Michele
Rubbini: nato a Bologna nel 1974, residente a Zola
Predosa BO.
Professione: Ingegnere-Consulente in Proprietà Industriale.
Hobby: pescasub (ovvio), muay thai (sono istruttore federale
da una decina di anni) e sci. - tecno@bluworld.com
MUSTANG T700 VGR
La prima prova in mare delle Mustang T700 VGR. Premesse: per non creare terreno fertile ai tanti appassionati di sub-gossip, le righe che seguono costituiscono una sorta di relazione relativa alle prime impressioni che mi hanno suscitato in una prova in mare le nuove Mustang T700 VGR. Il parere definitivo a riguardo lo darà, ovviamente, ogni utilizzatore dopo uno svariato numero di prove.
Spero che il valore orientativo del test possa in qualche modo dare buoni indizi ad un potenziale nuovo utilizzatore. Come già detto ad inizio settimana ho provato le pinne in questione in piscina. Il risultato è stato positivo ma non sorprendente: le nuove pinne (confrontate con le vecchie Mustang e con le Wahoo color MOU) sono risultate particolarmente facili (anche spingendo come un forsennato non stancano eccessivamente le gambe) ed in grado di fornire una spinta dello stesso ordine di grandezza delle vecchie Mustang.
Cosa succede se le profondità da raggiungere sono superiori ai 5 m della “buca” della piscina dello Stadio di Bologna? In primo luogo un plauso alle nuove scarpette: sono così confortevoli da essere paragonabili a delle pantofole. A onor del vero queste scarpette sono in dotazione a Mustang Superfalcon e Wahoo già da parecchi mesi, ma le mie scarpette delle vecchie Mustang erano dello stock della prima produzione: più dure e rigide. Queste invece sono giustamente morbide dove serve e appena cedevoli nei punti che favoriscono la calzata.
Fissando i lacci in maniera intermedia le posso utilizzare sia con calzari estivi che con quelli invernali: a tale proposito segnalo anche che con l’acqua gelida come durante il test la scarpetta chiusa garantisce una coibenza termica fenomenale. Con calzare da 3,5 mm (non prettamente invernale) il piede è rimasto caldissimo durante tutta la pescata. Della nuova pala c’è veramente poco da dire: scendi a 12/14 m (massime profondità raggiunte durante questa pescatina) bardato come un cavaliere medioevale (giacca da 7 mm, pantaloni da 5,5, 8 kg in cintura…) ed in risalita ti sembra di salire le scale!!! Le pinne fanno presa fin dal primo istante, canalizzano un fiume di acqua. Bastano pochi calci e sei in superficie senza aver fatto fatica.
Se la differenza in piscina era minima devo ammettere che invece in mare è decisamente sensibile. Qualora si decida di ridurre l’ampiezza della falcata ed aumentarne la frequenza ci si accorge che si schizza in superficie con sorprendente velocità: il tutto facendo meno fatica di quella che si faceva con le vecchie Mustang. A questo punto la chiusura ideale della prova sarebbe un interminabile elenco di catture…
Purtroppo ho a mia disposizione solo un interminabile elenco di padelle! Stupidamente non ho cambiato le gomme del 79 dallo scorso anno, mi sono fatto lasciare nella zona di pesca e, già mentre caricavo, mi rendevo conto che la situazione era drastica. Caricamento facilissimo… In pratica le gomme ambra che avevo montato (e che in origine erano strepitose) sono diventate “flaccide”, erano a malapena in grado di lasciare fuoriuscire l’asta dalla testata.
Ho visto parecchi pesci sparabili ed ho anche cercato di prenderli, ma l’unico che sono riuscito ad avvicinare a sufficienza è stato un sarago da circa 9 hg decisamente suicida. Tra l’altro, il saragone suicida è anche risultato essere particolarmente stopposo una volta portato in tavola. Una disfatta… se non fosse per le nuove Mustang T700 VGR