Sapete con cosa pesco abitualmente... La proposta di provare un fucile totalmente diverso rispetto ai miei standard abituali è giunta in un momento in cui mi sento particolarmente portato verso i cambiamenti.
Come sapete sono stato costretto a stravolgere la mia visione riguardo al fucile ideale dopo aver provato il Joker della C4: altri fucili sono restati comunque il riferimento, ma ammetto che alcuni parametri ho dovuto “registrarli” a causa delle ottime caratteristiche di quel prodotto. Il fucile oggetto di questa prova ha un aspetto decisamente piacevole, è BELLO!
E avendolo in mano, ci si rende conto immediatamente che è sottile, esile, filante, tutte caratteristiche che presagiscono un buon brandeggio, caratteristica che ritengo fondamentale per un'arma subacquea.
Nonostante la forma filante non si tratta certo di un fuscello, è massiccio e pesante come solo i fucili in legno sanno essere. La sensazione, quando lo ho osservato la prima volta, è stata quella di trovarmi davanti ad un oggetto ottenuto in seguito ad una attività di progettazione piuttosto approfondita: la cosa che non mi convinceva di alcuni dei fucili in legno che mi è capitato di aver per le mani in passato è l'evidente carenza di un approccio progettuale di base. Deciso che si sarebbe realizzato un 100 gli attrezzi hanno avuto il sopravvento e si è ottenuto un oggetto robusto, piacevole alla vista ma con potenzialità estremamente inferiori a quelle effettivamente raggiungibili.
In questo caso invece,me lo ha poi confermato Giulio Campopiano (titolare di EBAN SUB), si è partiti da un progetto e si è passati alla prototipazione solo quando il progetto avesse soddisfatto i requisiti di basi posti dal progettista (Giulio stesso). I prototipi sono stati via via modificati ed evoluti (aggiornando di volta in volta il progetto) fino ad ottenere un prodotto finito, perfettamente rispondente ad un progetto tecnico destinato all'ottimizzazione di alcune caratteristiche ed alla eliminazione di alcuni problemi, che risulta essere il migliore compromesso per ottenere i risultati voluti.
Questo approccio progettuale di tipo “industriale”, abbinato ad una lavorazione ed a delle rifiniture artigianali, quasi artistiche, danno vita ad un prodotto decisamente di alto livello.
Di seguito il link al sito EBAN in cui è possibile trovare i riferimenti tecnici forniti dall'azienda circa il prodotto in test:
Il fucile che ho per le mani è un 95 (sebbene si chiami 90) e monta un'asta da 7 mm per 120 cm di lunghezza (cortina e quindi rigidissima) con gli ardiglioni, di produzione SIGAL Sub: l'asta è ad aletta singola, soluzione che non amo particolarmente, ma si tratta di un'aletta molto lunga, posta al di sotto dell'asta e conformata in maniera tale da non richiudersi una volta aperta. La scelta di un'asta SIGAL, le più rigide tra le aste in commercio, sono convinto che contribuirà positivamente all'incremento delle prestazioni del fucile: un materiale così elastico e rigido è indiscutibilmente perfetto per realizzare aste per fucili lunghi, ma anche su un 90 credo possa determinare buoni risultati balisitici.
I perni dell'asta (realizzata su specifiche Eban) sono più arretrati rispetto allo standard, offrendo circa 12cm in più di lunghezza di scocca (35mm l'ultimo perno, 85mm il penultimo) e la distenza fra i 2 perni è di 6cm, la stessa che vi è fra l'interasse dei fori di alloggio degli elastici; questo permette di avere le gomme con lo stesso identico fattore di allungamento.
L'IDRO 90 è un doppia gomma da 18 mm, Giulio Campopiano stesso lo ha configurato preparando gli elastici in azienda: la scelta delle gomme di buon spessore è abbinata ad fattore per il taglio delle gomme piuttosto elevato. Il fucile si carica senza problemi, ma è parecchio pepato: caratteristica che amo decisamente.
