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  _Test pinne C4 Wahoo - di Emanuele Zara  
     
     
   
 

 
         

Pinne C4 Wahoo 09 Brown - prova comparativa con e senza water rails

L’oggetto del test che ho eseguito è una prova comparativa tra la nuova versione delle pinne C4 versione Wahoo 09 Brown e lo stesso paio di pinne con pala in plastica prive dei profili laterali di canalizzazione, i Water-Rails.
Il titolare della C4 mi ha spedito qualche mese fa la coppia di attrezzi invitandomi a effettuare questo test comparativo e devo ammettere che sono stato assalito da un sentimento di grande curiosità al ricevimento della merce.

La C4 che ripropone una nuova pala in plastica, ma cosa ci sarà di migliorativo rispetto le precedenti versioni- mi sono subito detto-?. Sarà diverso solo il colore? Troppo banale conoscendo la genialità del progettista. Cambiato il grado di durezza della gomma? Diverso il grado di flessione della pala? Assai più probabile come deduzione logica….

   
 

L’unica possibilità di scoprire il mistero è stato recarsi al mare, e pinneggiare il più possibile, cercando di mantenere uno spirito critico e la massima sensibilità alla questione. Una prova che ha richiesto un discreto tempo di operatività per approfondire il tema ma che sin dal primo giorno di tests, dai primi istanti, ha mostrato chiaramente la differenza di comportamento tra le due pinne.
Sono andato a pescare numerose volte con le Wahoo 09 ai piedi, le ho intercambiate con la versione “nuda”, con molte altre pinne classiche e modelli “speciali”di ultimissima generazione.

Le pinne C4, nonostante siano i componenti entry level dell’azienda di Airuno si difendono alla grande e mostrano il loro eccellente pedigree. Dopo anni passati a calzare quasi esclusivamente pinne C4 in tutte le loro evoluzioni ho capito l’importanza dei profili di guida incollati a lato delle pale lunghe da apnea ma devo anche ammettere che l’invenzione di questi Water Rail parabolici ha alzato l’asticella.
E l’ha elevata di molto rispetto alla concorrenza... Cosa cambia in queste Wahoo 09? Innanzitutto la versione del 2009 delle Wahoo già dal lato estetico mostra una colorazione accattivante poiché tutti i componenti della pinna, scarpetta Mustang, nuova pala Brown, Water Rails, con esclusione del laccio di chiusura e complesso viti inox e bottoni controlaterali neri, appaiono di una bella tinta marrone, un colore che contribuisce a un discorso mimetico integrale e al sottoscritto piace particolarmente.

Ma, naturalmente, non è la bellezza che deve far propendere all’acquisto di un componente impiegato per migliorare le proprie prestazioni in mare. Le nuove Wahoo 09 sono costruite con nuovi materiali, mescole di elastomero e di polimero di ultima generazione. Pinne con pala in plastica dal rapporto qualità/prezzo assolutamente vantaggioso e altamente raccomandabili a tutti coloro che vogliono entrare in una nuova dimensione di nuoto visto i prezzi simili ad altre pinne in plastica del mercato che non vantano queste caratteristiche.

La calzata ergonomica.

Lo stampaggio della scarpetta anatomica, differenziata destra e sinistra, in gomma termoplastica a spessore differenziato, è in durezza shore A 55 (precedentemente era un sh A 60), allungamento a rottura 900 %.

Una mescola che al tatto, e alla calzata è percepita come molto più cedevole e morbida rispetto a quella della calzata Mustang versione 2007. Le ho trovate, addirittura, davvero troppo soffici per i miei gusti, ho telefonato subito a Bonfanti per chiedergli lumi in merito e lui mi ha detto di verificare la calzata dopo qualche tempo di stagionatura perché la termogomma si sarebbe stabilizzata ancora, le mie scarpette erano fresche di stampaggio.
Confermo che a distanza di qualche settimana la durezza della scarpa C4 è appena variata, ora è sempre confortevole, delicata, ma sul piede la sento meno morbida e più “tecnica” nel bloccarmi l’arto inferiore che nei primi giorni. Un compromesso che trovo eccellente visto che io mi sono abituato a non legare il laccetto sul tutto il collo del piede ma ho creato un semplice fiocchetto solo nei primi due passaggi. Con la scarpetta troppo morbida disperdevo un po troppa energia all’atto della calzata, ora mi accorgo che ho riequilibrato perfettamente il delicatissimo settore mantenimento confort / ottimizzazione trasmissione osteomuscolare. La pala. Riguardo la pala Wahoo 09 Brown è stato usato un polimero chiamato Tenax–R, con eccellenti doti di infrangibilità.

