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  _Gli Articoli di Michele Rubbini  
     
     
 
 

 
   
   

Il guida asta

L'evoluzione dei fucili ad elastico, specie negli ultimi anni, è stata particolarmente spinta.
In particolare va evidenziata la grande attenzione progettuale destinata ai fucili cosiddetti “mediterranei“ quelli cioè di dimensioni contenute, nei quali si prediligono il brandeggio e la velocità dell'asta, rispetto alla potenza ed alla gittata.
Inutile dire che i perfezionamenti ottenuti grazie alle attività di ricerca e sviluppo si sono sostanzialmente mossi secondo due diverse direzioni: in un primo caso l'idea era quella di estremizzare la semplicità di brandeggio a parità di prestazioni balistiche, in un secondo caso invece si cercava di ottenere potenza e gittata superiori da un fucile avente una maneggevolezza standard.

Sono rari i casi in cui è stata possibile l'ottimizzazione di entrambe le caratteristiche, ma, a onor del vero, alcuni produttori ci sono riusciti.
Il punto di partenza, per tutti, è l'arbalete mediterraneo per antonomasia, cioè il primo arbalete pensato e voluto da Valerio Grassi per OMER: si trattava di un fucile in tre parti, impugnatura fusto e testata.

   
 


Le dimensioni generose dei componenti, analizzate con gli occhi di un osservatore odierno, erano volute per garantire la necessaria stabilità, a fronte di prestazioni balistiche decisamente superiori alla media del periodo: un fusto molto rigido, gli accoppiamenti della testata e dell'impugnatura con il fusto realizzati in maniera accurata, ed uno sgancio opportunamente demoltiplicato, permettevano di utilizzare gomme di diametri notevoli e, volendo, di scarsa lunghezza, gomme molto cattive per intendersi (benché Grassi sia sempre stato un grande sostenitore delle gomme progressive).
Il bello di queste scelte costruttive risiedeva nel fatto che, nonostante l'ingombro superiore a  quello di un normale arbalete con fusto a tubo, la manovrabilità in acqua di quel fucile era un buon compromesso, questo grazie alla particolare conformazione sostanzialmente lenticolare del fusto stesso.
Da questo esempio (più o meno consapevolmente) praticamente tutti i produttori hanno preso spunto per definire e migliorare le caratteristiche dei loro fucili ad elastico.
Alcuni di essi sono rimasti fedeli alle caratteristiche standard del fucile mediterraneo, cioè la coppia di elastici con testata provvista di sedi di vincolo per le estremità anteriori degli elastici stessi, altri sono ricorsi alla testata cosiddetta australiana, cioè idonea all'alloggiamento di un elastico circolare.
Benché le tecniche produttive ai tempi dei primi “T16 e T20 by Valerio Grassi” fossero già abbastanza sofisticate da ottenere un prodotto sicuramente preciso ed affidabile, si scelse l'adozione di una sella sulla sommità del fusto con la funzione di contenere parzialmente l'asta e di guidarla durante la fase di spinta degli elastici.


In teoria, se osserviamo un arco, ci rendiamo immediatamente conto che, quello che serve per avere la corretta precisione nel tiro, è l'allineamento di 3 punti: la  coda della freccia, la punta della freccia ed il bersaglio. La coda della freccia e la punta della freccia identificano una retta (la traiettoria ideale della freccia): tale retta deve intersecare il bersaglio nell'esatto punto in cui noi desideriamo colpire.
Nell'arco quindi non esiste alcun mezzo di convogliamento della freccia nel suo percorso iniziale, mentre è sospinta dall'azione elastica dell'arco stesso. Non esiste un guida asta.
Questa prima considerazione è importante: se il guida asta non è fondamentale in aria (un mezzo centinaia di volte meno denso dell'acqua) per quale motivo dovrebbe esserlo in acqua. Infatti la maggiore densità del liquido contribuisce a smorzare in maniera accentuata (rispetto a  quanto accade in aria) le minime deviazioni.
Per una analisi più approfondita, può essere opportuno confrontare l'arbalete con il suo reale corrispondente terrestre: la balestra.
Esistono di fatti svariati tipi di balestre: in ogni caso è la porzione di arco anteriore a costituire l'elemento propulsore elastico. La freccia è bloccata, in coda, dal meccanismo di sgancio (su cui è bloccata la corda che unisce le due estremità dell'arco), mentre, in corrispondenza della sua estremità anteriore, poggia su un rispettivo riscontro anteriore disposto in corrispondenza della porzione centrale dei bracci dell'arco.

