Home | Chi siamo | Contatti | Link | Sicurezza | Sponsor
Gallery | Circoli e corsi | Fai da te | Attrezzature | Shop
La prima webzine immersa!
 
_Racconti di Pesca
Nato a Lugo (RA) il 14.08.1961, dopo alcuni anni di disciplinato apprendistato sulle coste della natìa Romagna, ha deciso che girare il mondo alla ricerca di sempre nuovi posti ove immergersi dovesse diventare la sua "missione di vita". Come tutti i pescasub pervenuti in età relativamente matura alla  disciplina più bella del mondo, è un entusiasta, eterno principiante un pò jellato.

A zonzo per Zante (26/09-02/10/2004)- Parte Seconda

 

 

Giovedi. Siamo a metà della programmata settimana di pesca a Zante. Il nostro mentore Mario è sfiancato. Ci implora di rinunciare all' albata e noi a malincuore accondiscendiamo, non prima di esserci fatti promettere che ci porterà a pesca nel pomeriggio. La mattinata la passiamo nella capitale Zakintos a fare un pò di shopping: io mi farò alleggerire di 120 € per l' acquisto di un' icona che l' astuto negoziante giura essere dei primi del novecento....mah....Mario riesce a procrastinare

l' uscita sino alle 17.00, poi deve cedere e ci accompagna...."Cimino" và ai "Topi", gruppetto di isolette rocciose a trecento metri dalla costa. Io vengo scaricato sulla solita secca al largo strapiena di dentici (a sentire Mario...). Mario andrà a fare una pescatina tranquilla attorno al porto di Zakintos, "a prendere qualche spigola", poi tornerà a prelevarci poco prima del tramonto....Stò due ore a spolmonarmi sulla secca "piena di dentici" prendendo solo un saraghetto, poi comincio ad alzare la testa alla ricerca del gommone. Non vedo mezzi nautici ma lontano, ai Topi, vedo una figura massiccia in costume che si sbraccia nella mia direzione: la raggiungo a forza di pinne....E' il povero Mario che mi racconta le sue vicissitudini: poco dopo averci lasciato in acqua, la precaria riparazione effettuata il giorno addietro alla timoneria del gommone ha ceduto di schianto e definitivamente. Così ha dovuto raggiungere timonando a mano un vicino porticciolo dove ha telefonato ad un amico che lo è venuto a prelevare accompagnandolo al porto d' ingresso. Qui ha potuto recuperare furgone e carrello e con quelli  tornare a salpare il gommone in avaria dal suo attracco d' emergenza. Rimaneva un piccolo problema irrisolto...come recuperere noi ??? L' unica soluzione possibile era gettarsi da terra e raggiungere a nuoto i Topi da cui avvertire me e "Cimino" della disavventura occorsagli. Rientriamo quindi a nuoto tutti e tre ben oltre il tramonto....

 

1

 

Venerdì. Io e "Cimino" abbiamo deciso, per la nostra e sua incolumità, di lasciar riposare Mario e di scendere da soli da terra. Cappotteremo, ma almeno passeremo una mattinata tranquilla....Al canto del gallo però anche "Cimino" dà forfait, adducendo futili motivi (un "inizio di raffreddore"). In realtà la prospettiva di un nuovo cappotto non lo alletta !!! Vado quindi da solo, in una zona a sinistra del porto di Zakintos, dove ci sarebbe uno sbocco d' acqua dolce e un moletto sommerso che protrude per un paio di centinaia di metri verso il mare aperto...Il posto, ovviamente, "pullula di spigole", a sentire Mario. Il mare è mosso e l' acqua torbidina e probabilmente solo per questo riesco a vedere un pò di pesce : metterò a paiolo due saragotti decenti e una bella mormora. Spigole neanche l' ombra a meno di non voler chiamare "spigola" l' esserino spaurito, lungo una decina di centimetri , che vedo ad un certo punto ballonzolare nella risacca.... 

Al rientro Mario mi accoglie con un "allora...quante ne hai prese ?" ed io debbo compiere uno sforzo sovrumano per non perdere per la seconda volta nella vacanza il mio "self-control" britannico e mandarlo aff....ehm....a quel paese...

Il primo pomeriggio è dedicato alla riparazione della timoneria del gommone, completata, non senza difficoltà e smoccolamenti vari, nella caotica mini-officina di Mario.

Alle 17 abbiamo finito e possiamo andare a pesca. Scenderemo da terra. Mario dà forfait ma dice che ci accompagnerà a vedere un paio di posti nuovi.

