
Contatto Roberto, è un po’ che non ci si vede, l’occasione è la campagna sicurezza di BW, l’idea di fare un paio di foto con la nuova maglietta per la campagna sicurezza e di scappare via. Ma, ovviamente, non è così, quando due amici appassionati di mare si incontrano i minuti passano e diventano ore. Parlando del più e del meno, alla fine, inevitabilmente il discorso cade sui fucili subacquei. Roberto è un grande appassionato anche di balistica, e la chiacchierata inizia.
G. Cosa stai facendo negli ultimi tempi ?
R. Mah, il mare è quello che è, abbiamo appena messo il gommone al porto, ma non se ne parla proprio di avere condizioni accettabili; in un mese sono riuscito ad uscire quattro volte e a collezionare tre belle pescate e un cappotto.
Anzio peggiora di giorno in giorno, alla faccia della Bandiera Blu, i bei tempi sono solamente ricordi di quando era possibile pescare anche con il maestrale e fare bei carnieri di spigole; ormai stanno distruggendo questo bel luogo.
Tanto per dirne una, ultimamente c’è la draga che sta aspirando sabbia dal porto per poi gettarla sui litorali per allargare le spiagge, io mi chiedo se è corretto chiamarle ancora spiagge, oppure è meglio definirle marane? Credo che chiunque abbia un po’ di intelligenza si rende conto che il fango aspirato dal porto è un insieme di melma e mondezza, che poi, una volta depositato sulle spiagge, costituirà un bel serbatoio di batteri che i poveri ed ignari ragazzini immagazzineranno giocando sulla battigia; al solito la stupidità, l' incompetenza e il menefreghismo di chi ci governa non hanno limiti.
G. Allora, cose nuove in programma ?
R. Per ora finchè non è arrivato questo tempaccio sono andato parecchio a pesca, il che non è male, per il resto, oltre alla mia attività didattica, mi sto dedicando ai test balistici dei fucili per conto mio e della Omer .
G. Sempre pneumaticista convinto ?
R. Io no sono mai stato un pneumaticista assoluto, ho sempre usato indifferentemente entrambe le armi, anche se negli ultimi due anni con il mamba nei miei filmati ho voluto dimostrare che il pneumatico non è assolutamente inferiore all’arbalete.
Sono convinto che ormai il divario tra le due armi è minimo, entrambi hanno assunto i pregi dell’altra, devo confessarti però…che gli ultimi i Cayman mi stanno spingendo un pochino verso gli arbalete, anche perché, essendo un uomo Omer, fa parte del mio lavoro testare le varie attrezzature; devo però riconoscere che la Omer con il progetto Cayman ha fatto veramente un gran bell’oggetto.
G. Ma ci sono motivi precisi o è un ritorno all’antico ?
R. No, ci sono dietro considerazioni basate su dati oggettivi, gli ultimi arbalete hanno ben poco da invidiare ad un pneumatico, sono veloci, potenti e soprattutto molto precisi. Io chiedo ad un fucile innanzitutto la precisione, poi ovviamente anche la potenza per bucare un bel pesce a fine corsa.
G. Quindi stai tornando un po’ sui tuoi passi riguardo al pneumatico ?
R. No, non direi, come ti ripeto non ho problemi di adattamento e quindi passo indifferentemente dal pneumatico all’arbalete senza problema alcuno, uno dei miei fucili preferiti è un 130 con asta da 7 mm, che, naturalmente, richiede un uso specifico. Ha una potenza impressionante e non ti crea mai preoccupazioni in questo senso, però devo dire che le recenti prove balistiche con i Cayman mi stanno persuadendo del fatto che tra un arbalete ed un pneumatico, diciamo dal 75 in su, non c’è una differenza abissale come potenza, la precisione però è a tutto vantaggio dell’arbalete, specialmente con questi nuovi arba che hanno un fusto con forme particolari, tipo il Cayman. Ultimamente ho sperimentato in piscina su base misurata dalla distanza di 5 metri dalla punta dell’asta diversi settaggi su un Cayman 110 e il risultato è stato che l’arma se preparata a mestiere non teme confronto con il pneumatico, e mi riferisco al fucile usato con una sola gomma circolare, naturalmente ben tesa, che scaglia un’asta da 7mm. Per la cronaca, montando due gomme circolari da 18 il tiro diventa qualcosa di impressionante anche se poi questo tipo di settaggio richiede particolari considerazioni sul fatto che sia veramente necessaria tale potenza.