Anche in questo caso però, il guida asta non lo si riscontra praticamente mai. Sono decisamente poche le soluzioni realizzative che prevedono l'arco (i due bracci dello stesso) posto ad un livello inferiore rispetto al piano di scorrimento della freccia (nelle quali la corda è inclinata quando è vincolata al meccanismo di sgancio): in questo caso, per evitare che la corda spinga verso il basso la coda della freccia (imponendo un'impennata della stessa), si prevede un piano di riscontro sul quale possa scorrere la freccia senza che la coda subisca un abbassamento.
La forma concava tipica dei guida acqua “marini” è inutile in questo caso: le deviazioni laterali sono trascurabili in quanto la corretta progettazione dell'arco e la perfetta simmetria dello stesso rispetto al meccanismo di sgancio, garantiscono che la spinta trasferita alla freccia sia ad essa coassiale (sul piano orizzontale).
Questo cosa  significa?
Significa che, nelle armi terrestri, quando il progetto determina una direzione del vettore di spinta (che rappresenta la retta su cui giace la forza applicata all'asta dall'arco di propulsione) esattamente coassiale con l'asse della freccia, disposto secondo la linea di mira (traiettoria ideale), è inutile disporre dei componenti aggiuntivi che impongano il mantenimento di tale  direzione da parte della freccia.
La  freccia, correttamente spinta, raggiunge il bersaglio secondo la traiettoria ideale (salvo errori di mira).
I fucili subacquei ad elastico si ispirano alle balestre terrestri, pur con evidenti differenze meccaniche in quanto la propulsione, negli arbalete, è ottenuta per mezzo di elastici, disposti in sostanziale parallelismo con il fusto.

Gli arbalete che utilizzano una coppia di gomme (fissate a rispettivi mezzi di vincolo, cioè sedi filettate o perni sagomati) hanno l'indubbio vantaggio di eliminare l'eventuale sfalsamento verticale tra la direzione del vettore di spinta (delle gomme) e  l'asse dell'asta.
Se il fucile è correttamente progettato, infatti, l'asse longitudinale delle gomme tese giacerà sullo stesso piano dell'asta: quindi non si verificherà alcun abbassamento, innalzamento, della coda dell'asta al momento dello sgancio.
In questa  trattazione mi riferisco genericamente ad aste con le tacche: le aste con i perni e/o con le pinnette prevedono che il punti di applicazione della spinta delle gomme sia posto in alto rispetto all'asse longitudinale dell'asta stessa. Questo sfalsamento può comportare una tendenza delle gomme ad abbassare la coda dell'asta e, di conseguenza, un errore sistematico di mira in quanto le aste andranno più in alto di dove si è mirato. Le tacche invece garantiscono che la spinta sia applicata sostanzialmente coassialmente all'asta (sul piano verticale) e quindi non si determina alcun abbassamento/innalzamento della coda con conseguente modifica della traiettoria.
Se si analizza l'evoluzione di alcuni prodotti sul mercato si vede che i più importanti produttori avevano introdotto il guida asta sui loro fucili di punta (in passato), benché questi avessero una testata per coppia di gomme correttamente allineata. Tali prodotti sono pian piano spariti dal mercato, ed ora trovare un fucile con testata per coppia di gomme che presenti anche il guida asta è una vera rarità.
Facendo delle prove si nota che questi nuovi fucili, privi di guida asta, sono di una precisione estrema, nonostante l'asta poggi esclusivamente in una prima sella presente in corrispondenza dello sgancio ed in un piccolo alloggiamento di guida in testata.
Il problema che si può eventualmente verificare è semplicemente legato alla deviazione/sbandamento dell'asta (secondo direzioni laterali, su un piano orizzontale) nel caso in cui le due gomme non imprimano una forza esattamente identica: se la gomma di destra spinge di più di quella di sinistra questa la sopravanzerà durante la contrazione determinando una deviazione dell'asta. Non è immediatamente determinabile la direzione secondo la quale si verificherà la deviazione (in quanto la forza risultante sarà applicata sull'asta in maniera dipendente dalla forma dell'ogiva) ma è molto probabile che la deviazione non sia trascurabile, specie sui tiri lunghi.
In questi casi il guida asta può aiutare...