Ammaestrato dalle "debacle" precedenti non ci dice più che la spigola è sicura ma "altamente probabile". Noi andiamo con l' utilitaria presa a nolo e Mario ci precede in motorino per farci vedere i posti. Fa scendere "Cimino" da un porticciolo da cui lui a nuoto dovrà raggiungere quello successivo, da cui scenderò invece io. Ci ritroveremo lì al tramonto e rientreremo poi insieme in auto. Il programma sulla carta non fa una grinza, peccato che io, rientrato poco prima del buio dopo un altro semicappotto (solo una mormora sui quattro etti..) non trovi "Cimino" ad aspettarmi come speravo. Aspetta che ti aspetta "Cimino" non si vede. Passa una buona mezzora, fa ormai buio pesto e "Cimino" non risale. L' inquietudine si sta ormai trasformando in disperazione quando vedo l' amico  materializzarsi, smoccolante, dall' oscurità. con un sarago e un cefalo in cintura. Sta, come si suol dire, "tirando giù tutti i Santi dal Paradiso" e indovinate all' indirizzo di chi sono le sue rimostranze ???? E' successo che il primo porticciolo in realtà distava dal secondo un' enormità e "Cimino" ha dovuto compiere un' autentica maratona per raggiungere la sua destinazione finale, finendo per pescare solo a piccoli tratti.

 

Sabato: è il giorno della partenza ! Non vi sono più voli, nell' isola, da e per l' Italia, per cui il rientro dovrà forzatamente avvenire via mare: in pulmann e ferry boat sino a Patrasso e da qui in traghetto sino ad Ancona dove qualcuno, si spera, ci verrà a raccattare. La partenza della corriera è prevista da Zakintos alle 14.30.

Mario la sera prima ha insistito per portarci a pesca, questa mattina. Vuole assolutamente farci rientrare in Italia con il ricordo di qualche bella cattura. Noi siamo un pò titubanti...vi sarete accorti da quanto scritto sinora che Mario è simpaticissimo e volenteroso, ma che, insomma, puntualità e precisione non sono tra le sue doti principali. Il rischio che ci faccia perdere corriera e traghetto è reale !  Alla fine ci facciamo convincere. Il rendez-vous è previsto al ristorante per le 6.40 ma alle 6.50 Mario non si è ancora fatto vedere. Lo andiamo a prelevare a casa e lo troviamo che dorme della grossa. Lo sbattiamo giù dal letto senza tanti complimenti. Si scusa dicendo che la sera prima ha avuto molta gente al ristorante e ha potuto andare a letto non prima delle due (i Greci cenano notoriamente molto tardi...). Ci offriamo di rinunciare all' uscita, ma lui insiste... Andiamo a Keri, località a sud, sulla carta molto pescosa. Entriamo in acqua alle 8.30 e ci ripromettiamo di pescare sino a non oltre le 10.30 per poter godere di un rientro sufficientemente comodo, tale da non mettere a rischio la possibilità di prendere la corriera. Mario resterà sul gommone a farci da barcaiolo (in realtà a dormire !)

Io decido di sfruttare l' allenamento e il fiato ormai ottimali a questo punto della stagione per qualche tuffarello un pò più fondino del solito, diciamo sui 20-22 metri. La speranza è ovviamente quella di incocciare  un dentice, come capitatomi qualche giorno prima. Purtroppo lo sviluppo della costa mi obbliga spesso a compiere gli aspetti contro-sole, e questo penso pregiudichi le mie possibilità di successo. Nell' unico tuffo in cui riesco a vedere i dentici (pesci peraltro non enormi), questi si terranno infatti sempre a rispettosa distanza. Ad un certo punto sono appostato a 20 metri quando poco avanti  e sotto a me vedo una cernia sui 4-5 chili che mi scruta da dietro uno scoglio poi gira lenta su se stessa e sfila via. Repentinamente la seguo sperando di vederla ancora dietro allo scoglio. Niente da fare, si è infilata in uno dei tanti buchi presenti. Un rapido sguardo al profondimetro: cribbio ! 27.7 metri ! Un pò troppo, e poi la ricerca in tana non è nelle mie corde. Anche se mi sento  bene decido di risalire e di rinunciare, ripromettendomi nei tuffi successivi di non esagerare con profondità per le quali non mi considero, ancora, "tarato".

Ci sono in giro un pò di saraghi e visto che i dentici latitano e le cernie sono probabilmente troppo furbe per me decido di prenderne qualcuno.  I primi due tentativi esitano in altrettante, colossali padelle, che mi fanno uscire dallo stato di grazia interiore in cui mi trovavo grazie a quei bei tuffi fondi che avevo fatto. 

Il terzo, il più grosso, lo prendo, a 14 metri, ma il satanasso, insagolato, fugge in tana. Come al solito, quando non sono sicuro del tiro, dò mulinello e lascio sfogare il pesce insagolato, il quale generalmente ne approfitta combinandone di tutti i colori. Questo è particolarmente originale perchè, sotto un lastrone, inizia a girare vorticosamente attorno ad una specie di stalattite ingarbugliando orrendamente la sagola. Sto già meditando di tagliare tutto quando il tapino decide di agevolarmi iniziando a vorticare nella direzione opposta alla precedente, sgarbugliandosi da solo. Lo ringrazio e lo metto in saccoccia !