Le gomme sono piuttosto progressive quindi ritengo che durante l'utilizzo, sebbene sull'asta sia applicata una spinta imponente al momento dello sgancio, i problemi legati al rinculo saranno minimi ed il tiro sarà certamente lungo e potente fino a fine corsa. Almeno lo presumo...
Le ogive sono differenti: una di larghezza inferiore è montata sulla prima gomma (quella che va in seconda tacca) e l'altra è larga. Quando il fucile sarà carico le gomme non dovrebbero nemmeno toccarsi, con conseguente inferiore dispersione di energia per attrito al momento dello sgancio. Non è secondario il fatto che in questo modo il caricamento dovrebbe anche essere più agevole ed il rischio di provocare lo sgancio di una gomma mentre si sfilano le dita da sotto all'altra dovrebbe essere scongiurato.
Lo sgancio è anch'esso prodotto da SIGAL Sub su progetto di Giulio Campopiano (quindi uno sgancio che potremo trovare solamente su fucili EBAN), tutti ne parlano bene quindi immagino che non darà problemi, anche se devo ammettere che due gomme cattivelle applicheranno un carico importante che mi fa temere che il grilletto possa indurirsi un pochetto.
Una nota sull'impiombatura ricevuta dall'azienda: l'asta è impiombata sul foro terminale presente sul codolo. La ritengo una scelta poco corretta: con un 90 doppia gomma, che monta un'asta da 7mm, di certo non sparerò in tana. Non mi serve quindi che la trazione sul monofilo nel recupero dell'asta sia applicata alla sua estremità per evitare che questa si incastri. E' preferibile invece che il pesce, una volta passato in sagola, non riesca a tornare in asta: consiglio quindi di utilizzare uno dei fori avanzati per l'impiombatura in modo che l'asta, durante il recupero si comporti come una grossa aletta di ritenzione per la preda che si dibatte in sagola.
Il mulinello è molto bello, dall'aspetto robusto, è provvisto di una frizione molto semplice con una vite di serraggio facilmente afferrabile e regolabile. La richiesta di sagola determina un rilascio automatico della frizione (si allenta quando sottoposta a trazione).
Dimenticavo... il fucile è preparato direttamente dall'azienda con la doppia passata di sagola: spero vivamente non si tratti solo di uno slancio di ottimismo!!!
La prova in mare
Ho ricevuto il fucile il mercoledì ed il giovedì ero già in mare per provarlo.
Soliti posti, siccome mi conosco, non ho preso in gommone il mio fido 94, quindi per tutta la giornata utilizzerò l'IDRO 90... anche se non dovessimo piacerci.
Scendo al primo spot: il caricamento è semplice. Effettivamente gli elastici si dispongono in maniera ottimale grazie alla differente larghezza delle ogive.
Le sedi che convogliano gli elastici dalla testata verso lo sgancio sono dei veri e propri bands elevator e portano le gomme in condizioni di allineamento ottimale rispetto all'asta.
A fucile scarico non ero riuscito ad apprezzare questa caratteristica.
Le gomme, tra l'altro, a fucile carico, sono completamente alloggiate entro la sagoma limite del fusto: considerato che il fusto (soprattutto verso la testata) è molto sottile credo che ottenere questo risultato realizzativo sia stato decisamente complesso.
E quindi?
Quindi il fucile in acqua si muove bene, si orienta con facilità, sia con i movimenti che utilizzano una rotazione attorno ad una porzione mediana del fucile prossima al mulinello, sia con movimenti a braccio teso (sebbene questi secondi movimenti in pesca siano assolutamente inutili, salvo per gli aggiustamenti finali prima del tiro; è comunque un buon riferimento per capirne le potenzialità di brandeggio).
In seguito mi troverò appostato sul fondo davanti ad un enorme blocco di cemento di una barriera artificiale: sono mancino e quindi sono orientato verso sinistra con il braccio allungato in tale direzione. La mangianza scatta, dalla coltre nebbiosa compare una bella palamita, comincio ad allineare. Avverto un ulteriore scarto della mangianza sul lato destro, mi giro e vedo la sagoma di una spigola in arrivo. Vince lei!!!
