Spesso dietro alcuni inspiegabili errori a poche decine di centimetri dalla punta del fucile c’è un’asta flessibile ed elastici troppo potenti.
Il fenomeno è stato osservato e spiegato da vari autori, inutile soffermarci, veniamo quindi al dunque.
Quali sono le regole per minimizzare il fenomeno ed abbinare nel modo più corretto aste ed elastici ?
La prima cosa che consigliamo è di utilizzare sempre le aste più rigide che troviamo in commercio, ricordiamo che un fucile di medio valore può dare ottimi risultati con un buon allestimento, mentre un ottimo fucile può essere fortemente penalizzato da un cattivo allestimento.
Ora che abbiamo scelto con cura l’asta, che sporgerà tra i venti ed i trenta centimetri dalla testata*, possiamo pensare alla scelta del diametro e lunghezza degli elastici.
Facciamo alcune semplici considerazioni.
Abbiamo messo a punto un indice di snellezza facilmente calcolabile per le nostre aste, questo è dato dal rapporto sezione/lunghezza*100.
Questo indice serve ad assimilare tra loro i comportamenti in acqua delle aste con indice uguale o molto simile.
La teoria alla base di queste elaborazioni è molto semplice: aste con identica snellezza e materiale di costruzione, sospinte dallo stesso carico degli elastici avranno uno SPINE dinamico molto simile od uguale.
Quindi una volta individuato il giusto carico per una determinata asta, identificata da un certo indice di snellezza, quel carico, tradotto in uguale spinta espressa in kg per centimetro lineare di asta, sarebbe stato adatto a tutte le aste di uguale o simile indice di snellezza.
In parole povere, se un’asta lunga 115 cm di diametro 6 mm ha un indice di 0,25 ed un’asta lunga 150 cm di diametro 6,75 ha un indice pari a 0,24 possono essere lanciate in modo ottimale con quasi lo stesso numero di kg/cm lineare.
Tradotto significa che la prima avrà bisogno di una spinta di 50 kg pari a 0,43 kg/cm e la seconda di una spinta di 63 kg pari 0,42 kg/cm.
Dopo la teoria un bel numero di prove in acqua su bersagli fissi hanno confermato empiricamente che la strada era quella giusta, tanto più che le prove sono state condotte con lo stesso protocollo da entrambi ma disgiuntamente.
Ora si trattava di individuare i corretti carichi con l’individuazione degli elastici adatti.
Abbiamo deciso di applicare i valori rilevati con elastici carichi da 15 minuti nella considerazione che quasi mai si effettua un tiro appena caricato il fucile..
Fatto questo abbiamo pensato a come tradurre il tutto in semplici istruzioni alla portata di tutti ma, considerando che esistono diverse esigenze, abbiamo individuato due configurazioni, una più reattiva che assicura miglior velocità a breve ed una più progressiva per un tiro più equilibrato e lungo.
Ovviamente il comportamento rilevato è proprio di alcune partite di elastici ed aste e determinate variazioni potrebbero esserci, anzi sicuramente ci saranno cambiando materiali.
Questo per dire che non abbiamo nessuna pretesa di affermare la scientificità del metodo, anche se abbiamo provato ad operare con criteri il più possibile rigorosi e ripetibili, ma naturalmente le variabili in gioco sono troppe ed alcune non controllabili per potersi esprimere in modo assolutamente preciso.
Ma non era questo l’obiettivo che era semplicemente quello di permettere ad un utente meno esperto di dipanarsi nel groviglio di formule e criteri a volte troppo semplicistici.
La prima tabella che pubblichiamo è per elastici circolari ed ogive legate.

Il sistema di calcolo che consigliamo per determinare la lunghezza dell’elastico è il seguente.
- misurare la distanza dall’interno del foro (la parte verso l’impugnatura) alla tacca di aggancio.
- Raddoppiare il valore ottenuto.
- Sottrarre la distanza misurata dalla pallina sul braccetto dell’ogiva all’archetto di aggancio.
- Sommare al valore ottenuto la larghezza del fusto (la parte di elastico che partecipa poco o nulla alla propulsione.
Esempio, distanza foro tacca 80 cm, ogiva 5 cm larghezza fusto 3 cm. coefficiente desiderato 360%.
80 x 2 = 160 – 5 = 155 + 3 = 158 / 3,6 = 43,88
Questa non è la lunghezza di taglio ma la distanza tra le legature, aggiungere 1,5 cm per lato per fare i conetti se si è abituati a farli.
* Molti ritengono che un’asta che sporge molto aiuti nei tiri d’imbracciata, molto dipende dalle abitudini e dalle convinzioni di ognuno di noi, resta il fatto che più un’asta è lunga più è flessibile, quindi abituarci ad usarne della giusta dimensione è la cosa migliore.
Giorgio e Saretta