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  _Gli Articoli di Michele Rubbini  
     
     
 
 

 
   
   

Joker 410

Mi trovo tra le mani un oggetto interessante, tecnologico e bizzarro quanto il suo nome.
Chiunque conosca le carte da bridge/ramino sa che il Joker è quella carta che si può “attaccare” a tutte le altre, assumendo il valore necessario: è la carta più versatile di tutte, perché può andare bene in qualsiasi condizione di gioco.
410 è invece il risultato di una addizione, 95 (la misura più corta in cui può essere utilizzato questo fucile) sommato a 100, sommato a 105, a sua volta sommato a 110 (la misura massima di utilizzo).
Ed il nome è spiegato...
A voler ben vedere, per certe zone di pesca, la combinazione di un 95 e di un 110 significa aver coperto tutte le possibili condizioni di pesca: agguato nel bassofondo con il 95 mono-gomma ed aspetto in profondità con il 110 doppia gomma (ovviamente sostituendo asta e gomme in conformità alla lunghezza della configurazione scelta).
Si, perché questo nuovo fucile ha anche una seconda peculiarità: è nato per poter essere indifferentemente utilizzato con un singolo circolare o con due circolari (potenzialmente si potrebbe anche inserirne 3 nella testata, ma credo che sarebbe una scelta inutile e, probabilmente, controproducente).
Prima di tutto è necessario cercare di capire bene come è fatto.

   
 

Il materiale è composito, costituito da fibre in T700 Megaforce (che caratterizza attualmente l'intera produzione C4) impregnato di resina epossidica: è interessante sottolineare che questo composito comprende una percentuale di resina che si discosta da quella standard (tipica dei compositi per uso generico); i dosaggi infatti sono stati studiati direttamente da C4 su ciascun suo prodotto al fine di esaltare la caratteristica principale richiesta (rigidità per i fucili, flessibilità per le pinne...).
Alcune delle caratteristiche che si erano già viste in precedenza sul fucile URUKAY si ripropongono nel Joker 410: la testata presenta steli trasversali di sostegno per una coppia di placchette parallele che contengono lateralmente i circolari.
Il circolare è alloggiato in uno smanco presente al di sotto del naso terminale che caratterizza tutta la produzione C4, da qui sale fino a poggiare sugli steli trasversali posteriori.
Caricando il fucile (impegnando l'ogiva su uno dei perni dell'asta) le gomme si collocano in posizione perfettamente parallela all'asta, evitando quindi l'incremento della sezione frontale che, in fase di contrazione, creerebbe un freno idrodinamico.
Lo spazio compreso tra il corpo centrale della testata e le placchette laterali è sufficiente per alloggiare, l'uno a fianco all'altro, due elastici da 17,5 mm di diametro (ovviamente quando sono tesi ed il fucile è carico) in appoggio sul rispettivo stelo: lo stelo, che svolge la funzione di band elevator, è a sezione cilindrica, in composito, solidale al corpo centrale della testata.


