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  _Intervista a Marco Bonfanti - di Michele Rubbini  
     
     
 
 

 
   
   

Il 2008 ha confermato alcuni prodotti cult come la Mustang ed il Mr Carbon, ma ci ha anche regalato alcuni nuovi prodotti. E' un trend dovuto ad una particolare strategia?

Bonfanti: C4 è un marchio che muove passione, la strategia commerciale è inevitabile si basi sul proporre alla clientela ciò che è ben affermato e ciò che si spera si possa affermare. La difficoltà della scelta strategica dei prodotti stà tutta lì, si deve riuscire a proporre oggi ciò che sarà cult domani. Non è una cosa facile da farsi perchè la clientela è molto cambiata rispetto ai decenni precedenti. C'è maggiore informazione e conoscenza, anche grazie al web. Questo non significa affatto che tutto ciò che stà sul web sia verità, anzi spesso è vero il contrario, ma solo che le persone diventano sempre più intelligenti, informate ed attente, è l'evoluzione della specie...cliente. C'è maggiore osservazione e spirito critico, gli ultras ottusi, quelli che si bevono integrale tutto ciò che leggono, sono sempre meno, così come coloro che scelgono in base a pubblicità e non attenendosi allo stato di fatto dei prodotti. Per le aziende, non tenerne conto, è un errore che si paga salatissimo.

l prodotti C4 si prefiggono di occupare esclusivamente la fascia alta del mercato delle attrezzature. Non è difficile doversi scontrare con un mercato che cerca la massima riduzione dei prezzi (sia all'offerta che alla domanda)?

   
 

Bonfanti: Lo scontro in realtà è più virtuale che effettivo, anche se alcuni ns concorrenti hanno addiritura impostato campagne pubblicitarie in tal senso. E' un assurdità che li vedrà inevitabilmente perdenti dal punto di vista dell'immagine, mentre per ciò che concerne le vendite, la pubblicità non ha mai coperto le mancanze di fatturato e non vedo come possa farlo ora.
La domanda attuale la vedo sempre più rivolta ad una ricerca della qualità del prodotto, piuttosto che ad un prezzo basso a tutti i costi. Ad esempio, di fucili e pinne a basso prezzo, c'è un' invasione del mercato, l'offerta è nettamente superiore alla domanda, eppure di tutti questi, pochissimi marchi vendono bene, direi uno solo. Visti i tempi, probabilmente c'è meno frequenza di spesa, sopratutto su oggetti correnti, a basso contenuto tecnico. Cerchiamo tutti di spendere sempre al meglio, magari meno sovente e questo crea, rispetto ai decenni passati, situazioni commerciali nuove. Da quello che vedo, non tutte le aziende sono pronte a sostenerle, C4 cerca di esserlo.

Non avete mai pensato ad ingrandirvi, produrre su più larga scala (con attività più industriali e meno artigianali) per aumentare la vostra offerta e ridurre i costi?

Bonfanti: La riduzione dei costi mantenendo la qualità, è un ns obbiettivo costante. C4 stà già producendo in modo quasi industrializzato, compatibilmente con il composito e sue lavorazioni di qualità. Ad esempio e per quanto possibile per il tipo di lavorazione, abbiamo controlli automatici e centraline che sovraintendono al processo produttivo, con buona pace di chi ci vorrebbe senza tecnologia e tecnica. Per ingrandire la ns dimensione produttiva servirebbe che il numero dei possibili clienti potesse aumentare di conseguenza, ma temo che ciò sia un' illusione.
A mio avviso non c'è la possibilità per questa numerosa e folta clientela, sia pur a prezzi ridotti. La causa prima stà nella carenza di pesci che muove una spirale che alla fine concretizza minori vendite di attrezzature rispetto al passato.
Inquinamento, pesca professionale, AMP e bracconieri professionali, sono i soggetti che in un modo o nell'altro riducono significativamente ai clienti delle aziende, la possibilità di praticare l' attività. Se non c'è neve non si scia, se non ci sono pesci non si pesca, non è difficile da comprendere, ma pare che alcune aziende siano meno logiche di altre su questi argomenti.

Le dolenti note: come mai i prodotti C4 sono rintracciabili a prezzi differenti a seconda del negoziante?