Utilizzando gomme imboccolate questo problema è sostanzialmente scongiurato, il taglio e l'imboccolamento delle stesse è effettuato in stabilimento, direttamente dal produttore, con l'ausilio di macchine automatiche e con un controllo di qualità (statistico e/o a campione): ciò garantisce l'utilizzatore circa la perfetta simmetria di spinta delle coppia acquistata.
Dovremo solo avere cura di avvitare fino in fondo le gomme nella rispettiva sede della testata in modo che la disposizione delle stesse sia la medesima, assicurando una perfetta simmetria della loro azione rispetto all'asta.
Per chi utilizza gomme al metro (come il sottoscritto) la corretta simmetria di spinta è unicamente affidata alla precisione ed alla perizia che metteremo nella preparazione del fucile.
Inutile dire che le gomme devono essere tagliate della stessa lunghezza (questo è il meno), l'importante sarà che le legature siano realizzate esattamente alla medesima distanza dal termine dello spezzone di gomma: quando l'elastico sarà teso la legatura si bloccherà contro la sagomatura del perno (della testata e/o dell'ogiva). E' fondamentale che la  distanza tra le due legature della gomma di destra sia esattamente identica a quella della gomma di sinistra.

Le due gomme, inoltre, dovranno essere tagliate a partire da un medesimo spezzone di partenza: questo ci garantirà di avere due gomme omogenee, che presentano certamente analoghe caratteristiche meccaniche. Se utilizzassimo gomme dello stesso diametro, dello stesso modello e dello stesso produttore, ma provenienti da due differenti partite di materiali, le probabilità che l'azione elastica delle stesse sia differente, in maniera tangibile, sono piuttosto alte.
Quindi, con un fucile a testata per coppia di gomme, in cui la sede di fissaggio delle stesse giace sul medesimo piano su cui giace l'asse dell'asta, e le gomme sono correttamente dimensionate, il guida asta risulta essere superfluo. Aggiungerei controproducente, in quanto introduce degli attriti che altrimenti non ci sarebbero!
Da qualche anno a questa parte però abbiamo assistito ad un notevole proliferare di fucili con testata australiana.
In primo luogo questa scelta ha permesso di eliminare la giunzione tra la testata ed il fusto.
Praticando un foro trasversale all'estremità terminale del fusto, un foro idoneo ad alloggiare almeno un elastico, è infatti possibile ridurre le dispersioni di energia dell'intero sistema (non ci saranno più dispersioni nell'accoppiamento testata-fusto).
La struttura complessiva risulta essere più compatta e, per di più, si tratta di una soluzione costruttiva particolarmente indicata per i fucili in legno, le cui caratteristiche meccaniche garantiscono la stabilità di lavorazioni di questo tipo.
Montare una testata per coppia di gomme su un fucile in legno non è una cosa semplice, a meno che non si decida di adottare un accoppiamento maschio femmina come in un fucile in 3 pezzi di tipo tradizionale.
Qualora la testata invece debba essere solidale, in maniera molto rigida, al fusto, potrà essere necessario creare opportuni profili metallici una cui porzione debba essere completamente annegata nel legno. La rimanente parte sporgerà dalla sommità del fusto e sulla stessa saranno fissati gli elastici.

Questa soluzione realizzativa, se da una parte assicura il corretto allineamento tra l'asse dell'asta ed il vettore di spinta, dall'altra è di complicatissima realizzazione ed indubbiamente molto costosa: a mia memoria credo sia stata adottata solamente sul fucile OMER modello Master America.
La quasi totalità dei produttori, quindi, ha adottato il foro trasversale per  alloggiare l'elastico circolare.
Tra l'altro questa scelta sottopone il fusto ad una sollecitazione prevalentemente di compressione assiale, mentre, con una testata aggiuntiva, il fusto è anche sottoposto ad un importante momento flettente da considerare in fase di dimensionamento.
Ne consegue che un fucile con elastico circolare che attraversa trasversalmente la testata è poco soggetto a flessione ed è di realizzazione più semplice rispetto ad un equivalente con supporto delle gomme sporgente ed annegato nel materiale della testata.
Verrebbe da chiedersi perché non adottino tutti questa soluzione realizzativa? 
Con elastici circolari le gomme sono inclinate (il foro è in basso rispetto all'asta) e quindi si innescano diversi fenomeni di attrito e resistenza idrodinamica che determinano una dispersione di una certa quota parte dell'energia immagazzinata negli elastici carichi.
Quello che però è ancora più importante ai fini della presente trattazione è che il vettore di spinta applicato all'asta è inclinato (istante per istante, durante la contrazione, parallelo alla direzione delle gomme). Ciò significa che una componente parallela all'asse dell'asta la spingerà verso il bersaglio, mentre una componente trasversale la spingerà contro la sommità del fusto.
La componente  trasversale sarà tanto più grande quanto maggiore sarà l'intensità della spinta e quanto maggiore sarà l'interasse tra il foro e l'asta.