La forma dello stampo ha comportato una sezione a spessore differenziato con un maggiore apporto nel centro e sulla coda della pala, uno minore sui lati e sulla punta.

Questa dimensione si può intravedere anche ad occhio nel senso che se si pone la pala C4 davanti a una fonte di luce si noterà maggiore trasparenza sul perimetro e sul puntale, più opacità nel settore mediale.

Una soluzione ideata per far flettere la pala in maniera parabolica sin dall’inizio della pala I Water-Rails sovrastampati a fianco della pala Wahoo 09 sono simili a quelli delle Mustang prima generazione (non VGR) possiedono un profilo ad altezza variabile e sono dritti e lineari.

 

Alla prova in acqua la loro resa è grandiosa, conferiscono alla pala in plastica una direzionalità impressionante: convogliano l’acqua senza farla sbandierare, senza derapare, senza che si avviti sul proprio asse longitudinale, senza mai dare l’impressione di insufficiente spinta propulsiva nello stacco dal fondo. Se un pescatore non avesse mai provato le Mustang in carbonio sarebbe già soddisfatto così… Il montaggio.

Le pinne Wahoo 09 mi sono giunte smontate, nella scatola tutti i componenti sono sciolti, ho dovuto procedere al montaggio delle pale sulle scarpette. In un sacchettino di nylon ci sono le viti in acciaio inossidabile, i bottoni in plastica neri di bloccaggio. Mi sono procurato un giravite con punta a croce, un altro a punta a taglio, un po di speciale lubrificante idrosolubile (….va benissimo anche la miscela di acqua e sapone).

La pala, la prima volta, fa un po di fatica a inserirsi nei brevissimi “longheroni” della scarpa, fa attrito quindi la umetto con un po di lubrificante e spingo forte. Con un po di pazienza riesco a allineare i fori della scarpa con quelli della pala.
Posiziono un bottone sul foro di destra, la vite inox la inserisco da sotto poi inizio ad avvitare. In fase di chiusura fermo il bottone in plastica con il cacciavite a taglio e con l’altro, dalla parte opposta, completo la chiusura degli ultimi due, tre filetti.
Identica operazione per la sede di sinistra, e per le altre tre pinne.
Una volta che i due elementi sono fissati l’insieme diventa un tutt’uno, saldo e marmoreo. In mare. Le Wahoo 09 in condizioni “normali”, cioè con la loro pala equipaggiata di W.R. mi hanno accompagnato praticamente per tutto l’inverno e ancora in questi mesi sono le mie compagne d’immersioni privilegiate. Prima di entrare in acqua, sul bordo del catino a riva o dal tubolare del mio gommone occorre solo fare attenzione a infilarsi la scarpetta dal lato giusto: o destro o sinistro. Se si proviene dall’uso di una calzata tradizionale questo fatto fa sorridere ma è anche facile sbagliare!

Chi non ha mai provato una scarpa C4 entrerà in una dimensione nuova fatta di comodità, di ergonomia, di fasciatura corretta della terminazione dell’arto inferiore. La mescola di termogomma dal punto del confort guadagna parecchi punti sulla versione della precedente calzata. Credo che la necessità di procedere a una deformazione della termogomma tramite riscaldamento della parte interessata sia un’evenienza remota e comunque sempre possibile in anatomie del piede particolarmente “difficili”. Nel nuoto superficiale la Wahoo 09 mi piace, spinge ma non aspettatevi prestazioni esuberanti o nettamente differenti da pinne di recente introduzione sul mercato come velocità di spostamento. Io mi son goduto la buona precisione di falcata, il fatto che sono comodissime ai piedi, che si riesce a trasmettere una buona spinta, che si sentono lavorare senza derapare minimamente.

La Wahoo 09 possiede una pala con mescola piuttosto morbida, flessibile, la durezza per le mie caratteristiche fisiche non impegna la muscolatura, la trovo una pinna estremamente riposante, non affaticante. E’ l’ideale per chi inizia, per chi vuole entrare nel mondo del nuoto C4 passando da un modello semplice da gestire. Ma questa veste dimessa, un responso del nuoto a galla buono ma non stratosferico come resa, non deve trarre in inganno.

