ma che, insomma, puntualità e precisione non sono
tra le sue doti principali. Il rischio che ci faccia perdere
corriera e traghetto è reale ! Alla fine ci facciamo
convincere. Il rendez-vous è previsto al ristorante per le 6.40
ma alle 6.50 Mario non si è ancora fatto vedere. Lo andiamo a
prelevare a casa e lo troviamo che dorme della grossa. Lo
sbattiamo giù dal letto senza tanti complimenti. Si scusa
dicendo che la sera prima ha avuto molta gente al ristorante
e ha potuto andare a letto non prima delle due (i Greci cenano
notoriamente molto tardi...). Ci offriamo di rinunciare all'
uscita, ma lui insiste... Andiamo a Keri, località a sud, sulla
carta molto pescosa. Entriamo in acqua alle 8.30 e ci
ripromettiamo di pescare sino a non oltre le 10.30 per poter
godere di un rientro sufficientemente comodo, tale da non
mettere a rischio la possibilità di prendere la corriera. Mario
resterà sul gommone a farci da barcaiolo (in realtà a dormire !)
Io decido di
sfruttare l' allenamento e il fiato ormai ottimali a questo
punto della stagione per qualche tuffarello un pò più fondino
del solito, diciamo sui 20-22 metri. La speranza è ovviamente
quella di incocciare un dentice, come capitatomi qualche giorno
prima. Purtroppo lo sviluppo della costa mi obbliga spesso a
compiere gli aspetti contro-sole, e questo penso pregiudichi le
mie possibilità di successo. Nell' unico tuffo in cui riesco a
vedere i dentici (pesci peraltro non enormi), questi si terranno
infatti sempre a rispettosa distanza. Ad un certo punto sono
appostato a 20 metri quando poco avanti e sotto a me vedo una
cernia sui 4-5 chili che mi scruta da dietro uno scoglio poi
gira lenta su se stessa e sfila via. Repentinamente la seguo
sperando di vederla ancora dietro allo scoglio. Niente da fare,
si è infilata in uno dei tanti buchi presenti. Un rapido sguardo
al profondimetro: cribbio ! 27.7 metri ! Un pò troppo, e poi la
ricerca in tana non è nelle mie corde. Anche se mi sento bene
decido di risalire e di rinunciare, ripromettendomi nei tuffi
successivi di non esagerare con profondità per le quali non
mi considero, ancora, "tarato".
Ci sono in giro un
pò di saraghi e visto che i dentici latitano e le cernie sono
probabilmente troppo furbe per me decido di prenderne qualcuno.
I primi due tentativi esitano in altrettante, colossali padelle,
che mi fanno uscire dallo stato di grazia interiore in cui mi
trovavo grazie a quei bei tuffi fondi che avevo fatto.
Il terzo, il più
grosso, lo prendo, a 14 metri, ma il satanasso, insagolato,
fugge in tana. Come al solito, quando non sono sicuro del tiro,
dò mulinello e lascio sfogare il pesce insagolato, il quale
generalmente ne approfitta combinandone di tutti i colori.
Questo è particolarmente originale perchè, sotto un lastrone,
inizia a girare vorticosamente attorno ad una specie di
stalattite ingarbugliando orrendamente la sagola. Sto già
meditando di tagliare tutto quando il tapino decide di
agevolarmi iniziando a vorticare nella direzione opposta alla
precedente, sgarbugliandosi da solo. Lo ringrazio e lo metto in
saccoccia !
Restano venti
minuti e decido di spenderli nei pressi di una punta alla cui
base vedo alcuni massoni appoggiati sulla sabbia. Scendo e vedo
sul fondo girellare alcuni saraghi poi improvvisamente, sì, una
cernia, e finalmente a tiro ! Sparo d' istinto, in caduta,
mentre quella si accinge a partire e.....noooo!!! Mancata !! Di
pochissimo ma mancata...
Che tristezza...finire
la vacanza con una padella su un pesce importante e per me
assolutamente inusitato.....Decido di fare ancora un tentativo.