Lo stelo alloggia una boccola metallica filettata internamente, su cui si impegna una vite di serraggio della placchetta, placchetta a sua volta realizzata in titanio.  
Tra la placchetta ed il bordino terminale dello stelo possono essere interposti degli spessori distanziali, al fine di ottimizzare la larghezza dell'alloggiamento delle gomme.
Tra uno degli steli anteriori e la placchetta è interposto un passa-sagola entro sui sarà necessario inserire il capo si cordino proveniente dal mulinello.
Ciò che focalizza integralmente l'interesse di chi ha per le mani questo fucile è la giunzione tra il corpo principale e la testata.
La testata infatti è uno spezzone in composito che si innesta entro una rispettiva cavità frontale del corpo principale.
E' evidente che la presenza di una giunzione possa preoccupare chi, per anni, proprio da questo produttore (C4), ha sentito esaltare le caratteristiche della struttura monoscocca.
In primo luogo occorre notare che la giunzione tra i due componenti è realizzata con spessori di composito (per quanto riguarda le pareti che delimitano la cavità di alloggiamento) assolutamente sovradimensionati: la rigidità della porzione terminale cava del corpo principale è indiscutibile!
Ma non sempre l'accoppiamento tra due componenti rigidi è all'altezza dei suoi costituenti.
In questo caso la prima cosa che si nota è la grandissima precisione con cui la testata scorre nella cavità: un livello di precisione tipico dei componenti meccanici metallici.
Chi conosce la meccanica sa che è possibile eseguire lavorazioni talmente precise e rifinite da rendere due superfici perfettamente coniugate: questo è ottenibile eseguendo asportazioni di truciolo ed abrasione fine fino alla lucidatura, adottando tolleranze tali da rendere rendere le superfici perfettamente complementari.
In questo caso però parliamo di prodotti in materiale composito ottenuti per stampaggio: l'estrema precisione dell'accoppiamento denota quindi un progetto ineccepibile, che ha saputo prevedere con precisione tutti i ritiri e le irregolarità di polimerizzazione.
Osservando il fucile si nota la presenza di un foro al di sotto del corpo principale, circa in corrispondenza del fondo della cavità interna: questo foro è uno scarico per l'aria.
Inserendo la testata nella cavità, infatti, l'accoppiamento è talmente preciso che tra le parti non trafila aria: per quanto si spinga forte la testata non si farà altro che comprimere l'aria presente all'interno della cavità che, come una molla, tenderà ad espellere la testata stessa.
Il foro sul corpo principale ha proprio lo scopo di permettere il deflusso di questa aria e quindi di garantire lo scorrimento della testata nella cavità.
La precisione di accoppiamento costituisce un indubbio vantaggio, in quanto, quando alcuni centimetri di testata sono inseriti entro una corrispondente porzione di cavità, le possibilità di disassamento reciproco sono praticamente nulle.
Creata la perfetta coassialità delle parti diviene necessario bloccarle rigidamente l'una rispetto all'altra: la scelta in questo caso è ricaduta su una coppia di viti che attraversano la parete inferiore della cavità impegnandosi in rispettivi canali filettati della testata.
Le viti sono due, separate di 10 centimetri, una volta serrate, la stabilità di accoppiamento delle due porzioni reciprocamente innestate è ottimale: sottoponendo la giunzione a dei carichi trasversali (anche ingenti) si nota che sulla porzione di innesto non è percepibile alcuna deformazione dello stesso, a riprova che, anche sotto carico, non si verificheranno condizioni idonee a disperdere energia.
Il corpo del fucile è decisamente più panciuto del Mr Carbon ma più snello dell'Urukay: se il Mister Carbon è riconosciuto come un fioretto e l'Urukay come una sciabola (se non un'ascia da guerra), questo nuovo Joker 410 è indiscutibilmente una spada.
La pancia è larga e schiacciata, sporge lateralmente conferendo una sagoma dalla pianta importante, ciononostante l'altezza del corpo principale è relativamente contenuta garantendo una minima resistenza idrodinamica nel movimento laterale. Negli spostamenti lungo piani verticali la presenza della pancia e della doppia gomma sicuramente incrementano la sezione resistente, nella prova in acqua sarà necessario verificarne l'entità frenante.
L'impugnatura è la solita C4: una candela, che si diparte inferiormente dal corpo principale, a cui è associabile un blocchetto sagomato (ne esistono di due dimensioni forniti di serie in dotazione al fucile)  per mezzo di viti ed opportune rondelle distanziatrici.
Variando il numero delle rondelle su ciascuna singola vite è possibile personalizzare l'impugnatura secondo le proprie esigenze.
Il meccanismo di sgancio è quello collaudatissimo C4 con aggancio arretrato e leverismi di demoltiplica: il grilletto rimane sempre morbido anche quando si caricano due coppie di gomme esasperate. Attraverso una vite a brugola è possibile variare la corsa del grilletto, anche se è consigliabile di non ridurla eccessivamente per evitare di renderlo troppo sensibile: può infatti accadere che basti sfiorarlo per far partire il colpo, se si esagera nell'avvitamento.
Anche in condizioni di massima corsa dello stesso, la sensibilità del grilletto è sorprendente.
Il mulinello che monta è il modello C4 chiamato MPL55: ha una bobina in nylon con capacità di oltre 50 mt di monofilo da 1,40 mm. Attraverso una coppia di bande metalliche che abbracciano la bobina questo realizza una sorta di seconda frizione (ulteriore, rispetto a  quella a vite posta al di sopra della bobina) oltre che un dispositivo anti-parrucche.
Nella confezione, oltre alle viti di ricambio, alle rondelle distanziali ed alle istruzioni di allestimento, si trovano anche degli spezzoni di profilato in espanso.
Questo profilato ha lo scopo di essere alloggiato all'interno della cavità quando il fucile si trova nelle versioni 100, 105 e 110. In tali condizioni infatti la cavità rimarrebbe vuota in una sua porzione (la testata è parzialmente estratta rispetto alla configurazione di massimo inserimento corrispondente alla lunghezza 95) e sarebbe immediatamente allagata determinando una variazione di assetto. L'inserimento di un corrispondente spezzone di espanso conferisce la necessaria positività al fucile.
Giocando di fantasia (ad esempio asportando piccole porzioni di espanso o incastonando dei piombi nello spezzone) è anche possibile eseguire una regolazione fine dell'assetto, sempre che ce ne sia bisogno.
Ho ricevuto il fucile con elastici al metro sia da 16 mm che da 17,5 mm, Superlax neri ed un'asta da 150 cm monoaletta con i perni di 6,5 mm di diametro: si tratta dell'asta idonea alla configurazione 110.
A questo punto, siccome stavo per partire per le ferie in Sardegna (e quindi mi aspettava un'acqua cristallina), ho deciso di preparare un primo allestimento proprio nella configurazione 110.
Ho tagliato due gomme da 17,5 mm secondo le lunghezze consigliate sul foglietto delle istruzioni ed ho montato le ogive. Ho scelto una ogiva di corda per il primo perno ed una in filo metallico per il secondo: in questo modo, a fucile carico le gomme interne erano molto vicine all'asta (in seguito alla deformazione della corda costituente l'ogiva) ed impegnate sul primo perno (quello più vicino alla testata), mentre quelle esterne correvano loro parallele essendo leggermente più divaricate, in corrispondenza del rispettivo perno, a causa dell'archetto dell'ogiva che è soggetto a scarse deformazioni. A fucile carico questo allestimento è particolarmente piacevole per il perfetto “ordine” in cui si dispongono tutti i componenti.
L'asta è stata fissata ad un monofilo del 140 per mezzo di uno sleeve a binocolo in corrispondenza dell'unico foro presente sul codolo: ovviamente su questo fucile ho previsto la doppia passata di sagola in modo che l'asta possa raggiungere la massima distanza possibile senza eseguire alcuna trazione sul mulinello.
Il mulinello l'ho caricato con dyneema da 1,5 mm ed ho interposto tra il monofilo del terminale ed il capo della sagola del mulinello una girella ed un moschettone da altura.
Come in tutti i miei fucili ho ricoperto l'impugnatura con una fettuccia in gomma elastica per incrementarne lo spessore ed il grip.


