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  _Uno di noi - Mytom  
     
     
   
 

 
         
Un giorno tu ti svegli e pensi che domani andrai a pescare sotto l'acqua. Come è successo che tu hai preso questa decisione e a quale età?
Sono cresciuto a stretto contatto con il mare. Tra l'altro non un mare qualsiasi, ma quello stupendo dell'alta Gallura, in Sardegna. Ho imparato prestissimo a nuotare: intono ai sette anni ricordo che mi immergevo fino a quote di tutto rispetto per raccogliere conchiglie e stelle marine.
Mio padre in quegli anni praticava la pesca subacquea, e come tutti, o quasi, con fucile pneumatico corto armato di fiocina insidiava in tana gronchi, murene, capponi e cefalopodi vari.
Purtroppo, per qualche strano scherzo del destino, in quegli stessi anni la sua passione per la pesca sub andò costantemente diminuendo, mentre aumentava la mia per la pesca con la canna che ho praticato ininterrottamente fin oltre la maggiore età. Mi divertivo tuttavia con lo snorkeling ed intorno a 22 anni decido di comprare il mio primo fucile subacqueo: un ministen senza variatore.
Fu un acquisto impulsivo, non ragionato e, se vogliamo, comune a molti "pescatori della domenica".

 

   
 

Quel primo acquisto purtroppo non mi fece diventare un vero pescatore subacqueo. Continuavo a praticare un po' tutte le tecniche di pesca con la lenza (soprattutto surf casting, pesca a fondo e spinning) e ogni tanto, durante la bella stagione, usavo il fucile in una sorta di "snorkeling" estivo armato, con boxer, maschera, boccaglio e pinne gialle fluorescenti... Quanto di più lontano possa esserci dalla vera pesca subacquea. Certo mi sarei voluto evolvere verso una consapevolezza migliore della disciplina, ma l'alto costo iniziale delle attrezzature e, se vogliamo, la volontà di non dare motivi di preoccupazione a mia moglie per uno sport da lei considerato troppo pericoloso, rimandarono il mio ingresso nella pesca subacquea "vera" fino alla tarda estate del 2008, quando una serie di circostanze favorevoli (un paio di amici pescatori, qualche soldo messo da parte e l'avvicinamento ad alcuni forum di pesca subacquea) mi convinsero a fare il grande salto...
La tua sensazione quando hai visto il primo pesce che tu hai deciso di provare a prendere
Non so, è difficile da spiegare: qualcosa che unisce la scariche di adrenalina ad una specie di calma e consapevolezza interiore.
Una cosa che non mi abbandona mai: la meraviglia nel vedere una bella orata sfilarmi davanti, o un branco di muggini in avvicinamento, o le salpe che grufolano nel fondo.
Forse la differenza tra le altre tecniche di pesca e la pesca sub è proprio questa: spesso quando cappottavo praticando la pesca con la canna mi facevo prendere dalla frustrazione, mentre con la pesca subacquea posso tornare a casa a mani vuote, circostanza abbastanza frequente, e sentirmi comunque meglio.
Il rapporto con il mare quanto influisce sui tuoi impegni della famiglia e cosa pensa tua moglie della tua attività di pescasub ?
Mia moglie e i miei figli farebbero volentieri a meno della mia passione per la pescasub...
Devo anche dire che in un ipotetico scontro tra le due cose, la famiglia vince sempre, mi sembra ovvio.
Di fatto (aggiungo: purtroppo) non riesco ad andare a pesca tutte le volte che vorrei, e questo influisce molto sulla qualità del mio pescato e nella mia crescita come pescatore. Ma ho accettato consapevolmente la cosa. Diciamo che quando riesco ad andare a pesca per quattro volte in un mese, per me è già un successo. Un po' meno per mia moglie... che nonostante tutto asseconda questa mia passione e, ne sono consapevole, è felice di vedermi soddisfatto per una bella pescata.

Per quale motivo te peschi con i fucili a aria, e questa è una scelta de tecnica o te hai iniziato così e te continua ?

Come ti dicevo prima, il mio primo fucile è stato un ministen (credo sia stato il primo fucile di tanti pescatori)... mio padre pescava con fucili ad aria e gli amici che mi hanno convinto ad intraprendere questa meravigliosa avventura pescano con fucili ad aria.
Oltre a questo, sarò sincero, avevo paura di non avere la forza necessaria per caricare con disinvoltura un arbalete... Continuo a pescare con fucili ad aria per tante ragioni.
Li ritengo più performanti a parità di sforzo di caricamento; ho imparato a gestirli bene, e come ti dicevo le mie uscite non sono numerosissime, quindi avrei poco tempo per imparare da capo con gli arbalete. Ciò non toglie che alla prima occasione mi procurerò un arbalete da affiancare ai miei fucili.
Sono curioso di provare un doppio elastico con elastici da 14...

Quali sono le modifiche che te fai smpre e il motivo de queste ?

Ritengo fondamentale l'utilizzo di un kit sottovuoto, qualunque esso sia. Ho pescato per un anno con fucili con canna allagata, con scarsissimi risultati, mentre le prime prede importanti sono arrivate con l'utilizzo di un kit sottovuoto e asta nuda (la preferisco, sui lunghi, all'asta con scorrisagola per via della maggior velocità). I motivi sono presto detti.
Benché molti ritengano che la funzione di un kit sottovuoto sia quella di aumentare le prestazioni balistiche (il che è anche vero), un kit sottovuoto ti permette in realtà di gestire meglio il fucile. Non hai necessità di strapomparlo, e quindi di fare uno sforzo enorme in fase di caricamento... cosa che a volte ti impedisce "mentalmente" di sparare a prede non troppo facili per paura di dover sprecare lo sforzo fatto in fase di caricamento.
Con il sottovuoto si ha una migliore gestione del rinculo e, in alcuni kit, un miglior contenimento del rumore.
Infine il fucile è più leggero, ha un assetto migliore, e basta poco per renderlo appena negativo in punta, come piace a me. Le altre modifiche fondamentali, che faccio su tutti i fucili, sono "l'alleggerimento" del grilletto e dello sgancia sagola, ancora troppo duro nei pneumatici di serie; la rimodellazione anatomica del cacio, che migliora brandeggio e contenimento del rinculo; l'utilizzo di pistoni dalle tolleranze migliori, per aumentare le prestazioni. Faccio tante altre modifiche, ma ho paura che il discorso diverrebbe troppo lungo...