In ogni caso, piccola o grande che sia questa componente trasversale, la coda dell'asta sarà incontestabilmente abbassata durante la sua corsa iniziale ed il tiro sarà deviato verso l'alto.
E' quindi necessario, ed irrinunciabile, realizzare un sostegno, un appoggio, lungo il quale l'asta possa scorrere liberamente seguendo la sua direzione di moto assiale: il sostegno manterrà la coda dell'asta al giusto livello ed impedirà le citate deviazioni (la  reazione del piano di appoggio sarà uguale e contraria alla componente trasversale). Certo, l'asta scorrerà su un piano, determinando delle perdite per attrito rispetto al piano stesso, ma la sua traiettoria non subirà alcuna deviazione verticale.
Gli elastici circolari presentano anche una seconda caratteristica particolare: la loro mezzeria non è bloccata nel foro della testata, può scorrere nello stesso in maniera più o meno libera.
Ciò significa che è possibile che, in caso di caricamento non perfettamente simmetrico, la  mezzeria  dell'elastico si trovi alla sinistra o alla destra del foro di testata: ciò determina una disomogeneità nella spinta fornita dal ramo di destra e da quello di sinistra, con conseguente deviazione laterale dell'asta al momento del tiro.
Questo fenomeno è maggiormente accentuato qualora si utilizzino ogive in corda: l'ogiva in corda può infatti essere incoccata nella tacca o nel perno dell'asta in un suo qualsiasi punto.
Mentre una ogiva metallica presenta curvature che “invitano” il posizionamento centrato, ciò non si verifica con le ogive in corda, con la conseguenza di rendere frequente una disposizione non perfettamente simmetrica delle gomme.
Le ogive in corda richiedono quindi, da parte dell'utilizzatore, una buona perizia in fase di caricamento, anche perché, nel caso di disposizione asimmetrica, le stesse saranno soggette a sollecitazioni che potrebbero favorirne la rapida abrasione.

Per ovviare alle irregolarità di posizionamento che determinano una asimmetria di spinta, si ricorre normalmente alla realizzazione, sulla sommità del fusto, di un guida asta.  
Il guida asta, con i suoi bordi laterali, convoglia l'asta secondo un percorso predefinito (tra l'altro l'asta anche in caso di forte asimmetria di spinta non ne fuoriuscirà perché la componente trasversale verticale della spinta la schiaccia sul fondo del guida asta stesso) e quindi garantisce una ottimale linearità del percorso dell'asta, anche se la  spinta applicata sulla stessa dai due bracci del circolare è asimmetrica.
Quindi per un fucile con testata australiana per elastico circolare, il guida asta risulta essere un prezioso alleato: l'unico aspetto negativo è che il rendimento meccanico di tale configurazione è inficiato dall'attrito tra l'asta ed il guida asta  stesso.
Per ridurre al minimo l'attrito (non è possibile eliminarlo fintanto che esiste una componente verticale trasversale della spinta degli elastici) si può pensare di sagomare il guida asta secondo una curvatura ampia rispetto alla sezione dell'asta e correggere l'inclinazione delle gomme.


La maggiore ampiezza del guida asta garantisce che l'asta non sia “avvolta” dallo stesso e ciò determina una riduzione della frenatura idrodinamica. Infatti, se il guida asta ha forma e dimensioni coniugate a quelle della porzione inferiore dell'asta (cingendola inferiormente), il sottile strato di liquido compreso tra il guida asta e l'asta ha una superficie limite solidale al guida asta e l'altra solidale all'asta.
Quando si innesca un moto relativo tra i due (l'asta è scagliata verso il bersaglio) il sottile strato di liquido si comporta da freno idraulico (ovviamente con una intensità frenante limitata): avendo un guida asta ampio il fenomeno è minimizzato.
La correzione dell'inclinazione delle gomme non è una scelta particolarmente condivisa dai produttori di arbalete “mediterranei” mentre trova larghissimi consensi tra  i produttori di cannoni oceanici.
Per tale correzioni si utilizzano i cosiddetti bands elevator, dei veri e  propri bracci trasversali su cui poggiano le  gomme deviando rispetto alla loro disposizione naturale, quando sono tesi.
In pratica questi bracci sollevano le gomme disponendole su un piano sostanzialmente parallelo (o vicino al parallelismo) all'asta. Quanto più riduco la componente trasversale quanto minori saranno le dispersioni per attrito tra l'asta ed il fondo del guida asta: è chiaro che nei cannoni oceanici a 4 o 5 elastici è una necessità eliminare tali perdite, perché comporterebbero uno spreco di energia enorme.

