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Nome: Giovanni ma ormai tutti mi chiamano Gianni  Cognome: Mignone, nato a San Felice a Cancello ( CE ) il 28 Aprile 1954. Domiciliato in Caserta. Titolo di studio: geometra , perito agrario, e con corso universitario che si avvia  finalmente alla conclusione in Scienze Geo-Topo-Cartografiche ed  estimative.  Hobby: pesca in apnea e apnea. Attività lavorativa: dipendente tecnico della Regione Campania. Attività lavorative non a scopo di lucro: moderatore Bluworld; Istruttore di apnea.  Ho iniziato con la pesca in apnea una trentina di anni or sono e per essa ho abbandonato un’altra vecchia passione: la caccia con il cane da ferma.

 

SMONTIAMO L’OLEOPNEUMATICO.
Di Gianni Mignone

Sempre con maggiore frequenza si assiste sul forum a richieste di aiuto per riparare e/o apportare modifiche a fucili oleopneumatici. Sperando di fare cosa gradita agli amici di Bluworld, mi sono deciso a scrivere questo articolo, corredandolo con tante foto, al fine di facilitare che vuole cimentarsi con l’arte del far da sé. Per prima cosa vorrei sfatare il falso credo che si è instaurato e che declama questo tipo d’arma come soggetto a cure e manutenzioni continue quasi maniacali. Esso, in vero, è spartano e solido, va passato sotto l’acqua ogni qualvolta torna dal mare, come, d’altronde, tutte le nostre attrezzature. Unica accortezza da parte del suo proprietario è tenerlo lontano dalla sabbia, unico e vero nemico dell’oleopnematico in quanto basta un semplice granello per compromettere l’integrità della canna e di conseguenza la perfetta tenuta. Partiamo dal fucile, che in questo caso è un SL Cressi 40, ma il “ protocollo “ è estendibile a qualsiasi altra arma c.d. ad aria, comprese quelle che presentano il variatore di potenza. Gli attrezzi che ci servono li ho esposti sul banchetto da lavoro, proprio per meglio rendere l’idea della falsa complessità degli oleo.

Foto 1

Iniziamo: Fucile ancora carico o si presume che sia tale, viene posto in posizione verticale, con la testata in basso, per almeno 10-15 minuti. Quindi aiutandoci con una moneta e con una pinza svitiamo il tappo sito a protezione della valvola di precarica, come si evince dalla foto

Foto 2

Tolto il tappo, con l’ausilio di un punteruolo premere sulla sferetta della valvola di precarica di modo che uscirà l’aria contenuta nel serbatoio del fucile. Togliete l’attrezzo solo quando non sentirete più alcun sibilo di aria.

Foto 3

Adesso va fatta una breve parentesi: ad eccezione dei fucili Cressi che montano testata e boccola di chiusura di testata perfettamente cilindrica, tutte le altre case montano un dado esagonale che richiede una chiave a forchetta ( fissa ) o esagonale del n° 19. Nel caso in esame, mi sono aiutato con due cacciavite a stella di grandezza diversa, uno per la boccola superiore ed un altro per svitare il corpo testata.

Foto 4

Ffoto 5

Quindi, sempre con il cacciavite a stella ho proceduto a svitare il corpo testata, nel quale è alloggiata la boccola di ammortizzo in tecnopolimero.

 

Foto 6

Una volta svitato il corpo testata, si procede ad estrarre il pistone.

L’operazione prevede:

* l’inserimento dell’asta nel pistone;

* lo scivolamento di questi fino al suo aggancio al dente di ritenzione;

* ulteriore pressione dell’asta al fine di agganciarla meglio al pistone;

* premere il grilletto e contemporaneamente tirare su l’asta, la quale si trascinerà fuori dalla canna interna anche il pistone.

 

Foto 7

Estratto il pistone , si fa defluire l’olio contenuto all’interno del fucile. Questa operazione può richiedere diversi minuti. Consiglio di sistemare il fucile in posizione verticale appoggiato ad un muro e con la parte anteriore in un contenitore. All’uopo utilizzo le classiche bottiglie di plastica a cui asporto la parte superiore.

Foto 8

Adesso passiamo a smontare la volata e successivamente il serbatoio

Foto 9

quindi togliamo il serbatoio

Foto 10

a questo punto abbiamo messo a nudo la canna interna, per cui si procede a togliere il tendisagola, il grilletto e la sicura, cosa semplicissima in quanto basta far fuoriuscire le relative spine in acciaio mentre la sicura uscirà facilmente dal suo alloggiamento una volta che non sarà più fermata dal grilletto.

 

Foto 11

la foto sopra mostra l’operazione per lo smontaggio del tendisagola (di colore giallo )

Foto 12

Smontaggio del grilletto avviene mediante la fuoriuscita della spina di acciaio dal proprio alloggiamento

Foto 13

il grilletto ormai non più trattenuto dalla spina viene agevolmente sfilato

Foto 14

estrazione della sicura. Fatto ciò , con l’ausilio di una pinzetta a becchi lunghi si sfila il piolino di sgancio ubicato sotto il grilletto. Se stiamo smontando un fucile di ultima generazione: Mares ( Cyrano – Spark e ultima serie sten ), Sporasub e Maori, bisogna svitare la vite copri o-ring nell’impugnatura nel cui foro passa il piolino di sgancio e con attenzione va estratto anche il guida piolino.

Foto 15

quindi si passa a svitare la valvola di precarica

Foto 16

A questo punto si sfila la canna dal suo alloggio

Foto 17

Un prossimo articolo tratterà il rimontaggio del fucile oleopneumatico

Gianni Mignone

 

 

 

 

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