
La tua prima impressione quando hai visto il primo pesce che tu hai deciso di provare a prendere.
E’ stato amore a prima vista. Non ci crederai ma, a distanza di tanti anni, lo ricordo ancora perfettamente.
Era uno scorfano di qualche etto, seminascosto in un anfratto sotto la torre spagnola di Turr’e Seu (Penisola del Sinis), lo catturai con una fiocinata sulla testa e uscii dall’acqua come se avessi pescato una balena.
Oggi come è diventato il Luca de allora ?
Dal punto di vista piscatorio ed emozionale sono lo stesso ragazzino di 30 anni fa, dormo male la notte prima di una battuta di pesca, preparo tutta l’attrezzatura la sera prima e la metto davanti alla porta di casa, sogno (poco) la pescata e la prefiguro nella mia mente, sott’acqua tutto mi affascina, dal pesce grosso al minuscolo nudibranco….esattamente come facevo da piccolo, stessa passione, stesse emozioni.
Il rapporto con il mare quanto influisce sui tuoi impegni della famiglia e cosa pensa tua moglie della tua attivita di pescasub ?
Io e Federica (mia moglie) ci siamo conosciuti nel 2005 e due anni dopo ci siamo sposati. All’inizio non è cambiato quasi nulla della frequenza con la quale andavo a pescare, e Federica spesso mi ha accompagnato nelle mie battute di pesca anche con mare grosso. Poi lo scorso settembre è arrivata la nostra piccola Aura ed è cambiato tutto.
Non vado a pescasub da settembre 2010, ho una voglia matta di pescare, ma quando arriva il weekend e potrei organizzarmi per andare sott’acqua, mi basta uno sguardo e un sorriso di mia figlia per capire che quello che desidero di più è trascorrere tutto il fine settimana con lei, quindi la pesca passa in secondo piano…..ci sarà tempo per tornare in acqua.
Federica capisce perfettamente che la pesca subacquea per me, non è solo una valvola di sfogo dopo il lavoro, lei sa benissimo che per me il mare è tutto (dopo le mie donne).
E poi il pesce le piace da morire, in particolare spigole e orate.


Tu vivi in una Sardegna che è famosa perché anni fa era un posto molto ricco di pesce, ora io so che la cosa è molto cambiata. Tu come hai vissuto il cambiamento e quante cose te hai visto cambiare?
La Sardegna è ancora ricca di pesce (almeno la zona che frequento), certo che è molto diminuito dagli anni 80….quando pescava mio padre era all’ordine del giorno trovare zone “vergini”, mai toccate da nessuno.
Ora non è neppure pensabile che esistano zone come quelle a profondità umane. Mio padre ha trovato tane con centinaia di pesci in 10-15 metri di fondo, io al massimo con qualche decina.
I pesci, che secondo me più di tutti hanno modificato il loro comportamento sono i saraghi….quasi non vengono più all’aspetto, infatti li cerco in tana o all’agguato.
Il cambiamento l’ho visto e toccato con mano….e mi ci sono adeguato, cambiando il mio approccio e la strategia della battuta di pesca. Per me è fondamentale andare in acqua quando c’è poca gente e poco traffico, cioè all’alba.
Ma in assoluto, la cosa che più è cambiata, è l’informazione sul pescatore subacqueo. Anni fa, il sub era visto come un temerario appassionato del mare, un cacciatore corretto solo un po’ rude…..ora, con la disinformazione fatta “ad hoc” da schiere di ambientalisti di facciata, siamo costretti quasi a dover giustificare il perché andiamo sott’acqua, tanto che abbiamo cambiato pure il nome alla nostra passione…pesca in apnea….che è un termine che odio, perché la pesca subacquea è in apnea…quella non in apnea io la chiamo bracconaggio.