Conosco alcuni appassionati, che amano costruire direttamente i propri fucili in legno, che hanno adottato sui loro progetti delle guance laterali, poste immediatamente a valle del foro trasversale, che sollevano parzialmente  le gomme rispetto alla configurazione inclinata standard. Ho avuto modo di vedere in azione i fucili costruiti in questo modo, provandoli su bersagli fissi e misurandone le prestazioni; posso quindi affermare che, anche su fucili “mediterranei”, la riduzione degli attriti ottenibile con i bands elevator garantisce un sensibile incremento delle prestazioni (ovviamente a parità di gomme e di asta).
Tutto sommato quindi è evidente che quello che per certi fucili è (di fatto) un accessorio superfluo, costituisce invece un elemento fondamentale per altre soluzioni realizzative: i fucili con testata tradizionale per coppia di gomme (legate o imboccolate che siano) non necessitano generalmente del guida asta ed anzi subiscono un probabile decremento delle prestazioni nel caso in cui lo si monti, mentre quelli che montano il circolare ne richiedono la presenza per garantire una elevata precisione e la necessaria costanza delle prestazioni anche quando la configurazione di caricamento non è perfettamente simmetrica.

Per affrontare il probllema del guida asta da un punto di vista un po' più “produttivo” ho posto alcune domande ad  alcuni tra i più importanti produttori di fucili subacquei (in rigoroso ordine alfabetico): Marco Bonfanti (C4), Marco Ciceri (Omersub e Sporasub) e Fabrizio D'Agnano (Totemsub).

  • Il guida asta determina un incremento di precisione? La precisione è la caratteristica più importante dei tuoi fucili o la metti in secondo piano rispetto ad altro?

Bonfanti:
Il guida asta è per sua concezione un rimedio ad un'impostazione del fucile che non consenta a priori il tiro rettilineo dell'asta. Esso diventa indispensabile con l'elastico circolare che ha la caratteristica di avere un posizionamento incerto del punto di trazione in testata. Con l'uso del circolare, non essendoci un punto esatto di trazione, è gioco forza inserire un elemento che rimedi all'inevitabile errore di posizione delle forze in gioco che così causano il deviare della traiettoria. Quindi il guida asta è utile per la precisione nei fucili dove le forze in gioco non siano esattamente posizionate. Con elastici inclinati, o sghembi, o con l'uso del circolare, diviene un rimedio indispensabile.
La precisione è una delle caratteristiche dei fucili, nessuna caratteristica è secondaria, a dimostrazione, in assenza o mal funzionamento di una qualsivoglia di esse, l'attrezzo fucile estremamente essenziale, perde in massima parte la sua efficacia. Tra le varie caratteristiche del fucile, si ha una sequenza d'uso a causa del regolare svolgersi dell'azione di caccia, una certa caratteristica viene o deve, essere usata prima di un'altra. Sicuramente c'è una priorità d'azione, ad esempio, prima allineo il fucile e poi sparo, senza per questo dire che una delle due caratteristiche sovrasti l'altra, sono entrambe indispensabili. A dimostrazione, posso allineare il bersaglio senza sparare, ma non posso sparare sul bersaglio se non ho allineato...e raggiungerò il bersaglio mirato solo se il tiro è preciso. La sequenza dell'azione, determina una priorità nell'uso delle caratteristiche del fucile. Se la caratteristica o l'aspetto tecnico sono determinanti per il prosieguo dell'azione, quella caratteristica è sicuramente primaria a quelle che ne conseguono.