La pinna C4 riesce a dare il meglio di se appena sotto il pelo dell’acqua; credo sia la stessa conformazione della pinna, l' accentuato angolo di oltre 24° e la posizione della pala ben sotto il piede, che non consentano l’espressione massima dell’attrezzo in superficie. La Wahoo 09 cambia radicalmente faccia non appena il suo campo d’azione diventa subacqueo, sia in senso orizzontale durante i volo di planata e i tragitti a pochi metri dal fondo sia nelle discese e nelle risalite verticali. In questi settori la pinna Wahoo 09 si trasforma nettamente, non sembra neppure avere una pala in plastica perché la spinta è decisa, la direzionalità eccellente, la stabilità della pala nell’acqua simile a una guida su due binari paralleli! Con l’ausilio della calzata anatomica il nuoto è efficace, efficiente, si avverte nettamente che l’energia applicata, il lavoro sono impiegati senza troppe dispersioni.

Rispetto a una Mustang in carbonio la differenza c’è, netta, la reattività e il ridotto peso della fibra offre una reazione ancora più immediata, pronta, potente ma la pala in plastica delle Wahoo si difende benissimo sino a quote importanti, a profondità di 21/22 metri.
A queste batimetrie si apprezza lo stacco deciso, una pinneggiata che da sicurezza, che offre la sensazione di sfruttare al meglio le gambe. Le Wahoo 09 possiedono una pala di lunghezza identica alle Mustang 07 e ciò, unito alla precisione dell’atto natatorio contribuisce a far muovere il subacqueo agevolmente nei percorsi d’agguato o tra spazi angusti di azione: si muovono a raggio corto, senza far rumore anche se urtano qualche sasso, garantendo in risacca o nell’onda una spinta sempre sicura e generosa.

La comparazione tra le Wahoo 09 e le stesse senza Water Rails è impietosa. Credevo di metterci più tempo a decifrane l’umore ma sono bastati pochi minuti d’esercizio.

La differenza tra le due paia di pinne in plastica dotate o non dotate dei profili laterali è incredibile.

Sia il sottoscritto sia i miei compagni di avventure proviamo la sensazione di pinneggiare con attrezzature diversissime tra loro. Le Wahoo 09 senza bordature guida acqua mostrano a secco una pala ancora più reattiva, più leggera, potrebbero dare l’illusione di minor fatica fisica invece nel confronto diretto in acqua con il modello dotato di WR c’è davvero un abisso incolmabile.
Muovi le gambe come un motore fuoribordo e non progredisci, senti addirittura la scarpa che lavora male, che indolenzisce l’arto, sembra che ci sia un “peso” fantasma davanti alla punta della scarpetta.
La pala in plastica derapa sensibilmente, nei pressi della punta tende addirittura a una flessione anomala, quasi di torsione sul proprio asse.

Se non fosse una pala stampata con materiale di qualità credo si otterrebbe un risultato ancora peggiore.
Non vi dico a ritornare su dal fondo: lo stacco è lento, titubante, incerto, si ha quasi l’impressione di pinneggiare a vuoto nella fase più delicata.
In pratica hanno perso efficienza ed uno dei migliori requisiti, la direzionalità.

Faccio fatica a credere che quei semplici profili in gomma rivestano un ruolo così fondamentale. Eppure le ho ai piedi, le intercambio più volte, mi convinco ad ogni tuffo, è proprio così, non vanno.

In conclusione. Le C4 Wahoo 09 Brown sono pinne di grande fascino, hanno un costo d’acquisto molto basso se confrontate con la concorrenza: personalmente pensavo costassero almeno 50/60 euro in più, anche considerato come i numeri di produzione siano relativamente bassi rispetto ad alcuni prodotti concorrenti.
Sono pinne confortevoli, offrono prestazioni valide in tutti gli ambienti di pesca con la sottolineatura dell’eccellenza per tutte quelle volte che si chiede alla pinna con pala in plastica di portarci su da un tuffo impegnativo.
Quando le riponete prestate solamente attenzione a metterle in piano altrimenti le ritrovate flesse in modo esteticamente poco gradevole.

Emanuele

 

 

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