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  _Gli articoli di Saretta  
   
 

 

Doppio scherzo

Venerdì sono piuttosto contenta, forse ho trovato l’idea giusta per risolvere il problema annoso per me dell’appoggio sternale. L’idea me l’ha data un amico di tastiera ed è proprio una cosa semplice da realizzare, sarà sufficiente ricavare una sagoma a forma di X o meglio di clessidra che si incastri perfettamente tra le cose, avrete capito….. Decido di sacrificare un vecchio cuscino da seggiola fatto di schiuma di lattice. E’ alto circa 3 cm, molto denso e dovrebbe andar bene.

Mi metto allo specchio prendo le misure e ritaglio. Non è bello a vedersi ma dovrebbe andare poi sicuramente non scivolerà né sulla pelle né sulla muta. Mi provo la muta ma non ci siamo, l’appoggio è fastidioso.
Capisco subito il perché, la muta comprime e la misura centrale dell’appoggio è troppo larga. Provo a rifilare e stavolta taglio troppo e l’appoggino nella sistemazione si rompe. Attendo l’arrivo del socio di pesca che ha molta più manualità.

   
 

Decidiamo di fare una foto con il suo cellulare, poi stamperemo in scala 1:1 su un foglio A3 e ritaglieremo, così è impossibile sbagliare e si tratta solo di fare la foto simulando l’effetto di compressione della muta.
Alla fine riusciamo nel lavoro, carichiamo l’auto e partiamo verso il piccolo monolocale sul mare. La mattina all’alba il maledetto esce prima di me con la scusa di scaldare il motore non l’aveva mai fatto, boh ??
Partiamo e facciamo una pescatina molto modesta, non gira quasi nulla ed alla fine sono io a salvare il cappotto con un cefalo da circa un kg.

Al ritorno, cosa stranissima più di un’auto sorpassandoci (non capisco perché andiamo così piano) ci accosta ed i passeggeri ci salutano o ridono. Mai successa una cosa simile poi i francesi sono fin troppo seri in genere, cos’avranno da ridere ?
Ci fermiamo e scarichiamo. Questo è il colmo, un’anziana coppia si avvicina lei guarda l’auto sorride e mi fa il segno OK con il pollice in alto. A questo punto devo capire, giro intorno all’auto e sul finestrino posteriore sinistro lato guida c’è la foto delle mie...con la scritta a caratteri cubitali “Oui, je pêche avec elle” (si io pesco con lei).

Gliela farò pagare alla prima occasione.

Pomeriggio inoltrato e calasole obbligatorio. Ci portiamo in una zona un poco più fonda del solito sugli 8-10 metri.
Peschiamo appaiati, per me, anche se non ho problemi di fiato, le profondità intorno ai dieci metri ancora sono poco familiari e sono molto più rilassata in questo modo.
Siamo più o meno dove presi una ricciola poco tempo fa e magicamente al terzo aspetto ecco che ne arrivano tre, scelgo con calma il tiro mentre ruotano davanti a me e ….centro perfetto, risalgo tenendo il pesce in trazione come se fossi brava ed il pesce è in superficie.
Sarà poco meno di due kg. sono contentissima le soddisfazioni stanno arrivando una dopo l’altra. E soprattutto ho preso ancora io il pesce più grosso.
La soddisfazione dura pochi minuti perché davanti ad una spaccatura poco più avanti girano delle corvine che sembrano grandi dalla superficie. Vedo il collega in basso che si avvicina lento e spara al volo.
Lo capisco anche da quassù che il record è durato poco.

 

 

Mattina successiva, ci si prepara per andare al lavoro e partiamo come al solito in direzioni opposte.
Un bel fine settimana, l’unica cosa che mi dispiace è non vedere la faccia del collega quando metterà la mano nella tasca del giaccone e la troverà piena di interiora di pesce.

 

Saretta

 

 

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