Quali sono secondo la tua idea le cose che hanno fatto diminuire il pesce ?
Lo sforzo di pesca professionale in primis, con flotte pescherecce sempre più numerose e attrezzate; a tal proposito, basti pensare che in una provincia come Oristano, che conta poco più di 160.000 abitanti, esistono e operano 4 flotte con decine e decine di pescherecci (Terralba, Cabras, San Vero Milis e Bosa) per capire quante barche da pesca sputtanino il nostro mare, e il 95 % delle imbarcazioni fa pesca costiera, cioè sotto costa.
Gli attrezzi di pesca sempre più distruttivi, alla faccia della selettività.
Le aree marine protette, che di fatto non vietano niente a nessuno, tranne a noi subacquei.
L’antropizzazione delle coste, in Sardegna non mostruosa come in altre zone del sud Italia, ma pur sempre pesantissima per il mare.
E che non mi si venga a dire che il pescatore sportivo ha la sua parte nel degrado, perché mi scappa pure una parolaccia….
Ai tempi dell’Università, feci uno studio durato 5 anni, sull’impatto ambientale della pesca subacquea. Curiosamente i risultati furono quasi identici a quelli svolti da una Università Statunitense (studio che non conoscevo…giuro). Impatto ambientale pari allo 0,3% del totale della flota peschereccia Regionale (Sardegna).
Presentai lo studio al mio relatore della tesi (buonanima) e lui bonariamente mi disse “ti vuoi ficcare nei casini?...lascia stare”…..per fortuna ebbi un contentino, e lo studio venne pubblicato sulla rivista Pescasub (che ovviamente lo tagliò per esigenze di spazio) e sulla rivista Habitat (se non sbaglio).
Oggi che te hai una figlia pensi che se lei a 16 anni ti chiede un fucile da pesca, tu la lasci fare o hai paura ?
Credo che farei ne più ne meno di quello che ha fatto mio padre con me e mio fratello…ne sarei felicissimo e la accompagnerei volentieri sott’acqua alla scoperta di questo magnifico mondo sommerso.
Le insegnerei il rispetto per il mare e per i suoi abitanti e cercherei di farle capire che la cosa più importante è divertirsi e sentirsi liberi…molto più di una grande cattura.
In ogni caso avrei paura….giusto un po’….

Te hai preso molti pesci grandi, ci sta una preda che te vuoi ancora prendere e ancora te non sei riuscito e perché ?
Non esageriamo…..ho preso qualche pesce grande….e con una buona dose di fortuna.
Il sogno, che alla fine penso sia quello di tutti i pescatori subacquei, è (a parte il tonno) quello di riuscire a prendere la grande ricciola. Non ho mai avuto la fortuna di incontrarne una sopra i 6 kg pur avendola cercata, specie negli ultimi anni.
Alla fine della scorsa estate mi ero ripromesso di cercare solo la ricciola, in una delle tante risalite di granito a nord di Mal di Ventre, ma la nascita di mia figlia ha posticipato a questa estate il mio progetto…..credo che ci proverò….
Il perché non l’abbia mai presa, né avvistata, è nel fatto che ci vuole dedizione per quel tipo di pesca, tanta pazienza e tanto tempo da dedicare a Lei e solo a Lei.
I momenti più belli che hai avuto in mare.
Tutti, indistintamente tutti…ogni volta che sono in mare sono felice….ci vuole molto poco per farmi felice….è importante che ci sia il mio gommone, a bordo i miei amici più cari e stiamo qualche miglio al largo dalla costa…poi, se la pescata si realizza bene, sennò bene lo stesso. Una giornata al mare, lontano dai casini del lavoro e della città non ha prezzo, senza telefono e televisione.
Il mare all’alba e al tramonto poi….c’è qualcosa di meglio al mondo?
Se devo ricordare i più significativi dal punto di vista venatorio, non posso dimenticare la mia prima grande cernia (di cui ho raccontato sul forum); il mio primo dentice, considerato fino ad allora un miraggio, e catturato grazie anche alla lettura di un bellissimo articolo di Emanuele Zara su Pescasub, nel quale scriveva che i dentici si potevano pescare anche in poca acqua e che non serviva essere dei campioni.
Non ricordo con esattezza l’anno, forse era il 1996….mi trovavo a Mal di Ventre con due amici, e, memore di quello che avevo letto, mi fissai col dentice….era giugno. Mi feci lasciare a poche decine di metri dal relitto a Nord dell’Isola e cominciai dapprima a cercare nelle lamiere del relitto qualche corvina (che trovai) e poi mi spostai verso est….il pianoro di ciottoli, misto a chiazze di posidonia e grandi massi di granito stava sugli 8 metri di profondità, e li cominciai a ricordare le parole di E. Zara….facevo aspetti non più lunghi di 40 secondi (mi colpì il fatto che Emanuele scrivesse che il dentice “in giornata si” potesse arrivare a tiro in poche decine di secondi e così ci provai.
Al terzo o quarto aspetto mi arrivò davanti al fucile un “muro” di dentici….erano decine….dai piccoli (1 kg scarso) ai grossi….impugnavo, nella mia beata incoscienza, un Apache 75 senza mulinello e lasciai sfilare i piccoli finché mi arrivo di muso a meno di due metri dal fucile un bel dentice sui 3 kg…..era già morto….se non fosse che il nylon dell’asta si era incastrato nel meccanismo di sgancio e il colpo non partì….presi a pugni il fucile sott’acqua e i dentici scapparono a pinne levate. In superficie credo di aver detto (urlato) la peggiore serie di parolacce della mia vita.
Non mi diedi per vinto e a metà giornata tornai sul posto per verificare se i dentici ci fossero ancora.
Al primo aspetto ne arrivarono una decina e colpii il più vicino…era un denticiotto di 1,5 kg….fantastico.