La prova in mare
Avendo a disposizione una intera vacanza per provare questo fucile ho cercato, in primo luogo, di trovare il settaggio ideale per la versione 110.
Sono un amante dei fucili stabili al tiro e quindi gli altri fucili della stessa marca che ho utilizzato li ho tutti appesantiti in testata per evitare “l'alzo” che si può verificare al momento del tiro: adottando gomme potenti ed essendo privi di dispersioni di energia questo accorgimento lo trovo fondamentale.
Una volta caricato il Joker 410, invece, mi rendo conto che il settaggio di questa configurazione è perfetto: la punta affonda lentamente mentre si tiene l'impugnatura.
Tento qualche agguato e mi rendo conto che il brandeggio ed il puntamento sono più facili di quello che immaginavo: la pancia è importante, è vero, ma è molto arretrata, mentre la testata è una barra sottile e le gomme sono vicine, allineate. Il risultato è eccellente.
Adottando la tecnica di brandeggio che prevede l'arretramento del braccio in contemporanea alla rotazione del polso per poi ri-distenderlo in altra direzione si sfruttano al massimo le peculiarità di quest'arma; anche muovendolo a braccio teso si riesce ad allineare in tempi soddisfacenti, anche se oltre una certa velocità e con una certa inclinazione del fusto, le gomme potrebbero vibrare (specie se c'è corrente). In ogni caso gli allineamenti a braccio teso di fanno solo per i piccoli aggiustamenti finali quando si usa un 110, non è di certo un fucile pensato per la pesca nella schiuma o per glli agguati nel torbido.
Nel girovagare alla ricerca della migliore batimetrica eseguo parecchi agguati ed alcuni aspetti senza incontrare prede interessanti ma incrementando rapidamente il feeling con la nuova arma.
In seguito al passaggio di alcuni dentici imposto alcuni aspetti in una zona piena di anfratti in cui nascondermi: un denticiotto paga il suo avvicinamento finendo spiedato ad una distanza considerevole. In pratica il tiro tende completamente  le due passate: la punta dell'asta, a fine corsa si trova a 5,9 m dalla testata (150 cm di lunghezza dell'asta più 440 cm di terminale dovuto alla doppia passata). Indubbiamente un ottimo tiro.
Tra l'altro la posizione delle gomme (parallele all'asta) e la perfetta visione dell'intera asta permettono un allineamento molto istintivo.
Ciò che invece va evidenziato è che è opportuno (in questa configurazione con due circolari piuttosto corti da 17,5 mm) mantenere il braccio teso ed il polso rigido al momento del tiro: il rinculo è un colpo secco, chiaramente avvertibile; con il braccio rilassato gli effetti del rinculo potrebbero determinare una deviazione dell'asta.
Per verificare le potenzialità ho provato il fucile anche con una sola gommo (ho tolto un circolare senza modificare nient'altro): il tiro parte ugualmente molto veloce, ma non è in grado di stendere le due passate (benché sia comunque un tiro più lungo di quello che mi aspettassi). Il rinculo è completamente assente.
Probabilmente la configurazione 110 con la doppia coppia da 16, dovrebbe essere quella si attesta su condizioni di minimo rinculo e gittata ottimale, almeno con asta da 6,5 mm.
Non ho avuto modo di provare la configurazione 110 con asta da 7 mm, è possibile che per l'aspetto puro questo allestimento garantisca prestazioni interessanti, specie in luce della maggiore energia a fine corsa.
In termini di utilizzo devo segnalare che l'asta di serie mi ha creato alcuni piccoli problemi in merito alla conformazione dei perni: questi sono conformati a fungo con la porzione prossima all'asta ben arrotondata; la parte superiore invece presenta un bordo netto e tagliente, ogni qual volta l'ogiva in cordino sfiora il bordo si recide inevitabilmente.
Dopo un giorno di utilizzo (e la sostituzione di almeno 6 spezzoni di cordino per l'ogiva) ho sostituito l'ogiva con una articolata metallica ovviando al problema.
In tal caso è consigliabile  però montare una articolata di larghezza minima per il primo perno ed una articolata larga per il secondo, garantendo un ottimale allineamento delle gomme quando sono cariche.
Il fucile, nella configurazione 110, garantisce prestazioni eccellenti, si brandeggia con facilità e non richiede particolari abilità per realizzare l'allestimento ideale: promosso con lode.
Per par condicio ho eseguito un secondo test con il fucile in configurazione 95.


