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  _Gli Articoli di Michele Rubbini  
     
     
 
 

 
   
   

NUOVI ARCHETTI PER OGIVE SNODATE E NUOVE OGIVE ARTICOLATE SIGAL SUB

Simone Gallini ci ha abituati a prodotti di altissimo livello.
Le sue aste ormai sono un riferimento: il top.
Produce da anni ogive articolate, io le uso e le ho usate con estrema soddisfazione.
Sono robuste, semplici e, con un po’ di manualità si adattano perfettamente alle esigenze di chi, come me, anziché usare i braccetti metallici di serie si costruisce i cappietti in cordino della lunghezza che preferisce. Tutto sommato decisamente un buon prodotto.

Ma, siccome Sigal Sub vuole proporre solo prodotti OTTIMI, ha voluto modificare l’archetto nella sua forma, proporzioni e materiali. In particolare Simone ha analizzato diversi prodotti esistenti ed ha valutato una pluralità di materiali possibilmente applicabili.

   
 


 

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Partire dal progetto dell’ ”archetto snodato” di Giorgio Dapiran (che aveva prodotto per lui fino a pochi anni prima), e continuare nella ricerca di nuove soluzioni migliorative ha permesso a Simone di sviluppare il prodotto attuale.

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In primo luogo è necessario cercare di capire per quale motivo hanno scelto di adottare la  forma proposta in passato con gli archetti snodati di Giorgio Dapiran.
Praticamente quasi tutti gli archetti in commercio hanno lo stelo ripiegato in avanti: in questo modo la curvatura dello stesso è sempre concava (o sempre convessa, a seconda da dove la si guarda), cambia solo il raggio di curvatura di una sezione rispetto a quelle vicine. Ovviamente la produzione di questo tipo di archetto è particolarmente semplice, partendo da un filamento sostanzialmente rettilineo.

Le ripiegature per accoppiarsi con i braccetti (o, nel mio caso, con i cappi di cordino) sono quindi rivolte in avanti. 99 volte su 100 questo non crea alcun problema.

Ma accade saltuariamente che la ripiegatura, durante il tiro, vada a pizzicare il filo dell’impiombatura dell’asta: vista la velocità è inutile dire che purtroppo questi pizzichi pregiudicano la tenuta dell’impiombatura, quando non la recidono al primo colpo.

Questo problema mi è stato segnalato da diversi appassionati (ed evidentemente è giunto anche all’orecchio di Simone Gallini): è comune a tutte le ogive con archetto di stelo metallico. Un bel problema visto che queste ogive sono, a mio avviso, le migliori in assoluto!

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Una superficie conformata a “C” che scorra in prossimità di un monofilo di nylon inevitabilmente può pizzicarlo: inutile modificare i raggi di curvatura o chiudere completamente l’occhiello… il problema persisterebbe.

Simone ha brillantemente risolto ritornando alla “C” rovesciata. Infatti inserendo due flessi ai lati della porzione centrale dell’archetto (cioè tra l’archetto e le ripiegature di fissaggio) l’andamento dell’ogiva derivante sarà completamente modificato: un tratto convesso (la prima ripiegatura), un flesso, un tratto concavo (la porzione centrale che si accoppierà con l’asta), un altro flesso ed un altro tratto convesso (la seconda ripiegatura).

Il risultato è che non c’è più nessuna superficie discontinua allineata al monofilo dell’impiombatura e quindi la stessa non corre più alcun rischio di essere pizzicata durante il tiro.


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Non va dimenticato che la ripiegatura rivolta in avanti ha anche un secondo problema: se scappano gli elastici mentre si carica la “C” tradizionale pizzicherebbe le mani del pescasub!
In questo nuovo modello invece la superficie liscia scivolerebbe sulle mani: insomma prenderemmo una bella botta ma il rischio di lacerazioni sarebbe decisamente ridotto. E non è poco…

