Come scegliere la muta Intervista ad Enrico Volpicelli
In occasione dell’EUDI show ho avuto l’occasione di fare una chiacchierata piuttosto approfondita con Enrico Volpicelli riguardo alle mute. La ragione era una mia curiosità motivata dalla nomea che si porta dietro: pare che sia totalmente insensibile al freddo!
MICHELE - Allora Enrico è vero che sei atermico???
E.V. – E’ una sciocchezza. Patisco anche io il freddo, come tutti. Diciamo che non sopporto sentirmi eccessivamente vincolato e quindi preferisco indossare la muta dello spessore minore possibile rispetto alla temperatura dell’acqua. Tra l’altro pratico un tipo di pesca estremamente attivo ed affaticante: questo continuo movimento è indubbiamente fonte di calore, quindi necessito di spessori inferiori rispetti a chi, ad esempio, pesca esclusivamente all’aspetto.
MICHELE – Quindi è solo per ragioni di comodità…
E.V. – Si e no… se fossi un freddoloso cronico non potrei permettermi queste scelte. Certo che se la massima comodità impone di patire un pochetto di freddo la cosa non mi spaventa, anzi mi sprona ad aumentare il ritmo per riscaldarmi.
MICHELE – Ovviamente mute su misura.
E.V. – Non sono un masochista! Spessori esigui impongono tassativamente che la muta aderisca come una seconda pelle. Qualsiasi scambio di acqua (ad esempio durante una capovolta) può rovinare la pescata quando si usano spessori minimi, quindi gli scambi d’acqua non devono verificarsi!!!
MICHELE – E per i materiali hai preferenze?
E.V. – Il discorso si evolve un po’. Il macrocellulare sarebbe il massimo perché con bassi spessori isola in maniera eccelsa: ma se scendi un po’ in profondità modifica immediatamente le sue proprietà, stai caldo in superficie e ghiacci a – 20 m. Inoltre è di una delicatezza eccessiva per chi come me pesca spesso in tana e scivola nei canali tra gli scogli. Il microcellulare è resistentissimo, ma ha una coibenza scarsa (che però mantiene costante praticamente a tutte le profondità). Sembra banale, ma i materiali migliori secondo me sono quelli che si trovano a mezza via. Un compromesso tra la migliore coibenza e la stabilità della stessa al variare della pressione, garantendo al contempo una buona resistenza all’abrasione ed allo strappo.
MICHELE – Mimetico?
E.V. – In generale: perché no? Il mimetico male non fa. Chi dice che la muta nera è quella che si nota meno sul fondale dice cose infondate. Una muta mimetica realizzata con toni opachi e con sfumature senape, marrone e verdastre è indubbiamente poco visibile, sicuramente meno visibile di una muta nera (in particolare nei primi metri). Che poi, per i pesci, la cosa sia poco influente perché usano altri sensi oltre alla vista per individuarci, è vero. Ma POCO influente non significa NIENTE. Quindi, ribadisco, male non fa. Certo che se peschi in tana ti interessa poco, nell’agguato e nell’aspetto credo possa essere una scelta giusta.
MICHELE – Foderata o liscia?
E.V. – In luce di quello che ti ho detto prima non dovresti nemmeno avermi fatto questa domanda. Voglio stare comodo, una liscia di 5 mm di spessore è normalmente comoda quando una foderata da 4 mm. E’ chiaro che preferisco una liscia: con una 5 mm ho un isolamento eccellente e mi posso muovere agilmente come con una muta estiva. Chiaro che, pescando in tana, le riparazioni saranno all’ordine del giorno, ma (altro grosso vantaggio delle mute lisce spaccate) saranno semplicissime da eseguire. Se dovessi consigliare ad un ragazzo che si affaccia alla pesca per la prima volta gli direi di usare una muta foderata, ma per tutti gli altri è meglio la liscia. Unico appunto: le lisce sono eccezionali per spessori invernali, diciamo da 5 mm in su. Per le mute estive (3 mm) molto meglio adottare la fodera, altrimenti il capo sarebbe veramente troppo delicato.
MICHELE - Fammi un esempio di muta estiva e di muta invernale?
E.V. – L’estiva classica è una 3 mm monofoderata. Se fosse per il freddo potrei anche usare spessori inferiori (in particolare per i pantaloni a vita alta) ma la resistenza allo strappo ed all’abrasione si ridurrebbe eccessivamente. L’invernale non è molto diversa: giacca liscia spaccata da 5 mm e pantaloni da 3 mm monofoderati. In casi particolari di freddo estremo posso anche adottare i pantaloni da 5 mm (in quel caso lisci spaccati). Con questa configurazione sono operativo anche nei mesi più freddi: al massimo si potranno adottare i bermuda sopra ai pantaloni da 3 mm per eliminare gli scambi d’acqua.
MICHELE – Quanto dura una muta ad un atleta?
E.V. – Non esiste una regola. C’è chi le utilizza con estrema attenzione e chi invece le consuma già in una sola pescata. Se la muta è valida avrà una vita mediamente più lunga di un capo meno prestante… ma non è possibile definire dei tempi standard. Da quando sono atleta Bluworld uso mute BIAVATI e, per quello che è la mia esperienza, sono particolarmente durature: anche se non le tratti con attenzione non si rovinano. Gli incollaggi sono molto stabili ed i materiali non mantengono le deformazioni (quindi se te la dimentichi nella sacca tutta spiegazzata basterà estrarla ed in pochi minuti tornerà alla sua forma originale). Chiaro, meglio evitare di lasciarla sotto il sole in luglio… ma questa è una precauzione da adottare con tutta l’attrezzatura tecnica per evitarne il decadimento. Altri ragazzi dell’ARCO MUTO stanno usando anche le mute di IDRASUB: non ho sentito un solo parere negativo. E considera che alcune ragazzi trattano le mute in maniera veramente dura, senza alcun riguardo. Credo che si tratti di un test indicativo per poter affermare che anche questi capi sono indubbiamente di altissimo livello. Voi dello staff avete fatto una bella scelta!!!
MICHELE – Grazie Enrico, vai pure a salutare il gruppetto che si è ammassato davanti allo stand (ndM lo stand Antolas MaoriSub SigalSub).
E.V. – Vado vado, ma dubito siano qui per me… non esageriamo!!! Invece erano lì per lui. Chi per chiedere consigli, chi per congratularsi e chi semplicemente per conoscerlo. Ma erano proprio lì per lui!