Ciceri:
Si, siamo convinti che il guida asta sia uno dei tanti fattori che determinano la precisione di un arma. Tale convinzione e’ confermata dai fatti. Oggi il 90 % dei modelli che produciamo ha il guida asta integrale di serie e siamo stati i prima proporre un guida asta applicabile anche a fucili,nostri o dei nostri concorrenti,che di serie non lo hanno. Credo sia pero’ importante fare alcune precisazioni. Se questo non e’ fatto piu’ che bene rischia di avere un impatto molto negativo sulla precisione dell’arbalete.
I vantaggi balistici si hanno maggiormente su fucili dalle lunghezze che partono da 95cm in su. Un ulteriore incremento si ha se si usano gomme potenti o doppie gomme.
Basta pensare a quanto fanno i nostri concorrenti americani che non solo usano su tutte le loro armi i guida asta ma addirittura negli ultimi anni li hanno spinti fino ad adottare soluzioni come i semichiusi o i cosiddetti ENCLOSED TRACK. In questi ultimi ,l’asta che deve essere necessariamente con le pinnette, e’ addirittura completamente nascosta nel guida asta. I vantaggi, secondo loro,non si hanno solo in termini di precisione ma anche di gittata.
Abbiamo fatto e stiamo facendo alcune prove per verificare se quanto sostengono corrisponde al vero e devo dire che i risultati ottenuti ci hanno spinto a considerare seriamente in futuro di adottare questo sistema o un sistema simile anche sui nostri futuri modelli.
Sotto queste misure e con gomme “normali” i vantaggi invece si riducono e molto onestamente un fucile che ne e’ sprovvisto spara altrettanto bene.
La precisione di un fucile e’ ovviamente l’aspetto fondamentale che curiamo nelle nostri armi. Questa pero’ ripeto e’ determinata da un insieme di fattori tra i quali possiamo mettere il guida asta.
 La sensibilità del meccanismo, la corsa dello stesso, un fucile che riduca grazie alla sua forma, massa e peso il rinculo dell’arma, un'impugnatura anatomica ben fatta, un allineamento perfetto tra castello\fusto\testata che permetta di mirare il bersaglio nel modo piu’ naturale e immediato possibile, un fusto rigido e un giusto rapporto tra potenza delle gomme e diametro dell’asta e ovviamente un assetto corretto (neutro) dell’arma in acqua sono solo alcuni degli aspetti che determinano la precisione di un fucile.
Faccio un esempio: se ho un fucile con fusto in carbonio (leggero) da 100cm montato per es. con un castello che ha un meccanismo già particolarmente duro e magari con una corsa di sgancio molto lunga e decido per es. di dotarlo di un asta leggera (6,3mm o 6mm) magari con una aletta molto poco idrodinamica e con una doppia coppia di gomme da 18 molto corte, sono più che convinto che anche con il miglior guida asta del mondo non sarà mai preciso.


D'Agnano:
Nell’equilibrio generale dei fucili che progetto e realizzo, attribuisco alla precisione un’importanza fondamentale. E’ sicuramente il fulcro, intorno al quale costruisco il resto del progetto. Per capirci meglio, in funzione del tipo di fucile, la facilità di brandeggio, o la potenza, o la stabilità possono avere livelli di importanza diversi. La precisione è fondamentale sempre. Un fucile subacqueo è un complesso insieme di parti e caratteristiche che devono lavorare insieme per produrre l’efficienza finale. Non c’è una sola strada per arrivare a questo obiettivo. In funzione del resto delle scelte progettuali, il guida asta può avere sulla precisione un’influenza minore o maggiore, o addirittura essere dannoso.

  • Sui fucili che produci quale ruolo ha il guida asta? Ci sono motivazioni particolari che hanno imposto la forma e le dimensioni dei guida asta dei tuoi fucili?

Bonfanti:
Il ruolo del guida asta resta quello di indirizzare l'asta ove si usi il circolare. Il suo scopo nei nostri fucili, che abbiano il circolare, non deroga da questa funzione e non vedo come potrebbe essere diversamente. Restano le sue caratteristiche negative, riconducibili a maggiore complessità nell'azione di caricamento e gli attriti che nei fucili ad elastico, stante la bassa quantità di energia disponibile, sono assolutamente da evitare. Perciò i nostri guida asta sono ridotti alla sola lunghezza in cui svolgere la loro funzione, ovvero quando le gomme non possono più spingere l'asta perché a fine corsa, il guida asta lo interrompiamo. Farlo integrale vorrebbe dire avere attriti inutili e ciò per me non ha senso.


Ciceri:
Incide positivamente sulla precisione dell’arma e aumenta la rigidità del fusto. Ovviamente forma e dimensioni vengono decise in base all’arma che si intende proporre e alla sua dotazione. Mi riferisco in particolare all’asta e al suo diametro. Se penso che quel fucile renderà al meglio con un asta da 6,5mm il guida asta sarà pensato e sviluppato tenendo in considerazione questo diametro.


