Caricare l'arbalete
Gli elastici sono il motore dell'arbalete, ed hanno diametri, lunghezze e mescole diverse. La casa monta, in genere, degli elastici adatti al tipo di arbalete, quindi adatti per imprimere all'asta una velocità adatta a non compromettere l'equilibrio dell'insieme. Una gomma da 16 o 17 millimetri che abbia 30/35 kg. di spinta, non sarà difficile da caricare, mentre un elastico da 20/21 mm. o più corto di quello di serie potrebbe mettere in difficoltà i meno esperti.
Prima di procedere, verifichiamo attentamente che l’asta sia agganciata in modo stabile al dente di sgancio e che non si liberi spontaneamente appena agganciate le gomme.
Il monofilo dell'asta deve essere accuratamente disposto con spire ordinate ed in leggera tensione
Una volta posizionata correttamente l'asta si deve appoggiare comodamente il calcio o l'appoggio di carico.
I pescatori non altissimi o che utilizzano arbalete molto lunghi sono pressochè costretti ad appoggiare nella zona addominale, poco sopra la cintura di zavorra.
Si deve quindi procedere ad impugnare l’archetto che unisce le gomme, e ad impugnare prima un elastico e poi l’altro.
Quando si carica un arbalete è indispensabile indossare un buon paio di guanti antitaglio, perché se sfugge la presa sull’ogiva o, peggio, si rompe l'archetto, c’è il rischio di ferirsi anche in modo grave alle mani.
Quando l’arbalete è posizionato in modo stabile si proce al caricamento.
Si impugnano gli elastici nel modo più comodo possibile e si aggancia l'archetto alla prima tacca.

Si sposta l'appoggio sullo sterno che sarà opportunamento protetto dal cuscinetto di carico sulla muta (utilissimo, quasi indispensabile) e si completa il caricamento.


Nei casi più difficili questa metodica di trazione può aiutarvi a raggiungere il risultato.




Con questo sistema, si impegnano un maggior numero di muscoli, in particolare i muscoli dorsali ed i deltoidi contribuiranno alla trazione finale in modo determinante.
Adoperando esclusivamente le braccia, quindi i bicipiti e i tricipiti, come nel primo esempio, non potremmo tirare con la stessa forza.
Il seguente schema mostra i muscoli impegnati con le due diverse tecniche.