Restano venti minuti e decido di spenderli nei pressi di una punta  alla cui base vedo alcuni massoni appoggiati sulla sabbia. Scendo e vedo sul fondo girellare alcuni saraghi poi improvvisamente, sì, una cernia, e finalmente a tiro ! Sparo d' istinto, in caduta, mentre quella si accinge a partire e.....noooo!!! Mancata !! Di pochissimo ma mancata...

Che tristezza...finire la vacanza con una padella su un pesce importante e per me assolutamente inusitato.....Decido di fare ancora un tentativo. Non ho visto il pesce allontanarsi dal lastrone e spero che possa essere ancora lì da qualche parte. La profondità è di assoluta tranquillità, 16 metri. Mi ventilo bene e mi tuffo iniziando ad esplorare spacca per spacca. La mancanza della torcia mi penalizza non poco ma poi, al terzo buco che esploro, eccola ! E' messa di coda ed è lontana ma il buco è abbastanza grande e decido di provarci. La sparo da dietro cercando di spiedarla. Sono agli sgoccioli col fiato e risalgo mettendola in trazione. Nel frattempo Mario è venuto a prelevarmi come convenuto. Mi faccio dare l' OMER 86 e scendo a controllare la situazione. Il pesce è immobile in fondo alla tana ma di li faccio fatica a tirarlo fuori e non voglio forzare la sagola. Aggiro il lastrone e trovo un' altra apertura da cui riesco agevolmente ad estrarre la cernia apparentemente fulminata. Per sicurezza la doppio con l' OMER, taglio la sagola del mio fucile e risalgo con il bottino. E' una cernia di 4 chili (sentenzierà più tardi la  bilancia del ristorante), certo non enorme,  ma tutto è relativo, io cernie non ne prendo mai e per me è quindi un bel pesce.

 

2

Andiamo a prelevare "Cimino", anche lui contento perchè ha preso all' agguato tre bei saraghi e viaggiamo più veloci della luce e in perfetto orario verso il porticciolo. Tutti contenti, noi perchè abbiamo finalmente preso bei pesci, Mario perchè finalmente è riuscito a farceli prendere.

Sembra andare tutto per il meglio quando ecco...l' imponderabile: il motore fà un pernacchietto e smette di funzionare. Prova che ti riprova non riusciamo a farlo ripartire se non a tratti ma comunque non tiene il gas e si rispegne subito. Insomma, siamo in avaria ben lontani dalla costa e dal porticciolo di partenza.  E, quel che più conta, abbiamo un pullman da prendere di lì a tre ore! Individuiamo in lontananza un piccolo natante e cominciamo a sbracciarci come ossessi per attirare l' attenzione degli occupanti. Questi dapprima credono che li stiamo salutando e rispondono al saluto, poi capiscono e vengono in nostro aiuto. Sono inglesi in vacanza che hanno noleggiato una  barchetta per fare un giro. Lei è una deliziosa biondina, lui un signore attempato simpatico

(il padre ? Il marito?). Si offrono di buon grado di aiutarci e ci prendono a rimorchio in direzione del porto. L' andatura è però esasperatamente lenta e la possibilità di rientrare in tempo seriamente compromessa. Mario e "Cimino" armeggiano laboriosamente attorno al motore smontando e rimontando pezzi e finalmente trovano il guasto : la pompa crepata ! (beh, certo, il gommone di Mario è "come nuovo!").

Riusciamo a ripartire, dopo aver ringraziato gli Inglesi e lasciato a loro un biglietto da visita de "Le Maschere", il ristorante di Mario, dove saranno graditi ospiti non paganti.

Siamo comunque in grave  ritardo e le operazioni di preparazione dei bagagli quanto mai concitate: le mute finiscono in valigia ancora umide e puteolenti !!

Mario ci abbraccia, ci bacia, ci ringrazia per la visita, si commuove accomiatandosi dall' amico "Cimino" e si fa promettere che torneremo a trovarlo, magari a febbraio, "...il mese migliore per le spigole!!! "

Alle 19.00 siamo sulla nave della Super-Fast Ferries per Ancona dove arriveremo alle 16.30 di domenica.

Ho con me il PC portatile e ammazzerò il tempo sulla nave scrivendo la cronaca di queste vicende, comunque da ricordare con piacere, come tutte le avventure trascorse in mare assieme a buoni amici......

 

 

  4

 

 

 

 

Alberto Martignani

Muppet Team-Bologna

    

 

 

 

 

 

Di Alberto Martignanii abbiamo pubblicato
_Sponsor
Home | Chi siamo | Contatti | Link | Sicurezza | Sponsor | Gallery | Circoli e corsi | Fai a te | Attrezzature | Shop


BluWorld © 2007
BluWorld ® è un marchio registrato di proprietà di Giangiorgio Bettin. Tutto il materiale pubblicato nel sito, salvo diversa indicazione, è dei rispettivi autori. E' vietata la ripubblicazione anche parziale dei contenuti testuali e/o delle immagini del sito senza autorizzazione scritta.