D'Agnano:
Il guida asta, sui fucili Totemsub, ha una doppia funzione. La prima è quella di mantenere l’asta parallela al fusto e centrata. La seconda è di evitare che a causa della sua snellezza, l’asta parta con una vistosa pancia verso il basso, cosa che può accentuare i serpeggiamenti in uscita. Serpeggiamenti che causano forti dispersioni dell’energia. La forma e la sezione della guida sono state imposte da principi di funzionalità, credo siano entrambe abbastanza “bloccate”. La sezione è di un diametro maggiore di quello dell’asta. Ad esempio, 8mm per aste da 6,5 o 7 mm. In questo modo, prima della partenza, l’asta tocca la guida in teoria lungo una retta, in realtà su una serie di punti sparsi, a causa delle tolleranze dei materiali, e non è in alcun modo incassata. I profili laterali non possono sporgere in altezza oltre il punto dove l’asta presenta il foro per il passaggio del nylon, altrimenti la stessa resterebbe sollevata, e devono essere abbastanza sottili da non toccare l’archetto o portare l’elastico fuori posizione.

  • Adotti degli accorgimenti particolari per ridurre le  dispersioni di energia dovute all'attrito tra asta e guida asta?

Bonfanti:
La prima condizione per ridurre le dispersioni di energia, sembra banale dirlo, è la precisione di realizzazione, ottenibile solo con materiali stabili ed inerti a garanzia della costanza dimensionale nel tempo. Il guida asta serve per indirizzare l'asta, se storto o flesso, la indirizzerà storta. Se ciò non succede e il fucile spara comunque dritto è perché il guida asta non lavora. Non è il caso dei nostri fucili dove la stabilità dimensionale è garantita dalla costruzione monoscocca in carbonio.
Altro accorgimento che adottiamo è quello di ridurre in partenza le forze che causano gli attriti. Ciò si ottiene con un layout del fucile che non preveda elastici circolari sghembi od inclinati, rispetto alla direzione della freccia. A causa dell'inclinazione degli elastici, circa il 5% della energia caricata sugli elastici viene sottratta alla velocità dell'asta e indirizzata a premere l'asta contro il guida asta. L'attrito che ne segue è direttamente proporzionale a questa forza, agente per di più su di un'area limitata dell'asta. Adottando i band elevator, abbiamo restituito interamente i kg di precarica alla velocità dell'asta e contemporaneamente ridotto al minimo la forza che causa l'attrito radente. La diversità è rilevante.
Del limitare l'estensione della lunghezza del guida asta al solo minimo indispensabile, ho già detto. Il fatto di produrre fucili in carbonio stampato, fà si che il materiale che interagisce con l'asta sia di buona durezza e compattezza e ciò riduce ulteriormente l'attrito.
Non ritengo che l'acqua che bagni l'asta e il guida asta nelle zone di contatto possa essere considerata un valido lubrificante. Sia per la scarsa densità dell'acqua, sia per l'altrettanto scarso potere untuosante, nonchè per le alte ed istantanee velocità in gioco. E' giusto ricordare che la supposizione della lubrificazione tramite acqua, è una teoria che non ha per ora trovato dimostrazione alcuna.


Ciceri:
No e per la semplice ragione che tale dispersione e’ talmente minima o nulla da non valer la pena di pensare ad accorgimenti particolari.


D'Agnano:
Nella pratica, questo attrito è quasi inesistente. Basta guardare dei filmati, ed è chiaro che l’asta abbandona la guida al momento dello sparo. Forse si potrebbe parlare di attrito di distacco, ma considerato che il resto dell’asta si trova a contatto con l’acqua, e che la superficie della guida, con i materiali che utilizziamo è praticamente vetrosa, credo la cosa sia assolutamente trascurabile. Impensabile che l’asta resti vincolata per tutta la fase di uscita, anche con fucili a basso rinculo. Del resto, dopo centinaia di tiri, non resta sulla guida dei miei fucili la minima traccia o scalfittura a testimonianza dell’attrito. Mi preoccupano molto di più, in chiave di dispersione, le oscillazioni dell’asta, lo studio delle quali ci ha portato risultati interessanti, ed alcune modifiche sui dimensionamenti. Restando al tema guida integrale, sulla serie Guizzo abbiamo eliminato il profilo laterale su tutta la parte centrale, lasciando però all’asta la possibilità di poggiare, evitandone quindi lo spanciamento. In pratica, il profilo della guida è presente solo nei venti centimetri circa a partire dalla punta, e a partire dal meccanismo. La scelta è stata dettata dal fatto che, trattandosi di un fucile progettato per la pesca in schiuma, immaginavo sarebbe stato lasciato a sbattere sugli scogli mentre il pescatore provvedeva a mettere la spigola nel portapesci. Il fucile in questione è risultato da subito uno dei più precisi di tutta la gamma, soprattutto per il corretto dimensionamento dei componenti in funzione di un armamento leggero, e non ha quindi risentito in alcun modo della rimozione del profilo laterale per circa un terzo della lunghezza. Sto sperimentando questa soluzione anche sugli altri modelli, ed il dato si sta confermando.