Il fucile subisce una rotazione oraria attorno all'impugnatura: la punta dell'asta passa da destra all'alto ed arriva a sinistra.
La spigola mi ha aspettato e non si è spaventata. Scocco il tiro ed è in sagola. Nota: lo sgancio è morbido e sensibile nonostante le due gomme cattivelle.
Nel recupero tornerà in asta... maledetta impiombatura sul codolo, ho sempre il terrore di perdere i pesci quanto ritornano in asta. In questo caso tranquillizzo tutti, la spigola giace attualmente nel mio freezer!
La giornata è interessante: spesso capita di incrociare branchi numerosi di grossi cefali.
Non si tratta di tiri difficili, anche se lunghi sono tutti tiri piazzati in quanto il branco si muove sempre lentamente e con ottima prevedibilità.
Faccio quindi diversi test balistici e, devo ammettere, che la doppia passata non è dovuta ad un eccesso di ottimismo, il tiro è lungo: forse le due passate, in un tiro orizzontale, non sono distese completamente, ma è un fattore di pochi centimetri. E l'asta non cala di quota per praticamente tutta la sua corsa. Eccellente.
Ho fermato un cefalone con la punta dell'asta infilata nel cranio senza che l'aletta lo passasse per potersi riaprire ad una distanza siderale: era un tiro di prova a cui non credevo nemmeno un po', invece il pesce è stato preso, ucciso sul colpo per giunta!
A metà pescata il dramma: perdo l'archetto dell'ogiva più stretta (la WIRE, per chiarirsi).
Ho il guida asta, con tutti gli attriti che determina, una sola gomma e l'asta da 7 mm: tanto vale lanciarla con le mani!!!
Il gommone è lontanissimo e mentre cerco di raggiungerlo decido di provare a pescare ugualmente con una gomma singola.
Mi apposto: solito branco di cefaloni tra cui nuota un “U-boat” che sembra una coscia umana.
Gli altri sarebbero a tiro ma il più grosso è lontanuccio, se solo avessi le due gomme potrei infilzarlo, probabilmente lo metterei anche in sagola!
Il fiato comincia a mancare. Distendo il braccio guadagnando qualche decina di centimetri e sparo verso il “mostro”: l'asta è più lenta di prima, ne seguo con facilità il movimento con lo sguardo.
Ma forse il cefalone non lo sa, visto che si dibatte in asta trafitto.
Risalgo sorridendo, è una sensazione bellissima quando si verificano questi risultati inaspettati.
Non l'ho ancora scritto, ma mi pare evidente che io e l'IDRO 90 ci siamo piaciuti.
Successivamente continuo ad avanzare verso il gommone con una maggiore fiducia sull'arma che impugno anche se in versione depotenziata (la seconda gomma, priva di archetto è riposta sotto la giacca della muta).
Una spigoletta curiosa scoprirà che io e l'IDRO 90 possiamo essere pericolosi anche in versione depotenziata durante uno degli aspetti seguenti. Quando arriverò al gommone sarò stremato: la mia pescata finisce qua, non è il caso di caricare troppo il fisico e, tra l'altro, il carniere è assolutamente soddisfacente.
Li peserò scoprendo di aver raggiunto 4,5 kg di pescato.
Conclusioni:
Ritengo che questo fucile entrerà a pieno diritto nella mia rastrelliera, non si tratterà di un utilizzo limitato al test, viste le potenzialità certamente mi seguirà in tante future battute di pesca e troverà certamente posto nella sacca dei fucili quando andrò in ferie.
Credo che questo commento finale renda chiaramente l'idea di come mi ci sono trovato!
Ovviamente ci monterò una doppia aletta e la impiomberò in un foro intermedio, visto che così come mi è stato fornito non mi assicura la certezza di recuperare le prede trafitte, ma si tratta di un peccato veniale... e poi sono un maniaco del settaggio dei fucili, se non mi si lascia nulla da fare finisce che mi annoio!!!