Un altro episodio curioso ed emblematico, che ancora una volta fa capire quanto sia imprevedibile ed emozionante la pesca subacquea, mi capitò nel 1997....forse settembre....ma non ci giurerei...
Capo San Marco...poco prima che diventasse Area Marina Protetta e che diventasse interdetta a tutti pescatori subacquei.....
Mare leggermente mosso.....acqua velata, visibilità non oltre i 10 metri....
Pescavo tutta la mattina con un Apache 90 con mulinello.....e non presi un accidente..... Pranzetto veloce in gommone con panino e birretta e subito dopo in acqua.....stavolta col solito Apache 75 (senza mulinello)....
Batto il sottocosta e faccio qualche bel sarago....li appendo tutti al cavetto sotto la boa segnasub.....Punto a sud.....e mi allargo per vedere se gira qualche cerniotta.....al limite della visibilità vedo una sagoma che quasi mi passa sotto le pinne....è enorme....tutta blu......RICCIOLA penso.....se ne va......cazzo ho il 75 e il gommone è lontanissimo....ci provo lo stesso....
Mollo il pallone e mi sposto 20 metri al largo....profondità una decina di metri.....mi ventilo e scendo.....mi nascondo per bene e punto il fucile verso il largo......Dopo pochi secondi si materializza una sagoma grossa....di muso....non capisco ancora cos'è...penso RICCIOLA.......avanza....ora la vedo e mi scende un mezzo infarto.....è un DENTICE....rimarrà il più grosso dentice che abbia mai visto.....(e ne ho presi...a palamito anche di 10 kg)....tutto blu.....mi punta....a 4 metri da me si gira e mi mostra il fianco....sparo......l'asta non arriva al dentice e lui si gira con uno scatto micidiale e sparisce....Incazzato nero per aver lasciato il 90 sul gommone mi accingo a tornare verso il mio compagno di pesca.....mancano 100 metri al gommone quando decido di fare ancora qualche aspetto.....e viste le bestie che girano collego la sagola della boa al fucile.....
Faccio l'ennesimo aspetto......non arriva niente.....sulla sinistra ho un enorme masso che mi impedisce di vedere in quella direzione....Dopo qualche secondo arrivano decine di muggini....mi sfilano da sinistra a destra a velocità pazzesca....checazz'è....dietro i muggini c'è LEI....Mi sfila davanti a 2 metri....sparo d'istinto......BUM.....In una frazione di secondo mi ritrovo senza il fucile in mano.....me l'ha strappato via......mi sfila accanto la boa con i pesci attaccati....la boa letteralmente plana sull'acqua......fantastico.....
Torno in gommone e la inseguiamo.....la recupero 500 metri al largo sfinita.....colpo di grazia e a bordo....una leccia di circa 7 kg.

Un saluto agli amici di Bluworld (con la speranza di non averli annoiati) e un grazie a te Gabrielle. Luca Enna
Gabrielle Montreaux