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  _Gli Articoli di Michele Rubbini  
     
     
 
 

 
   
   

Asta Torsion2 Salvimar

 

Ho finalmente per le mani un campione di questa indubbia novità che, devo ammetterlo, mi ha incuriosito parecchio, fin dalle prime volte che ne ho sentito parlare.
D'altra parte un'asta in cui l'aletta possa ruotare liberamente rispetto all'asta stessa è qualcosa di assolutamente nuovo.
Prima di tutto è necessario capire come è fatta l'asta.

Si tratta sostanzialmente di tre componenti reciprocamente associati a  cooperare funzionalmente: il corpo asta (che presenta una opportuna riduzione di diametro in corrispondenza della sua porzione terminale) un'aletta particolarmente conformata ed una boccola esterna di chiusura e bloccaggio dell'aletta.

   
 

 

L'asta:
si tratta di un'asta brunita.
Quella in mio possesso è provvista di tacche: è arcinoto che non amo particolarmente perni ed ardiglioni e quindi ho scelto il prodotto che, a mio avviso, risultava più valido.
Facendola sobbalzare sulle mani si nota (parlo di sensazioni e non di dati oggettivi) che ha una risposta elastica valida (dell'ordine di altre ottime aste che già sto utilizzando) e disponendola in appoggio sulle sole estremità è possibile verificare che non spancia granchè sotto effetto del peso proprio. Essendo una 6,5 mm di diametro queste prerogative sono più che soddisfacenti: solo adottando diametri superiori è possibile avere elevati livelli di rigidità, in relazione al diametro il comportamento dell'asta è più che soddisfacente.

Unico neo che rilevo sul prodotto è l'assenza di un foro per l'impiombatura in posizione avanzata rispetto alla prima tacca: il prodotto è destinato alla caccia grossa (quel tipo di aletta ha ragione di essere adottato per evitare che i pesci si allarghino le ferite facendo leva come possono fare ad esempio sulle alette fisse) ed in quei casi non è da escludersi che la preda sia in grado di danneggiare l'asta.
E' pur vero che Salvi Mar ha a catalogo due differenti tipi di aste con perni e pinnette appositamente  studiati per evitare la rottura di un'asta lungo le tacche, ma è altrettanto vero che l'appassionato che richieda il sistema Torsion su un'asta con le tacche sicuramente apprezzerebbe moltissimo la presenza del foro avanzato: in quel caso anche la rottura lungo la prima tacca non determinerebbe la perdita del pesce in quanto la legatura è più avanti del punto di ipotetica rottura.
Ho comunque parlato con Stafano Salvi che mi ha confermato l'intenzione di realizzare aste con il foro avanzato e che, comunque, trattandosi di una lavorazione che può anche essere eseguita su prodotti finiti, l'upgrade non crea alcun problema all'azienda.
L'estremità anteriore dell'asta presenta una riduzione di diametro idonea all'alloggiamento stabile dell'aletta: questa riduzione di diametro è uniforme e quindi è lecito pensare che, non presentando punti di innesco alla rottura, presenti una valida resistenza meccanica nei confronti delle deformazioni provocate da urti o dalla forzatura provocata dalla preda.

 

L'aletta
La vera grande novità di questo prodotto è costituita proprio dall'aletta. 
Si tratta di un manicotto cilindrico da cui sono state asportate delle parti al fine di realizzare due semi-tubi reciprocamente connessi in corrispondenza delle loro estremità terminali.

 

La conformazione dell'aletta rende possibile alla stessa di ruotare attorno all'asta in corrispondenza della zona a diametro ridotto posta in prossimità della testata frontale.
Una rappresentazione sommaria dell'aletta è riportata qui di seguito al fine di identificarne al meglio le caratteristiche geometriche.

 


L'aletta così conformata è decisamente rigida e si comporta sostanzialmente offrendo ritenzione su due zone contrapposte: in pratica offre vantaggio e garanzie di tenuta molto vicini a quelle di un'asta tradizionale a doppia aletta. Il fatto però che l'aletta Torsion possa ruotare rende impossibile al pesce far leva su una porzione fissa per aprire la ferita e liberarsi e questo va a tutto vantaggio di questa nuova soluzione realizzativa.

 

La boccola
Siccome l'asta presenta una riduzione di diametro all'estremità, è necessario montare sull'asta un elemento di battuta (un fine corsa) che impedisca all'aletta di fuoriuscire anteriormente (posteriormente è bloccata dal bordo definito dal diametro dell'asta rispetto all'area di diametro ridotto). La boccola metallica (che presenta sulla sua superficie l'identificativo del prodotto e del suo produttore nonché l'indicazione della tutela brevettuale del prodotto) è fissata all'asta per mezzo di un collante anaerobico: questo collante presenta un comportamento elastico per il quale non si verificano danneggiamenti in seguito a vibrazioni ed urti.
E' comunque possibile asportare la boccola, in caso sia necessario sostituire l'aletta (ammesso che si sia riusciti a danneggiarla visto il notevole diametro della stessa), surriscaldando la stessa fino a provocare una degenerazione delle caratteristiche della colla che cristallizzerà e perderà le proprietà coesive.
Sebbene Stefano Salvi parli di questa operazioni con estrema semplicità io sconsiglio a chiunque di provare a farla a casa propria perché un eccessivo riscaldamento potrebbe intaccare le proprietà meccaniche dei materiali.

Analisi complessiva
L'idea alla base di questo progetto è indubbiamente interessante ma trovo che il criterio di realizzazione sia probabilmente quello che è stato in grado di fare la differenza.
Quest'asta, quando la si conosceva solo per fantomatici racconti di chi aveva visto solo il prototipo, aveva incontrato i favori di molti, ma lasciava alcuni dubbi in merito a diverse caratteristiche.
In primo luogo l'adozione della colla stupiva in quanto si è sempre un po' restii ad affidarsi completamente ad un incollaggio.
So che l'azienda ha eseguito centinaia di test, ha affidato l'asta al severo vaglio di Massimo Quattrone ed ha verificato il comportamento delle giunzioni in corrispondenza di urti e vibrazioni.
Incredibilmente la colla ha superato tutti i test, altre soluzioni di vincolo invece si sono dimostrate insoddisfacenti. Quindi... ben venga la colla.
Un altro problema che si analizzava prima di conoscerla era legato all'impossibilità di pescarci in tana: se l'asta si incastra posso ruotarla quanto voglio ma non riuscirò mai a ruotare l'aletta in modo da liberarla dallo scoglio in cui è impegnata!
Invece la conformazione coniugata del fondello della boccola e dell'aletta identifica una posizione di possibile incastro reciproco, studiata proprio allo scopo di permettere un bloccaggio volontario dell'asta qualora la si debba estrarre da una tana.

 

In questo modo si eliminano anche problemi relativi alla necessità di lavorare una cernia: in queste situazioni disporre di alette bloccabili avvantaggia il pescatore che può gestire il pesce portandolo con minore fatica nella posizione che  desidera.
Insomma, il prodotto in questione presenta caratteristiche che fanno ottimamente sperare circa il suo comportamento in mare.
Purtroppo non ho ancora avuto occasione di portarla in acqua per un test pratico, ma questo primo esame a secco credo lo abbia ottimamente superato!!!

 

Michele Rubbini - Bologna
tecno@bluworld.com

 

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