Bonfanti: Sto lavorando per fare in modo che le differenze effettive si riducano al minimo fisiologico, è interesse di tutti. I negozianti operano per proprio conto e sono liberi di applicare i prezzi che vogliono, così come sono liberi di rendere o meno disponibili i ns prodotti. C'è da osservare che durante il 2008 alcuni negozi ns esclusivisti di zona, hanno fornito quotazioni al ribasso al solo scopo di danneggiare gli altri negozi.
Questo non và bene, né per il cliente finale che resta disorientato, né per l'azienda che si impegna per far confluire le richieste alla rete vendita. Esemplificativo l'esempio di un rivenditore che praticava prezzi stracciati ma con prodotti incompleti....fucili senza mulinelli ( che sono di serie ) pinne senza viti di ricambio ( anch'esse di serie ).
Questo non è accettabile dall'azienda, anche se dal punto di vista delle norme che regolano il commercio è tutto perfettamente legale. Chi acquista ( il negozio ) fà ciò che vuole di quello che ha acquistato, ma oggi imponiamo un minimo di coerenza.

Per primi avete fatto le pinne in carbonio... ora le fanno tutti; per primi avete fatto i fucili con sgancio arretrato... ora li fanno in molti. Questo "inseguimento" è pericoloso per l'azienda?

Bonfanti: Io credo sia pericoloso per gli altri, intendo quelli che copiano e che non riescono a proporre prodotti con identità propria, sia perchè possono incappare nei ns brevetti, sia perchè il mercato "passionale" rifiuta le copie. Pago 10.000 euro un Rolex autentico e 100 dollari una sua copia cinese....
Oggi il cliente è maturo e consapevole, non spende quattrini se non ha un ritorno adeguato nel prodotto, il valore percepito deve essere elevato, non banale e comunque rapportato alla cifra richiesta. Non esistono prodotti non capiti dal mercato o non sufficientemente pubblicizzati, ma esistono solo prodotti errati, quelli che già in partenza non hanno i presupposti minimi di riuscita.
Il mercato, che è e resta l'unico giudice, inevitabilmente li rifiuta. E' la fine delle copie senza carattere o di quei prodotti che si basano su teorie assurde di cui non v'è traccia nella realtà di fatto tranne che nella mente di chi le ha pensate. La teoria è una bella cosa, ed io ne sono da sempre un grande utilizzatore, ma resta asservita a descrivere rigidamente la realtà, non le proprie fantasie.

C4 in Italia ed allestero: la percezione di elevata qualità attribuita al marchio C4 che si ha qui in Italia è condivisa anche all'estero o è un fenomeno solo Italiano?

Bonfanti: Per ciò che riguarda le pinne il fenomeno è nettamente più marcato all'estero di quanto non sia in Italia, questo perchè le valutazioni sono fatte con maggiore obbiettività e meno coinvolgimento emotivo.
Che in molti paesi esteri, quelli ad economia prevalente, i criteri di valutazione siano meno passionali che in italia non è certo una mia scoperta. Nel mondo abbiamo solo alcuni piccoli concorrenti in alcune nazioni che però stentano ad affermarsi sulla scena internazionale, anche perchè propongono di fatto solo controtipi di un ns prodotto, le Falcon.
Per farci una reale concorrenza gli manca tutto il resto dei modelli e non è poca cosa. Per i fucili, abbiamo ottimi riscontri sopratutto nei mercati dove è presente un ns distributore nazionale, ma essendo il fucile un oggetto dove affermare le qualità tecniche è meno semplice ed intuitivo che con le pinne ( non tutti hanno la sensibilità per accorgersene ) serve più tempo o modelli specifici per affermarsi stabilmente.
Il modello Urukay, di cui è già scoppiata la "febbre" in Italia, ci aiuterà nei paesi in cui i pesci sono grandi ( fortunati loro ) ed il prossimo modello in uscita, Joker 410 sarà appunto un Jolly da giocarsi ovunque.

C4 farà il fucile pneumatico ??

Bonfanti: Se trovo una ragione tecnica per me valida, che ne giustifichi l' esistenza per C4, è molto probabile, vale lo stesso per un fucile in legno. Non ho preclusioni concettuali. Le ragioni, per ora non sono riuscito a trovarle, ma onestamente, non mi sono nemmeno impegnato a cercarle. In parole semplici: adesso non ne vedo la ragione, anche se le continue "insistenti pressioni" dell'amico Max mi hanno portato a pensare a due diversi ed interessanti layout per il pneumatico...ma non voglio andare oltre, in tutti i sensi.

Un ultima domanda: come sarà il 2009 ?

Bonfanti: Sarà pieno di pesci per tutti gli amici di BW, questo il mio augurio.

Al termine della chiacchierata ho notato il crescere di un istinto ve ndicativo nel Carbonaro... Il risultato?
Ha scodellato una serie di domande per le quali desidera una mia risposta scritta sulla Home Page!
E sia... Nel prossimo aggiornamento mi metterò "a nudo".

 

Michele Rubbini - Bologna
tecno@bluworld.com

 

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