Non ho visto il pesce allontanarsi dal lastrone e spero che
possa essere ancora lì da qualche parte. La profondità è di
assoluta tranquillità, 16 metri. Mi ventilo bene e mi tuffo
iniziando ad esplorare spacca per spacca. La mancanza della
torcia mi penalizza non poco ma poi, al terzo buco che esploro,
eccola ! E' messa di coda ed è lontana ma il buco è abbastanza
grande e decido di provarci. La sparo da dietro cercando di
spiedarla. Sono agli sgoccioli col fiato e risalgo mettendola in
trazione. Nel frattempo Mario è venuto a prelevarmi come
convenuto. Mi faccio dare l' OMER 86 e scendo a controllare la
situazione. Il pesce è immobile in fondo alla tana ma di li
faccio fatica a tirarlo fuori e non voglio forzare la sagola.
Aggiro il lastrone e trovo un' altra apertura da cui riesco
agevolmente ad estrarre la cernia apparentemente fulminata. Per
sicurezza la doppio con l' OMER, taglio la sagola del mio fucile
e risalgo con il bottino. E' una cernia di 4 chili (sentenzierà
più tardi la bilancia del ristorante), certo non enorme, ma
tutto è relativo, io cernie non ne prendo mai e per me è quindi
un bel pesce.
Andiamo a
prelevare "Cimino", anche lui contento perchè ha preso all'
agguato tre bei saraghi e viaggiamo più veloci della luce e in
perfetto orario verso il porticciolo. Tutti contenti, noi perchè
abbiamo finalmente preso bei pesci, Mario perchè finalmente è
riuscito a farceli prendere.
Sembra andare
tutto per il meglio quando ecco...l' imponderabile: il motore fà
un pernacchietto e smette di funzionare. Prova che ti riprova
non riusciamo a farlo ripartire se non a tratti ma comunque non
tiene il gas e si rispegne subito. Insomma, siamo in avaria ben
lontani dalla costa e dal porticciolo di partenza. E, quel che
più conta, abbiamo un pullman da prendere di lì a tre ore!
Individuiamo in lontananza un piccolo natante e cominciamo a
sbracciarci come ossessi per attirare l' attenzione degli
occupanti. Questi dapprima credono che li stiamo salutando e
rispondono al saluto, poi capiscono e vengono in nostro aiuto.
Sono inglesi in vacanza che hanno noleggiato una barchetta per
fare un giro. Lei è una deliziosa biondina, lui un signore
attempato simpatico
(il padre ? Il
marito?). Si offrono di buon grado di aiutarci e ci prendono a
rimorchio in direzione del porto. L' andatura è però
esasperatamente lenta e la possibilità di rientrare in tempo
seriamente compromessa. Mario e "Cimino" armeggiano
laboriosamente attorno al motore smontando e rimontando pezzi e
finalmente trovano il guasto : la pompa crepata ! (beh, certo,
il gommone di Mario è "come nuovo!").
Riusciamo a
ripartire, dopo aver ringraziato gli Inglesi e lasciato a loro
un biglietto da visita de "Le Maschere", il ristorante di Mario,
dove saranno graditi ospiti non paganti.
Siamo comunque in
grave ritardo e le operazioni di preparazione dei bagagli
quanto mai concitate: le mute finiscono in valigia ancora umide
e puteolenti !!
Mario ci
abbraccia, ci bacia, ci ringrazia per la visita, si commuove
accomiatandosi dall' amico "Cimino" e si fa promettere che
torneremo a trovarlo, magari a febbraio, "...il mese migliore
per le spigole!!! "
Alle 19.00 siamo
sulla nave della Super-Fast Ferries per Ancona dove arriveremo
alle 16.30 di domenica.
Ho con me il PC
portatile e ammazzerò il tempo sulla nave scrivendo la cronaca
di queste vicende, comunque da ricordare con piacere, come tutte
le avventure trascorse in mare assieme a buoni amici......
Alberto Martignani
Muppet
Team-Bologna