In primo luogo ho tolto i circolari del 110 ed ho sfilato l'asta. Per togliere i circolari istantaneamente può convenire svitare le viti che fissano le placchette, in quel moto in un istante si tolgono e poi basta riavvitare le viti (magari dopo aver inserito quelli per la nuova configurazione che desideriamo approntare).Per quanto riguarda la lunghezza del fucile dovremo munirci di una chiave a brugola con cui svitare le due viti che bloccano la testata al corpo principale.
Tolte le viti, occorre sfilare la testata per rimuovere lo spezzone di profilato in espanso.
Passando alla versione 95 la cavità è quasi integralmente occupata dalla testata e quindi ci troviamo nelle condizioni di massima rigidità dell'accoppiamento: lo spazio libero nella cavità è minimo e la lunghezza dell'innesto è tale da determinare una intrinseca solidità dell'accoppiamento.
Una volta posizionati i componenti è sufficiente serrare nuovamente le viti con la chiave a brugola ed il fucile è pronto.
Sebbene tutta la descrizione appaia un po' complicata si tratta di operazioni semplicissime e rapidissime, tanto che, una volta che si abbiano le aste con il terminale già preparato ed i circolari pronti da utilizzare, cambiare configurazione richiede al massimo una decina di minuti e lo si può fare tranquillamente anche in gommone.
Tuttavia devo segnalare che, per mia abitudine, preferisco decidere che fucile usare prima di andare a pesca e non mi porto mai appresso un secondo fucile, quindi il test di cambio configurazione in gommone è stato più uno sfizio che una reale necessità.
Ho provato la configurazione 95 prima in versione doppia gomma sebbene io ritenga assolutamente inutile l'adozione di una doppia gomma su quella misura: un 95 deve essere un fucile universale, metterci due gomme, a mio avviso, è quasi una menomazione. La mania dilagante dei fucili multi-gomma è certamente priva di fondamento per chi pesca nelle nostre acque ma è evidente che siano in tantissimi ad essere stati contagiati.
Le gomme in questo caso sono da 16, l'asta è una 130 da 6,5 mm.
Il tiro è una cannonata ed il rinculo è decisamente contenuto (rispetto alla configurazione 110 è dimezzato). Inutile dire che il brandeggio è buono visto che il livello era già alto nella versione 110.
Ma il salto di qualità (ai miei occhi) li si vede quando si toglie il circolare “superfluo”.
Il fucile di colpo può essere mosso agilmente in qualsiasi direzione, senza sforzo e senza alcun accorgimento particolare, ed il tiro, comunque teso e lungo, non crea alcun rinculo. L'asta arriva veloce sul bersaglio ed il rumore prodotto è minimo. Così, a mio avviso, deve essere un 95, agile, veloce e silenzioso.
L'unico rammarico che ho avuto nella prova di questo fucile è stato quello di non poterlo mettere alla prova con un pesce di buone dimensioni. Inutile dire che cercherò di colmare questa grave lacuna continuando ad utilizzarlo...  