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Questa particolarità costruttiva è di indubbio interesse ed in Sigal lo hanno compreso immediatamente, ma visto che si stava progettando un nuovo prodotto hanno pensato di perseverare apportando altre ulteriori modifiche!
I terminali delle ripiegature infatti non sono arricciati a costituire un occhiello (come negli archetti standard) ma hanno forma allungata e delimitano un occhiello di estremità che sfocia in un’asola aperta verso l’esterno.
L’enorme vantaggio di questa conformazione sta nella maggiore facilità di montaggio e nella maggiore stabilità del montaggio stesso!
Infatti un terminale allungato è facilmente deformabile in maniera elastica senza usare alcun attrezzo, semplicemente forzandolo contro il braccetto su cui dovrà impegnarsi: potremo montarle in mare, sostituirle al volo in un attimo. Una comodità in più: con un archetto di riserva sempre al seguito la pescata non sarà mai compromessa da una rottura e la sostituzione sarà immediata.
Personalmente questa scelta costruttiva la adoro!
Il mio problema maggiore con i cappi in cordino è che li realizzo con della sagola da alpinista del tipo anti-abrasione del diametro di 4 mm. Gli archetti standard non è che ci si accoppino al meglio.
Questi invece sembrano costruiti apposta. Li incastro e li sfilo con una notevole semplicità.

I miei fucili sono tutti allestiti con questa soluzione, mi basta inserire nell’impugnatura un archetto di riserva e sono tranquillo che non sarò vittima di “guasti”.

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Ma passiamo al materiale, il vero fiore all’occhiello dei prodotti Sigal Sub: l'archetto e' realizzato con uno speciale inox armonico con carico di rottura di circa 1800N/mm2 ossia praticamente le stesse caratteristiche dell'inox sandvik utilizzato per le aste.
Circa un 20% di resistenza in più dei precedenti archetti SIGAL e con un notevole ritorno elastico.
Gli archetti vengano realizzati tutti totalmente a mano e smussati  nelle parti terminali per evitare spigoli taglienti pericolosi per il pescatore e dannosi per i fusti. Anche la chiusura degli archetti e relativa tenuta viene verificata una ad una manualmente tramite un sondino con tolleranza -0.3mm.



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Per quanto concerne i braccetti dell’ogiva completa, la lunghezza dei braccetti è stata ridotta al minimo per ridurne il peso ma soprattutto sfruttare il più possibile gli elastici: un’ogiva corta garantisce di usare su uno spazio più lungo le gomme e quindi di sfruttarle al meglio, specie adesso che si trovano in commercio gomme con proprietà che fino a qualche anno fa potevamo solo sognare!
Aver ridotto la lunghezza fa si che la parte "morta" dei braccetti sporgenti dagli elastici dopo la legatura si riduca al minimo, questo significa che i braccetti metallici saranno foderati dalla gomma e quindi si evita la spiacevole situazione in cui questi di colpiscono e rovinano il fusto dei fucili.
I braccetti vengono realizzati tutti in acciaio AISI 316 e ne viene contornato il profilo con un'apposita fresetta anche questo per evitare spigoli taglienti e ridurne il peso e l'ingombro.
Oltre questa versione con palline in ottone per le legature sono disponibili con boccole in derlin, praticamente indistruttibili, tornite dal pieno e con godronatura antiscivolo.
Un particolare interessante di questo tipo di ogive con boccole, è che i braccetti metallici delle ogive presentano una filettatura particolarmente estesa: il dadino che si impegna su questa filettatura può essere più o meno avvitato lungo la stessa (è un autobloccante, quindi dove lo si lascia rimane bloccato) variando la lunghezza utile del braccetto. In pratica possiamo modificare l'ogiva esattamente come desideriamo personalizzandola secondo le nostre esigenze.


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Per gli amanti dell’ogiva tradizionale, SIGAL realizza anche una versione con piattina (la classica mezzaluna che si impegnerà nelle tacche o nelle pinnette): questa sarà prodotta sempre in acciaio AISI 316 e di varie misure. Ovviamente le ogive di questo tipo sono molto più resistenti di quelle con l’archetto in stelo metallico e quindi sono particolarmente indicate per chi privilegia la robustezza dell'attrezzatura o utilizza elastici con carichi elevati o doppi e tripli.

 

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Nel mio piccolo posso vantarmi di aver contribuito alla valorizzazione del progetto consigliando a Simone di avviare una procedura per la tutela del design delle nuove ogive. Al momento è avviato infatti l'iter istruttorio per il deposito di una domanda di Modello Multiplo (con cui tutelare oltre alle ogive altri prodotti della SIGAL), grazie alla quale sarà conferito alla SIGAL il monopolio su questi prodotti.

 

 

 

Michele Rubbini - Bologna
tecno@bluworld.com

 

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