Quello che dico non è frutto di mie considerazioni, ci sono le prove filmate dove si può vedere precisamente la distanza del tiro la velocità, la precisione e la penetrazione nella tavola di compensato da 2,5 cm, e dove il confronto avviene con pneumatici, sia mambizzati che normali, tutti quanti carichi a 30/31 bar, che secondo me danno la potenza giusta, se tutti i particolari sono curati alla perfezione.
Una maggiore potenza per me è scarsamente percepibile, e in ogni caso non apporta quell’implemento di prestazione che si potrebbe immaginare; non dimentichiamo che la resistenza all’avanzamento aumenta con il quadrato della velocità, per esemplificare il concetto, si potrebbe fare un paragone con quello che succede montando un motore più potente su un’imbarcazione.
Molto spesso un’ incremento di 5 o 6 cavalli è appena percepibile e anche andando ad aumentare in modo più consistente la potenza, l’incremento della velocità non rispecchia proporzionalmente la potenza stessa. Poi, naturalmente, esiste la questione del settaggio e qui si entra in un campo molto complesso. I fucili, così come vengono venduti, sono adatti ad un utilizzo medio; se si vuole il massimo come prestazioni ci si deve lavorare un po’ sopra.
G. Per esempio ?
R. qualsiasi fucile, costoso o economico che sia, se frutto di un buon progetto può cambiare prestazione dal giorno alla notte semplicemente in funzione di come viene preparato e settato, quindi è sbagliato dire che un fucile è meglio di un altro e viceversa, se, prima di fare un confronto, non si setta ognuna delle armi al massimo delle possibilità. Allora si vedrà che i confronti non mostreranno più divari cosi eclatanti, come a volte succede... tutt’altro, si avranno armi con caratteristiche magari diverse ma che offrono risultati finali ottimi e spesso molto ma molto simili.
Io consiglio di cominciare con un po’ di tiri ad un bersaglio fisso, lì ci si renderà conto del modo di tirare di un determinato fucile. Da questo punto in poi si traggono alcune considerazioni. Innanzitutto un fucile, secondo me, deve avere un assetto leggermente negativo, ciò si può ottenere mediante l’applicazione di un determinato quantitativo di zavorra, o con l’adozione di un’asta più pesante. Poi ci sono molti dettagli da curare: la punta dell’asta deve essere assolutamente acuminata come uno spillo, è inutile avere un fucile potente se abbiamo un’asta dalla punta tondeggiante, questa di fronte alle squame di un grosso pesce, semplicemente “non buca”.
Molte volte un’asta con la punta affilata come un rasoio può significare penetrare di quei tre o quattro centimetri in più un pesce, permettendo così alle alette di fare presa sulle carni. Particolare cura deve essere poi rivolta all’aletta che deve essere ben incassata ed idrodinamica, anche l’angolazione dell’estremità dell’aletta è importante, un’inclinazione di poco diversa rispetto a quanto siamo abituati può avere effetti disastrosi sulla precisione; molte volte è sufficiente cambiare asta sul proprio fucile per avere risultati balistici diversi da prima, l’acqua è circa 800 volte più densa dell’aria, quindi le influenze balistiche dei particolari delle aste sono molto consistenti.
G. Quindi ?
R. Come dicevo, fare alcuni tiri su bersaglio fisso, se non si è soddisfatti, cambiare asta, modificare l’assetto dell’arma, intervenire sull’aletta, finchè non si trova il miglior compromesso possibile. Da quel momento in poi memorizzarlo e non variarlo più, quello è l’assetto ideale del nostro fucile e non dimentichiamo che questo vale finchè anche la potenza rimane uguale, basta aumentare o diminuire la potenza delle gomme negli arbalete o la pressione di precarica nei pneumatici perché tutto possa cambiare nuovamente.
G. Bene Roberto, utilissimi suggerimenti. Programmi futuri ? Un altro video ?
R. Devo confessare che quest’anno rispetto la scorsa stagione abbiamo avuto un bel periodo fino a tutto aprile con buona presenza di pesce, quindi ho già potuto girare molte riprese con belle catture di pesce bianco come spigole orate e saraghi e anche qualche cernia, anche se di medie dimensioni, quindi parto avvantaggiato rispetto alla scorsa stagione, che ha avuto una prima parte molto scarna. Comunque per ora non mi pongo obbiettivi precisi in questo senso, anche se credo che per dicembre uscirò con un nuovo DVD.
Per il momento sto lavorando anche ad altri progetti inerenti la mia attività di Blu Deep che mi porta via molte energie.
Giorgio Bettin 2.6.2007
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