Curiosità: questo fucile segna la rivoluzione per chi viaggia in aereo per recarsi nel luogo di vacanza. Un solo fucile, gli accessori per modificarne la configurazione, aste di varie lunghezze e qualche circolare (magari già pronto per essere montato) ed abbiamo tutto quello che serve per interpretare varie tecniche di pesca al meglio.
Asta corta, un solo circolare, in configurazione 95 e saremo perfetti per condurre qualche agguato nel sotto costa; asta lunga, due circolari, in configurazione 110 e potremo pescare in caduta ed all'aspetto i pesci di passo e le grosse cernie.
E con questo si decreta la fine delle sovrattasse causate dal bagaglio troppo pesante al check-in.

 

Potenza

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Con asta da 7 mm e doppio circolare da 17,5 mm in configurazione 110 è un cannone. Diventa un fioretto con asta da 6,3, un solo circolare in configurazione 95. La potenza c'è se la si installa...

Gittata

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Dipende, ovviamente, dall'allestimento e dalla configurazione.

Brandeggio

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Eccellente, ma non è un Mister Carbon...

Precisione

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Questa è una media. Monogomma è precisissimo ed anche con due gomme, se non esasperate. Con allestimenti estremi ci si deve predisporre necessariamente con braccio rigido ed allineato.

Gestione Rinculo

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Se non lo si estremizza è poco evidente. Altrimenti...

Rapporto Q/P

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Se si considera che con un solo acquisto posso coprire diverse esigenze...

 

 

Michele Rubbini - Bologna
tecno@bluworld.com

 

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