Il tuo momento piu bello nel mare ?

Sono due. Uno è legato alla cattura della mia prima spigola, un bell'esemplare da un chilo e due. Una cattura per certi versi classica, se vogliamo, ma per me particolarmente emozionante. Facevo l'aspetto a un branco di saraghetti su un fondale di un paio di metri tra sabbia, coralligero e qualche scoglio. Ad un certo punto, con la coda dell'occhio vedo spuntare da dietro un masso, tra i quattro e i cinque metri di distanza, il muso della spigola. E' troppo lontana... ma già altre volte, sperando in un avvicinamento, o era scappata via la spigola, o avevo io finito il fiato.
Era troppo lontana e non sapevo se valesse la pena rischiare. Era come se si fosse fermato il tempo. E invece, quasi inconsapevolmente, premo il grilletto. È come se tutto d'un tratto la mia coscienza da cacciatore abbia preso il sopravvento sul mio io razionale. Parte il colpo, si distendono le tre passate doppie di sagola e l'asta nuda da un metro attraversa di lungo la spigola, colpita sopra la branchia sinistra. La spigola rimane come allo spiedo, si capovolge e si adagia sul fondo. Metto fine alle sue sofferenze e l'ammiro in tutta la sua bellezza. Ero talmente felice che non ricordo più il resto della pescata...
Il secondo momento per me particolarmente emozionante riguarda la mia prima discesa oltre i quindici metri. Lo so, è una cosa strana, tuttavia per me è stato un momento davvero appagante. Ora le mie pescate si concentrano nel bassofondo, ma quella prima discesa è servita per farmi capire che forse stavo diventando un vero pescatore subacqueo. Il fondale granitico era bellissimo, ricco di tane... al mio fianco la ripida parete che culminava in un grosso scoglio affiorante.
Sembrava una montagna.
Guardai verso la superficie e mi parve lontanissima, ma non ebbi paura. Miriadi di piccoli saraghi, castagnole e tanute mi giravano intorno. Persi interesse verso l'azione di pesca mi concentrai sullo spettacolo della natura. Mi sembrava di stare in paradiso.
Riemersi con calma, felice. 

Se uno dei tuoi figli o figlie ti chiede un fucile, tu cosa pensi, hai paura ?

Sono molto piccoli e ci vorrà ancora un po'... ma quando sarà il momento cercherò di non commettere l'errore che mio padre ha commesso nei miei confronti, ossia quello di non sapermi trasmettere da subito la passione per la pesca subacquea.

Come te pensi una tua uscita de pesca ideale, da solo o con amici e perchè ?

A me il mare piace godermelo da solo. Sono una persona schiva, estremamente riservata. Un solitario, se vogliamo. In internet in pochi mi conoscono per nome e cognome (mai pubblicato il mio nome per esteso...), e vado fiero del fatto che non esista in rete una mia foto. È una parte del mio carattere che so di dover migliorare... ma nonostante tutto qualche uscita con un amico fidato ogni tanto riesco a organizzarla. Solitamente approfitto delle poche uscite in coppia per provare qualche tuffo un po' più profondo. Ma alla fine si può dire che se non vengo invitato da qualcuno a pescare vado sempre da solo...

A te piace la cucina del pesce ? Quale pesce e come lo cucini ? Tua moglie aiuta o cucini solo ?

Mi piace molto, e spesso e volentieri mi metto dietro i fornelli. Mi piacono le orate e i saraghi al forno con patate, i muggini e le piccole spigole al cartoccio. A volte sfiletto il pesce e lo cucino in padella con aromi vari (in particolare con la buccia di arancia tagliata a listelle sottili). Altre volte lo faccio al forno con pomidorini, capperi, olive, erbe varie e fette di limone. Infine, non disdegno le grigliate se i pesci non sono grandi (lo scorfano spaccato e fatto alla griglia è buonissimo... e anche la mormora si difende bene)

Il pesce che vuoi prendere e il perchè.

Forse per me è ancora presto per pensare a dentici e ricciole... Diciamo che tra uno e due chili ho preso un po' di tutto, ma ancora mi manca la preda veramente importante. Il pesce più bello per me è l'orata, un pesce schivo e diffidente, un po' come me, e estremamente elegante.
Da piccolo, quando con la fiocina a mano andavo alla ricerca di qualche polpo, mi capitava di avvistare orate veramente enormi... Erano anni nei quali il pesce abbondava, ed era molto più facile avvistare esemplari dalle dimensioni ragguardevoli. Purtroppo, praticando la pesca subacquea, non mi è mai capitato di avvistare orate davvero grandi, quelle oltre i quattro chili, ma non demordo e non vedo l'ora di riuscire a portarne a tiro una. Sarebbe per me una gioia immensa.

Spero di non averti fatto annoiare, e ti ringrazio nuovamente per aver pensato a me per la tua intervista.

Ovviamente invito te e tutti gli amici di bluworld.com a dare una sbirciatina al blog che curo insieme all'amico Ivan: www.pescasublog.it

 

 

Gabrielle Montreaux

 

 

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