Non pago di queste risposte ho poi girato le medesime domande a due appassionati di Tirosub che militano sul nostro forum e che hanno anche  costruito alcuni fucili per pura passione: Adriano Argentino Campione Italiano Tiro Sub 2007 e Gianluigi Spada (legato a Bluworld anche da un punto di vista sportivo).

  • Il guida asta determina un incremento di precisione? La precisione è la caratteristica più importante dei tuoi fucili o la metti in secondo piano rispetto ad altro?

Argentino:
Nel tiro al bersaglio il guida asta aumenta la precisione del tiro in quanto l'asta ha meno ondulazioni nel tragitto e quindi una rosa più stretta, e mi riferisco ad una rosa di meno di 2 cm, per la pesca non incide più di tanto, ma dipende anche dall'inclinazione degli elastici sul fusto. Per avere un fucile preciso, curo ogni particolare per evitare inconvenienti tecnici che possano in qualche modo deviare il tiro, la sistemazione della sagola la sua legatura all'asta,l'uso di un archetto largo sono piccoli particolari fondamentali per la precisione.


Spada:
Ho provato sia fucili con guida asta sia senza. La precisione non deriva dal guida asta ma, a mio parere, da altri componenti come elastici ed ogive. Quando nel 2005 io e la mia squadra abbiamo vinto il Campionato Italiano di Tirosub sparavamo tutti con un fucile senza guida asta. Oggi, utilizzo ancora un fucile (Il Mr. Carbon) senza guida asta che mi consente di ottenere prestazioni da vertice delle classifiche.

  • Sui fucili che produci quale ruolo ha il guida asta? Ci sono motivazioni particolari che hanno imposto la forma e le dimensioni dei guida asta dei tuoi fucili?

Argentino:
Nei fucili in legno che costruisco per la pesca faccio un guida asta poco profondo o addirittura solo nella parte della testata mentre sul resto del fusto faccio sfiorare solo l'asta , questo solo per avere meno attriti. Spada:
Nelle ultime versioni di fucili che ho costruito, ho eliminato quasi totalmente il guida asta. Dico quasi in quanto mi limito a formare 10-15 cm di guida subito all' uscita del meccanismo di scatto, con della resina epoxy e polvere di legno. Ciò consente di mantenere in asse l'asta al momento più topico ossia quando gli elastici sono al massimo carico, evitanto di farla "derapare" lateralmente nei primi attimi di sparo. Una volta che l'asta è partita dritta prosegue la sua traiettoria con la precisione dettata dalla mini-guida iniziale.

  • Adotti degli accorgimenti particolari per ridurre le dispersioni di energia dovute all'attrito tra asta e guida asta?

Argentino:
Nei fucili lunghi si si vuole ottenere il massimo per far si che il pesce venga colpito a una certa distanza mantenendo una buona penetrazione, si devono curare tutti i particolari e principalmente l'attrito dell'asta e degli elastici sul fusto, nei fucili col circolare si tendera' a rialzare gli elastici in testata e usare archetti larghi a discapito anche del brandeggio e della silenziosita'. Nei fucili corti, diciamo fino al 90, non mi fisso su queste cose perche nel mio tipo di pesca, saraghi e spigole, non mi preoccupo piu' di tanto, fino a 3 metri si buca di tutto.Invece curo il brandeggio e la precisione a discapito della potenza.


Spada:
Utilizzare un "mini-guida" iniziale, consente di non avere troppe perdite dovute ad attriti fra asta e guida asta. Ultimamente per limitare le perdite di energia, sto sperimentando alcune ogive larghe che mi consentono di manternere gli elastici staccati dall' asta evitando di farla spostare durante lo sparo e eliminando parte del rumore prodotto per lo stridio fra gomme ed asta. Con questo espediente, credo si possa eliminare totalmente il guida asta tutto a favore del massimo rendimento.

 

 

Michele Rubbini - Bologna
tecno@bluworld.com

 

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